sâmbătă, 5 mai 2018

Per i propri amici - VI Domenica di Pasqua (Anno B)

L’AMORE PIÙ GRANDE
“Per i propri amici”
At 10,25-27.34-35.44-48; Sal 97; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17 

Osservare il comandamento dell’amore
è il grande compito
di ogni discepolo
diventato amico di Gesù.
È un compito assegnato.
Gesù darà la sua vita
per i suoi amici
e loro diventeranno custodi
di tutto ciò che è stato svelato loro.


Il contesto: il secondo discorso di addio
Gesù si trova durante la sua ultima cena. Egli ha lavato già i piedi dei suoi discepoli e, dopo l’uscita di Giuda dal cenacolo, ha parlato del comandamento nuovo. Poco prima ha raccontato l’allegoria della vite e dei tralci e desidera ora offrire più spiegazioni. Gesù accentua il fatto che non sono stati i discepoli a scegliere lui, come loro Maestro, ma è stato lui a scegliere tutti loro per amore, uno per uno. Di più, egli ha svelato loro i segreti di Dio, suo Padre, e così sono diventati tutti suoi amici. Fra poco offrirà se stesso sulla croce, il dono totale della sua vita, ed essi avranno il grande compito di seguire lui sulla via dell’amore.
Gesù è il Maestro. Egli ha scelto i suoi discepoli per amore.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema dell’amore divino.
  • Nella prima lettura Pietro, trovandosi a Cesarea, nella casa del centurione romano Cornelio, dice: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga”.
  • Nella seconda lettura Giovanni confessa: “Dio è l’amore (…). In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati”.
  • Il vangelo presenta un momento di grande intimità in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. (…) Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”.

La prospettiva: “rimanete nel mio amore”, “che vi amiate”, “io ho scelto voi”

1. “Rimanete nel mio amore”
La vita dei discepoli dipende dal rapporto che ognuno di loro ha con Gesù. Questo rapporto è segnato dall’amore. Il Padre, la fonte dell’amore, ama il suo Figlio, Gesù, e Gesù ama i suoi discepoli. Perciò, in quella sera unica, Gesù esorta i suoi discepoli a rimanere nel suo amore e dice loro: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”.

L’amore segna la comunione tra Dio Padre e Gesù e tra Gesù e i discepoli. Finora questo rapporto d’amore è stato chiaro. Nei suoi gesti e nelle sue parole, con tutta la sua vita, Gesù ha dimostrato in ogni momento il suo amore verso il Padre. E la prova del suo amore è stata proprio nell’osservanza dei comandamenti del Padre. Dopo tre anni di discepolato, questa realtà è conosciuta ai discepoli. Ma ora succede qualcosa molto particolare. Nel suo discorso di addio, Gesù parla ai suoi discepoli della sua partenza, li esorta di rimanere uniti in lui e li chiede di osservare i suoi comandamenti, di rimanere nel suo amore, per avere una gioia piena. Diventa sempre più chiaro che Gesù non sarà più presente in mezzo ai suoi. L’assenza di Gesù sarà un vero problema e un motivo di grande tristezza. I discepoli hanno seguito Gesù da vicino, hanno ascoltato i suoi insegnamenti e hanno accolto la buona notizia che egli ha portato. La loro gioia non è proprio quella di stare con il loro Maestro? Giuda, uno di loro, è appena uscito dal cenacolo e si è affondato nel buio della notte. Come sarà possibile ai discepoli avvicinarsi ancora alla gioia, se il loro Maestro va incontro alla morte? Dopo tutto ciò che sta succedendo, sarà forse possibile avere una gioia piena?

2. “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”
Nel suo discorso di addio, Gesù svela ciò che accadrà l’indomani, quando darà la sua vita per i propri amici. Il suo sacrificio sarà il segno del suo amore più grande. Sì, è l’amore che sta al centro. L’amore unisce tutti. Esprime la comunione tra Gesù e il Padre, tra Gesù e i suoi discepoli, e tra i discepoli stessi. Riassume tutto! L’amore unisce tutti nella gioia. È il comandamento nuovo.

I discepoli, diventati ormai amici di Gesù, sono partecipi proprio all’amore che esiste tra Gesù è il Padre. Essi già hanno ricevuto tutto quello che Gesù ha udito dal Padre. Fra poco tempo, Gesù ritornerà al Padre, ed essi saranno custodi di ciò che il loro Maestro ha svelato e ha trasmesso loro. Da quel luogo sacro e da quel momento unico, essi saranno custodi di un comandamento trasmesso particolarmente a loro e saranno invitati ad imparare ad amarsi l’un l’altro.

3. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”
Essere discepolo e amico di Gesù è un grande dono. Un dono mai pensato. In questo senso, il vangelo annota le parole di Gesù e sottolinea che è stato lui a scegliere i suoi discepoli, uno per uno. L’iniziativa è stata tutta sua. È lui che li ha scelti per sé e li ha dato il compito speciale di andare e di portare un frutto destinato a rimanere.

Diventato ormai vecchio, Giovanni consegnerà per il scritto la sua testimonianza. Egli si ricorda che alla fine di quei tre anni di discepolato aveva una fede autentica e forte. La fede di chi ha visto i gesti e ha ascoltato le parole di Gesù. La fede di chi ha accolto la rivelazione ed è stato purificato dai suoi peccati. Più tardi comprenderà le domande di quella ultima sera sulla lavanda dei piedi e sui discorsi di Gesù. Troverà le risposte. Insieme agli altri discepoli, Giovanni si impegnerà a osservare, certamente, non una serie di prescrizioni, ma l’amore che il Padre vuole diffondere nel mondo: l’amore divino svelato da Gesù. Il comandamento nuovo! Durante la sua vita dirà a tutti che Dio è la fonte dell’amore, che Gesù l’ha chiamato suo amico e ha dato la vita per lui. E la sua testimonianza sarà una gioia continua, la sua grande esperienza di gioia.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che ci hai amati per primo
e ci hai donato il tuo Figlio,
perché riceviamo la vita per mezzo di lui,
fa’ che nel tuo Spirito impariamo ad amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati,
fino a dare la vita per i fratelli”.

I miei pensieri
Nel suo discorso di addio, Gesù svela ciò che accadrà l’indomani, quando darà la sua vita per i propri amici. Il suo sacrificio sarà il segno del suo amore più grande.
L’amore unisce tutti e riassume tutto.