miercuri, 6 februarie 2013

Davanti all'invito di Gesù - V Domenica (TO/C)


PIETRO E LA PESCA MIRACOLOSA
“Davanti all’invito di Gesù”
Is 6,1-2.3-8; Sal 137; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11

Fidarsi della parola di Gesù
e prendere il largo,
dopo che si è faticato invano tutta una notte
senza prendere nulla,
diventa la grande sfida 
per Pietro e per i suoi compagni di pesca, 
Giacomo e Giovanni.
Gesù chiede solo di compiere il gesto,
calare di nuovo le reti,
perché egli assicuri loro la grande sorpresa:
il raccolto di una quantità enorme di pesci.
Solo adesso l’incontro con Gesù di Nazareth
conduce al riconoscimento del Maestro
e alla piena capacità di ascolto
per accogliere il suo invito.


Il contesto: Gesù chiama i primi discepoli

Dopo l’inaugurazione della sua predicazione nella sinagoga di Nazareth, Gesù guarisce la suocera di Simone (il futuro Pietro) e si incammina verso la riva del lago di Gennesaret. Qui trova tanta gente e inizia a insegnare. Simone ascolta e incomincia un dialogo semplice con Gesù, eppure, quando riconosce Gesù come il Signore, a seguito del gesto potente della pesca miracolosa, gli chiede di allontanarsi. Simone si sente indegno di rimanere alla sua presenza. Ma Gesù esprime la sua fiducia e Pietro, Giacomo e Giovanni “lasciano tutto e lo seguono”.

Gesù è il Profeta. Egli insegna alle folle e chiama Simone, Giacomo e Giovanni a seguirlo.


La liturgia della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema della chiamata di Dio a predicare nel suo nome.
  • Nella prima lettura il brano della vocazione del profeta Isaia è inquadrato nella teofania avvenuta nel tempio: “Io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!»”.
  • Nella seconda lettura Paolo si presenta come colui che dà testimonianza di Cristo: “A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici”.
  • Nel vangelo Luca presenta Gesù, che dice a Pietro: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”, e in seguito descrive la scelta fatta da Pietro, Giacomo e Giovanni: “Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”.


La prospettiva: “la folla gli faceva ressa attorno”, “prendi il largo”, “lo seguirono”


1. “La folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio”
Appena arrivato sulla riva del lago, Gesù si vede accerchiato da una grande folla. Tutti conoscono i miracoli che egli fa e le sue “parole di grazia” proclamate nelle loro sinagoghe. Fanno ressa per ascoltare la parola di Dio. Capiscono dai suoi discorsi che lui è il profeta atteso e sono desiderosi di ascoltarlo.

Gesù vede la barca di Simone, vi sale e gli chiede di scostarsi dalla riva. Gesù si rivolge a tutta la gente che ancora sta sulla riva. Insegna. Gesù vede tutti, e loro, uomini e donne, piccoli e grandi, sani e malati, praticamente tutti possono vedere Gesù. Infatti lo ascoltano con attenzione sino alla fine e con fiducia accolgono tutte le sue parole.

Simone è là presente, sfinito per la vana fatica notturna. Sta lavando le reti, pensa di ritornare a pescare, magari la notte prossima, e nello stesso tempo ascolta con attenzione le parole del Maestro di Nazareth.


2. “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”
Gesù guarda Simone, lo invita alla pesca ed egli si fida. Oramai Simone ha imparato ad avere fiducia nelle parole di Gesù, già provate nel caso della sua suocera. Perciò non perde un momento. Lascia perdere il fatto che di giorno non si pesca, obbedisce alle parole di Gesù, prende il largo e insieme ad Andrea, suo fratello, getta le reti. E la fede è ricompensata: la pesca è miracolosa.

Il dono del pesce è veramente grande: è incontenibile per Pietro e Andrea, che quindi chiamano i loro compagni dell’altra barca, Giacomo e Giovanni. E così, sotto la guida di Gesù, la “nuova pesca” si rivela sovrabbondante e con risultati prodigiosi. Il “segno” voluto da Gesù è compiuto.

L’obbedienza di fede di Pietro nelle parole di Gesù è efficace e porta frutto traboccante. Le reti quasi si rompono perché sono inadeguate a contenere la promessa di Dio che si realizza. “Ambedue le barche” sono riempite con la benedizione di Dio, quasi fino ad affondare.


3. “Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”
Simon Pietro scopre la potenza effettiva di Gesù. Al gesto della pesca miracolosa, che sfugge al limite umano, cade alle ginocchia del “Signore” (dal greco “kýrios”). Lo stupore si fa presente. Il motivo: la miseria e la fragilità che si sente di fronte all’incombere della presenza divina. Pietro si vede perduto, indegno, un peccatore, ma si riprende al sentire le parole di Gesù: “Non temere”. Il timore di Pietro si trasforma in adorazione e così Pietro può accogliere l’inaspettata profezia: “Sarai pescatore di uomini”.

Colui che ha trasformato l’insuccesso di una pesca in pieno successo non è più solo. Con Gesù ci sono Pietro, Giacomo e Giovanni. Tutti hanno visto la potenza della parola del loro Signore e adesso, lasciando tutto, lo seguono. La vocazione è lanciata e “d’ora in poi” la loro fede non ha più un altro appoggio. Essi scelgono di andare con Gesù e di vivere con lui.


Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)

“Dio di infinita grandezza,
che affidi alle nostre labbra impure
e alle nostre fragili mani
il compito di portare agli uomini
l’annunzio del Vangelo,
sostienici con il tuo Spirito,
perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi,
fruttifichi in ogni parte della terra”.
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