miercuri, 27 martie 2013

Il prezzo del riscatto - Venerdì Santo (2013/C)

LA MORTE DI GESÙ
“Il prezzo del riscatto”
Is 52,13- 53,12; Sal 30; Eb 4,14-16; 5,7-9; Gv 18,1- 19,42

Ieri come oggi,
la celebrazione del Venerdì Santo
è particolarmente sobria.
I riti d’ingresso
prevedono solo una prostrazione silenziosa e l’orazione.
L’ambiente è spoglio.
L’altare è stato denudato,
senza candelieri, senza fiori, senza tovaglia;
nessuno strumento musicale.
La lettura della passione di Gesù
invita a seguire Gesù in silenzio,
con atteggiamento profondo di fede.
È arrivata l’ora annunciata:
la glorificazione del Figlio.
L’offerta è totale, per sempre e per tutti.


Il contesto: la passione e la morte di Gesù

Gerusalemme è il teatro di un evento che cambierà totalmente la storia. In quel venerdì tragico la scena si apre con la flagellazione di Gesù e con la sua incoronazione di spine. Pilato presenta Gesù ai sommi sacerdoti e alle guardie: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”, ed essi gridano la sua morte in croce. Poi si consumano la passione e la morte in croce di Gesù. Sul Golgota il Crocifisso diventa la sorgente di tutte le benedizioni e la causa di ogni grazia.

Gesù è il Salvatore. Egli si trova sulla via del dono senza misura, si rivela padrone di se stesso, controlla tutto quello che gli succede e attraverso la sua morte riscatta la vita del mondo.

La liturgia della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema del mistero di Gesù il Salvatore.
  • Nella prima lettura il profeta presenta il quarto canto del Servo del Signore: “Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità”.
  • Nella seconda lettura l’autore della lettera agli Ebrei confessa: “Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”.
  • Nel vangelo l’apostolo Giovanni presenta il racconto della passione di Gesù: al centro c’è sempre il volto di Gesù, che si offre liberamente in riscatto per tutto il mondo.

La prospettiva: “si fece innanzi”, “ecco il tuo figlio”, “stavano presso la croce”

1. “Sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi”
Gesù è insieme ai suoi discepoli nel giardino degli ulivi. Aveva pregato a lungo in quella notte … fino a quando il silenzio è rotto dall’arrivo di Giuda con i soldati. Si guardano, si parlano e il traditore porta a fine il suo piano. Portano via Gesù, per giudicarlo e per condannarlo a morte

Giovani è là, presente, e non può fare niente. Egli vede il suo Maestro che si sottomette per amore, liberamente e con piena coscienza. Capisce che si avvicina l’ora di cui Gesù aveva parlato ad essi più di una volta. Il discepolo cerca solo di capire dove portano Gesù e il perché del giudizio e della condanna a morte. Poi lo segue da lontano, insieme a Maria e alle altre donne, per avvicinarsi nel momento più tragico della croce.

2. "Donna, ecco il tuo figlio! Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!"
Dal trono della croce il Crocifisso volge lo sguardo verso sua madre e verso Giovanni e quelli che stavano appresso. Egli sta dicendo a Maria che finalmente “è giunta l’ora” e poi proclama una specie di ultimo testamento: “Donna, ecco tuo figlio!”; e a Giovanni: “Ecco tua madre”. Gesù rivela la sua volontà e il suo amore per ogni uomo. In questi ultimi momenti della sua vita terrena egli fa dono al discepolo di quanto ha umanamente più caro: Maria, sua mamma.

In quel momento Giovanni rimane in silenzio. Solo più tardi egli testimonierà a tutti che Maria ha custodito fedelmente la sua unione con il suo figlio sino alla croce e che ella ha sofferto profondamente associandosi con animo materno al sacrificio di Gesù. Solo più tardi Giovanni dirà a tutti: Gesù è l’agnello di Dio, il pastore che dà la sua vita in riscatto per il mondo.

3. "Stavano presso la croce"
Quelli rimasti fedeli con Gesù nella prova sono sotto la croce. E il Crocifisso rivela loro la sua gloria e la sua potenza redentrice. Finalmente è giunta l’ora! Gesù il Cristo si rivela sorgente di tutte le benedizioni e causa di ogni grazia.

Essi capiscono che dinanzi alla croce non si parla, ma si rimane in silenzio e in contemplazione, fissando lo sguardo verso il volto di Gesù di Nazareth che offre la sua vita per amore, in riscatto per tutto il mondo. Nel suo volto essi scoprono anche il loro dolore e il volto di tanti fratelli sofferenti, anzi, di tutta l’umanità.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)

“O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore
ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato
trasmessa a tutto il genere umano,
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,
l’immagine dell’uomo terreno,
così per l’azione del tuo Spirito,
fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste”.
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