luni, 27 mai 2013

L'ineffabile amore per l'uomo - La Santissima Trinità (C)

LA SANTISSIMA TRINITÀ
“L’ineffabile amore per l’uomo”
Pr 8,22-31; Sal 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15

Davanti al mistero ineffabile di Dio,
che è Padre, Figlio e Spirito Santo,
le parole mancano
perché sono povere e poche.
Il silenzio e la contemplazione
sono forse quel qualcosa
che ci permette di avvicinarci
al mistero della Santissima Trinità,
che Gesù rivela nel vangelo
come comunione divina
di amore, di verità e di vita.

Il contesto: l’annuncio dello Spirito Consolatore

Gesù è alla fine del discorso di addio. Egli vede già avvicinarsi il suo arresto, chiama i suoi discepoli amici, invitando tutti loro a crescere nell’amore, e promette lo Spirito Santo. Oramai i discepoli intravedono la situazione di prova che sta per arrivare e sperano nel loro Maestro. Infatti, è la fede nel messaggio di Gesù e nella sua risurrezione, è la presenza e il sostegno dello Spirito Santo che danno loro fiducia. Essi credono che non sono mai soli e che, in questo momento del passaggio dal tempo di Gesù al tempo dello Spirito, la loro prova si cambierà in gioia.

Gesù è il Figlio di Dio. Egli ricolma i suoi discepoli con il dono dello Spirito ed è sempre vicino a loro per sostenerli nella fede.

Alle sorgenti della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema dell’amore di Dio Trinità per l’uomo.
  • Nella prima lettura si presenta una personificazione della Sapienza: “Così parla la Sapienza di Dio: «Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine… Giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo”.
  • La seconda lettura sottolinea il ruolo della fede, della speranza e dell’amore nella vita del credente: “La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”.
  • Nel vangelo Gesù saluta i suoi discepoli e annuncia loro che lo Spirito Santo verrà e li guiderà alla verità completa: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future”.

La prospettiva: “Gesù”, “Lo Spirito della verità”, “il Padre”

1. “Gesù disse ai suoi discepoli: molte cose ho ancora da dirvi”
È sempre particolare il momento della partenza. Per Gesù e per i suoi cari discepoli non può essere diversamente. Lo è anche per loro. Gesù sta per lasciare i discepoli e dice loro poche parole, ricche di significato, accompagnate da un grande silenzio. Giovanni, che è presente, racconta queste parole di Gesù: “Ho ancora molte cose da dirvi. In questo momento non siete capaci di portarne il peso, ma quando verrà lo Spirito della verità, egli vi guiderà a tutta la verità”.

Essendo ancora tutti intorno al loro Maestro, i discepoli forse si chiedono quali siano le cose che Gesù ha ancora da dire? Si tratta forse della sua morte e risurrezione o della sua gloria che già prima ha annunciato? Oppure si tratta delle prove che il loro gruppo dovrà attraversare? Perché un peso così grande (dal greco “bastàzein”, “portare un oggetto pesante”), che loro non potranno portare?

Un silenzio profondo si fa presente nel cenacolo. Per tutti loro, il momento della separazione è veramente molto pesante. Dal lungo discorso di addio, i discepoli capiscono che sta per concludersi il tempo del loro stare insieme con Gesù, il loro Maestro, e che si apre un periodo nuovo, il tempo dello Spirito.

2. “Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità”
Gesù stesso annuncia la presenza dello Spirito Santo e la sua azione in mezzo ai discepoli. Egli già vede presente e operante lo Spirito che guida alla verità il cuore e la mente di tutti coloro che desiderano camminare sulla via del Signore per avere la vita. La via è una sola, quella annunciata: Gesù, il Figlio del Padre. Lo Spirito aiuterà i discepoli a comprendere il mistero di Gesù e parlerà a tutti loro, o meglio, esprimerà e ricorderà a loro ciò che ha udito dal Figlio.

In poche parole, Gesù sta dicendo che continuerà a farsi intendere grazie allo Spirito Santo. Non sarà più come una volta, quando i discepoli lo vedevano con i loro occhi e lo sentivano con le loro orecchie, bensì sarà un modo totalmente nuovo e sarà un tempo nuovo. In questa novità lo Spirito è l’espressione di Gesù stesso, nel cuore e nell’anima di chi crede, lo Spirito che annuncia, rivela una cosa sconosciuta, la ripete nuovamente, comunica ciò che sta per avvenire. È lo Spirito, sempre, che fa comprendere a tutti i discepoli come reagire di fronte agli avvenimenti che sopravvengono.

3. “Tutto quello che il Padre possiede è mio”
Gesù parla ai suoi discepoli e sa di trasmettere loro parole che sono veramente gravide di significato e di mistero. Queste sono parole che “pesano”. In conseguenza di ciò, Gesù già assicura i discepoli che lo Spirito Santo li porta a qualcosa di molto prezioso: lo Spirito Santo attinge allo stesso patrimonio di Gesù, patrimonio che è anche del Padre, e rivela loro e a tutti gli uomini l’unico tesoro inesauribile.

Giovanni e gli altri discepoli, solo più tardi e grazie allo Spirito Santo, hanno capito la portata delle parole e del momento che hanno vissuto insieme a Gesù nel cenacolo, in quella sera indimenticabile. Lo Spirito Santo ha portato loro alla comprensione del mistero e della vita che è nel Padre e nel Figlio, verso l’amore che è Dio e verso il suo ineffabile amore per gli uomini.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)

“Ti glorifichi, o Dio, la tua Chiesa,
contemplando il mistero della tua sapienza
con la quale hai creato e ordinato il mondo;
tu che nel Figlio ci hai riconciliati
e nello Spirito ci hai santificati,
fa’ che, nella pazienza e nella speranza,
possiamo giungere alla piena conoscenza di te
che sei amore, verità e vita”.
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