vineri, 14 iunie 2013

Amare in abbondanza - XI Domenica (TO/C)

LA DONNA PECCATRICE
“Amare in abbondanza”
2 Sam 12,7-10.13; Sal 31; Gal 2,16.19-21, Lc 7,36-8,3

L’accoglienza di Gesù
verso la donna che esprime il suo grande amore
e ascolta il messaggio del regno di Dio
è la novità totale che sconvolge
il fariseo Simone e la mentalità di allora.
Gesù non fa distinzioni e si rivela a tutti
come amico dei giusti
e amico dei peccatori, dei pubblicani e del popolo,
di tutti quelli che rendono giustizia a Dio.
Infatti, in parità di condizioni,
attorno a Gesù nasce e cresce
una comunità composta di discepoli e discepole.

Il contesto: il fariseo Simone e la peccatrice

Gesù opera cose nuove e totalmente sorprendenti: elogia la fede del centurione straniero, risuscita il figlio di una vedova e, adesso, esprime un atteggiamento libero e aperto verso una peccatrice che entra nella casa di Simone, un fariseo, e che, durante il banchetto, lava i piedi di Gesù e li copre di baci e profumo. Il coraggio della donna è considerato rampante dal fariseo, mentre Gesù accoglie la donna e apprezza i suoi gesti, perdona i suoi peccati e loda la sua grande fede.

Gesù è il Salvatore. Egli accetta l’unzione di una peccatrice.

Alle sorgenti della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema del mistero della misericordia di Dio.
  • Nella prima lettura il re Davide riconosce il suo peccato e il profeta Natan annuncia a lui e alla sua casa grazia e consolazione: “Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai”.
  • Nella seconda lettura Paolo fa elogio alla fede in Gesù Cristo, che salva, e dice: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me”.
  • Nel vangelo Gesù accetta l’unzione di una peccatrice, loda la sua fede e perdona i suoi peccati: ”I tuoi peccati sono perdonati!”.

La prospettiva: “una peccatrice”, “colui al quale si perdona poco”, “c’erano con lui”

1. “Una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo”
Il tutto si svolge ad un banchetto, in un contesto adatto a discussioni e confronti, nella casa di Simone, il fariseo. Egli è un osservatore della legge, uno considerato “giusto”, ma anche lui bisognoso di misericordia. Sicuramente egli conosce già Gesù come amico di pubblicani e peccatori, eppure questo non lo fa ostile nei suoi confronti. Fiducioso, Simone invita Gesù a mangiare a “casa” sua e Gesù accetta l’invito e mostra la sua bontà. Sarà una grande sorpresa: la casa del fariseo è il luogo per la rivelazione della misericordia di Dio che perdona e ama tutti.

“Ed ecco”, durante il banchetto, la porta rimane aperta a tutti quelli che desiderano curiosare, andare, venire e apprezzare la generosità del padrone. Questa è un’apertura verso tutti e diventa la possibilità che favorisce, ora, un fatto scandaloso e sconcertante: una donna, di cui non si dice il nome e neanche si indica di quale tipo di peccatrice si tratti, ma della quale si precisa che porta un “vaso di profumo” ed è ben conosciuta in “quella città”, entra e si piega “ai piedi” di Gesù. La donna comincia a piangere, bagna con le sue lacrime i piedi di Gesù, si scioglie i capelli per asciugare i piedi di Gesù, li bacia e, con un atto di amore e di gratitudine traboccante, li unge con profumo.

Meraviglia, stupore e sdegno! I gesti della donna sono di umiltà e di audacia, di venerazione e di rispetto, di gratitudine e di amore. Sono gesti che esprimono riconoscenza e gioia. Ella non dice niente, non apre bocca, né qui né altrove, ma i suoi gesti creano e causano un vero dibattito. La modalità di espressione è sconcertante per i presenti, particolarmente per Simone: sciogliere i capelli dinanzi agli uomini non è forse indecenza? Come può un profeta, un chiaroveggente e un osservatore della legge, accettare e approvare tali gesti da parte di una peccatrice? Essi sono imbarazzati e scandalizzati.

2. “Colui al quale si perdona poco, ama poco”
Gesù si rivolge a Simone, perché ha “qualcosa da dire” al giusto che pensa di ricevere una spiegazione. Gesù racconta la parabola dei due debitori, cioè la peccatrice e il giusto, e del creditore, che è sempre Dio. Il messaggio è eclatante: il creditore rimette a tutti e due i debiti perché si è avvicinato a loro, e quindi all’uomo che lo ama, come un Dio perdonante. È la donna che ha amato di più e che ha dimostrato nei suoi gesti la capacità di amare: ora, ella non è più una peccatrice.

In seguito Gesù sposta l’attenzione alla donna e invita il fariseo a fare altrettanto: fare l’esperienza del dono e del perdono, quindi amare in abbondanza. Il “maggior amore” della donna e dei suoi gesti contrasta visibilmente con il poco amore del fariseo e con la mancanza dell’acqua per il lavare i piedi, del bacio di benvenuto e del profumo per la testa. L’invito è alla conversione: il fariseo non solo manca contro i doveri dell’ospitalità, ma soprattutto manca di quel “di più”, l’amore, che la donna ha in abbondanza.

Le ultime parole sono riservate alla donna fiduciosa nel potere salvifico di Gesù. Davanti a tutti i commensali, Gesù attua prima il perdono di Dio e poi dà alla donna la certezza di tale dono escatologico, di cui egli sa di essere mediatore. Chi ha avuto il debito più grande, avendo ricevuto un perdono più grande, ora si sente più amato, ed è pronto ad amare incessantemente. La reazione dei presenti si esprime in una domanda molto importante: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”, ma la risposta ritarda e rimarrà aperta per sempre, per tutti quelli che si avvicineranno a Gesù.

3. “C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità”
Tra poco, “i piedi” di Gesù prenderanno la strada verso Gerusalemme, per “città e villaggi”, e Gesù non trascura nessuno. Egli non è più solo. “Con lui” ci sono uomini e donne, un piccolo gregge itinerante: i dodici, cioè i suoi futuri testimoni della buona notizia del Regno, e le donne che Gesù aveva guarito.

L’evangelista Luca associa strettamente le discepole ai Dodici, anche se distinte da loro. Tra le donne, egli nomina particolarmente Maria Maddalena, originaria di una cittadina posta sulla costa del lago Genezaret, Giovanna, la moglie di un amministratore di Erode Antipa, e un’altra donna, Susanna. Inoltre, Luca specifica il fatto che queste donne e “molte altre” servivano Gesù e i discepoli “con i loro beni”, avendo già il loro posto e la loro funzione da svolgere.

Come allora, la strada della vita prosegue. Chi si vede giusto, chi si sente piccolo o chi riceve il perdono è invitato a uscire dai propri schemi ed esprimere, là dove si trova, il proprio amore e la propria fede in Gesù. Qui e ora la misericordia di Dio non solo non ha confini, ma di più essa è la prima che viene incontro ad ognuno. E così il banchetto continua e tutti camminano insieme verso la pace.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
  
“O Dio, che non ti stanchi mai di usarci misericordia,
donaci un cuore penitente e fedele
che sappia corrispondere al tuo amore di Padre,
perché diffondiamo lungo le strade del mondo
il messaggio evangelico di riconciliazione e di pace”.
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