luni, 24 iunie 2013

Seguire il Cristo - XIII Domenica (TO/C)

LA SCELTA DEL DISCEPOLO
“Seguire il Cristo”
1Re 19,16.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18, Lc 9,51-62

I samaritani non accettano
che il messia povero e umile,
in cammino verso Gerusalemme,
trovi ospitalità nel loro villaggio.
Questa situazione sembra scandalosa
e irrita i discepoli Giacomo e Giovanni.
Essi non possono accettare
che il loro Maestro sia rifiutato
e chiedono il castigo di Dio.
In questo contesto Gesù parla di sé
e invita i suoi discepoli
ad associarsi al suo cammino verso Gerusalemme,
seguendo lui, totalmente povero,
e annunciando il regno di Dio.

Il contesto: Gesù decide di prendere il cammino verso Gerusalemme

L’annuncio della passione e della morte di Gesù produce una crisi nei discepoli. Questi non capiscono Gesù e fanno fatica a seguirlo, poiché continuano ad avere e a credere ad una mentalità del messia glorioso. Comunque sia la situazione dei discepoli, Gesù continua la sua strada. Egli “prende la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme” e fa capire ai suoi discepoli la sua missione. Appena iniziato il cammino, sarà rifiutato da un villaggio di samaritani e da alcuni discepoli.

Gesù è il Messia. Egli decide di andare verso Gerusalemme.

Alle sorgenti della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema della missione di Gesù e della sua sequela.
  • La prima lettura presenta la chiamata del profeta Eliseo che va a “baciare suo padre e sua madre”, fa una festa con i suoi e poi “segue Elìa, entrando al suo servizio”.
  • Nella seconda lettura Paolo esorta: “Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà”.
  • Nel vangelo Gesù dice di sé: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.

La prospettiva: “un villaggio”, “non ha dove posare il capo”, “tu va’ e annuncia”

1. “Un villaggio di Samaritani”
Gesù si trova nella regione di Samaria, un territorio che rappresenta l’infedeltà nel cuore di Israele e un luogo di visibile rivalità tra giudei e samaritani. Egli prende la decisione di andare verso Gerusalemme e sa che deve attraversare villaggi non tanto accoglienti con i giudei in pellegrinaggio verso la città santa. Perciò egli manda davanti a sé dei messaggeri per preparagli l’accoglienza. Questi “entrano in un villaggio” e si trovano di fronte a un rifiuto totale: gli abitanti non accettano che Gesù, conosciuto come il Maestro povero di Nazareth o come il messia atteso, entri da loro.

Allora Giacomo e Giovanni, che si sentono associati a Gesù per il fatto che sono suoi discepoli, e che si vedono in una posizione privilegiata o addirittura superiori agli altri, intervengono e chiedono a Gesù di punire la mancanza di ospitalità e di distruggere col fuoco il villaggio dei samaritani. Essi pensano che tutti debbano accogliere Gesù e di conseguenza non possono sopportare che il loro messia sia rifiutato.

Lo sguardo amorevole di Gesù si volge verso i due discepoli e li rimprovera. In seguito Gesù invita loro a comprendere che è venuto non per ricevere onori, ma per portare l’amore e il perdono a tutti. È la misericordia che vince il male, non la violenza.

2. “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”
Gesù continua il suo cammino verso “un altro villaggio”. Sulla strada, “un tale” si avvicina a lui e desidera diventare suo discepolo. Quasi tutti cominciano a parlare di Gesù e questo “tale” forse ha capito che seguire Gesù può dare senso alla sua vita. Egli sa che il cammino è lungo, ma è ottimista, ha un desiderio grande, quello di seguire Gesù ovunque.

Gesù ha una proposta molto chiara: egli è totalmente povero e non ha nulla, neppure una pietra “dove posare il capo”. Egli pone la sua sicurezza in Dio e tutto ciò che ha è dono, trasparenza dell’amore del Padre. La sua è una vita in povertà assoluta. Chi desidera seguirlo, abbraccia la situazione di un pellegrino in cammino che fa del mondo intero la sua casa e che pone il Signore al primo posto.

3. “Tu va’ e annuncia il regno di Dio”
“Seguimi!” È questo l’invito che Gesù lancia a colui che è disposto ad andare dietro a lui. Ma c’è una condizione: lasciare tutto dietro di sé, diventare totalmente libero e rinascere ad un’altra vita. Seguire Gesù esige una obbedienza immediata e una missione che si compie nell’”annunciare il regno di Dio”.

Non c’è tempo da aspettare! Il vero discepolo vive in un tempo di grazia: il momento dell’incontro con Gesù. Non c’è tempo da perdere! Lo sguardo del discepolo è teso verso ciò che sta avanti: l’amore di Dio, la sua parola, il suo regno. Chi fa questa scelta è associato al cammino di Gesù, che porta verso Gerusalemme, e da là, poi, verso i fratelli sparsi nel mondo intero.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)

“O Dio, che ci chiami a celebrare i tuoi santi misteri,
sostieni la nostra libertà
con la forza e la dolcezza del tuo amore,
perché non venga meno la nostra fedeltà a Cristo
nel generoso servizio dei fratelli”.
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