vineri, 19 iulie 2013

La parte buona - XVI Domenica (TO/C)

MARTA E MARIA
“La parte buona”
Gn 18,1-10; Sal 14; Col 1,24-28, Lc 10,38-42

La parte buona di Maria
è l'ascolto della parola di Gesù;
questo è ciò che veramente importa.
La parte buona di Marta
è il servizio offerto al prossimo:
questo è ciò che viene dopo.
Ascolto e servizio
sono due compiti importanti,
che si completano.
Infatti, Gesù chiederà a Marta
di ascoltare la parola come Maria,
e chiederà a Maria
di dedicarsi ulteriormente al servizio come Marta.

Il contesto: Gesù ospitato nella casa di Marta e Maria

Rifiutato dai samaritani, Gesù continua il viaggio verso Gerusalemme, dove compirà la sua missione di servo di Yahweh. Egli è accolto con gioia in un altro villaggio situato tra Gerico e Gerusalemme, nella casa delle due sorelle Marta e Maria. In quella sera, durante la cena, saranno messi in luce due modi di accoglienza, diversi e complementari: l’ascolto attento della parola di Gesù e il servizio prestato a lui e ai discepoli. In modo particolare l’evangelista sottolineerà l’insegnamento di Gesù sull’unica cosa necessaria per ereditare la vita eterna: l’ascolto della buona novella del regno di Dio.

Gesù è il Signore. Egli è accolto con gioia nella casa di Marta e Maria.

Alle sorgenti della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema dell’ospitalità e dell’ascolto della parola di Gesù.
  • Nella prima lettura Abramo offre accoglienza a tre misteriosi personaggi: “Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero”.
  • Nella seconda lettura Paolo dice che ospita nel suo corpo Cristo crocifisso: ”Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”.
  • Il vangelo presenta Gesù che è accolto da Marta e Maria nella loro casa: “Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi”.

La prospettiva: “Marta, lo ospitò”, “di una cosa sola c’è bisogno”, “la parte buona”

1. “Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò”
La gente già sa del viaggio di Gesù e dei suoi discepoli verso Gerusalemme, e sono sempre di più quelli che cercano di parlare con Gesù o magari di stare nella sua compagnia e di ascoltare le sue parole. In quella sera, Gesù entra in un villaggio e due sorelle, Marta e Maria, gli vengono incontro. Esse forse pensano che sia questa la possibilità per invitare il Maestro nella loro casa, e non lasciano che l’occasione sfugga loro. È proprio ora di cena. Coraggio! Si presentano davanti a Gesù e Marta, che in aramaico significa “Signora”, lo invita nella loro casa.

Quanto sono state contente le due sorelle al vedere Gesù che accetta il loro invito! Il racconto del vangelo non annota una parola in questo senso, ma una cosa si può dedurre: ora le due sorelle sono sicure che Gesù non fa discriminazioni. Sì, esse sanno che non è un cosa consueta che il Maestro entri in una casa di sole donne e proponga loro il suo insegnamento, e sono veramente contente nel constatare che Gesù vede in ogni essere umano, sia uomo che donna, una persona a cui Dio rivolge il suo messaggio di amore.

Per le due sorelle l’ospite è sempre di grande onore e quindi si dividono subito i compiti tra di esse, perché la cena sia bene organizzata. Tocca a Maria intrattenere Gesù e ascoltare le sue parole, mentre a Marta tocca dedicarsi ai “servizi” (con riferimento al greco “diakonía”), preparare da mangiare. La situazione concreta però supera gli accordi fatti. Maria abbraccia l’atteggiamento del discepolo, è “seduta ai piedi del Signore”, “ascolta le sue parole”, prega e sta conversando con Gesù. Marta, invece, si considera una serva, si occupa sola della preparazione del cibo, e desidera svolgere il meglio possibile il suo servizio secondo la Legge e la convenienza, in modo che non manchi niente.

Sono forse da affrettare i preparativi del pasto e così anche Marta si può dare del tempo per conversare con Gesù? O, forse, veramente c’è tanto lavoro dovuto alla presenza di un certo numero di discepoli? Senz’altro, ci sono cose da fare e Marta si rivolge a Gesù perché Maria la aiuti.

2. “Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno”
Gesù si rivolge direttamente a Marta, che si lascia prendere dall’agitazione, dall’affanno. Non c’è bisogno di preparare “molte cose”. Una cosa sola è necessaria: l’ascolto della parola della vita. La totale disponibilità per cercare il Regno di Dio ha la priorità assoluta ed è ciò che veramente conta; il resto sarà dato in più. Importante è avere “i nomi scritti nel cielo”, essere riconosciuti ed amati da Dio, e agire con amore.

Non conta fare tanti servizi. Gesù esorta Marta a diventare come Maria, e a sua volta, Maria è invitata ad assumere il servizio di Marta, quello di andare e di fare altrettanto. Ama solo chi è amato! L’ascolto della parola di Gesù e il servizio all’altro sono strettamente collegati, sono l’annuncio d’amore di Dio per l’uomo e dell’uomo per Dio e per i fratelli.

3. “Maria ha scelto la parte buona, che non le sarà tolta”
Maria ha scelto la parte buona: l’ascolto della parola della vita che le dà l’eredità della vita eterna. Anche Marta ha scelto la parte buona: il servizio dell’altro. Gesù non disapprova il servizio di Marta: questo comportamento rappresenta il servizio tipicamente cristiano di cui Gesù stesso ha dato l’esempio. Gesù nemmeno giustifica l’atteggiamento di Maria come l’unico valido: il comandamento dell’amore si compie nella relazione con Dio e con il prossimo.

L’evangelista Luca coglie i due comportamenti contrastanti delle due sorelle come l’occasione per trasmettere un insegnamento di Gesù che va oltre le circostanze di allora e di ogni tempo: l’unica cosa necessaria per vivere la vita è l’annuncio indubitabile dell’amore di Dio per ogni uomo. Questo è ciò che importa prima di tutto. Il resto si aggiunge a questo.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)

“Padre sapiente e misericordioso,
donaci un cuore umile e mite,
per ascoltare la parola del tuo Figlio
che risuona ancora nella Chiesa,
radunata nel suo nome,
e per accoglierlo e servirlo come ospite
nella persona dei nostri fratelli”.
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