duminică, 14 august 2016

Chi si salva? - XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

LA PORTA STRETTA
“Chi si salva?”
Is 66,18-21; Sal 116; Eb 12,5-7.11-13, Lc 13,22-30

Si partecipa al banchetto di Dio
passando per la porta stretta,
che forse non è altro
che la sequela di Gesù.
Con Gesù, il regno di Dio
è aperto a tutta l’umanità,
senza distinzione o privilegi.
Quanti vi entrano e quanti si salvano?
Davanti a Dio
non si può speculare sui numeri
e non ci sono le preferenze
di appartenenza o di conoscenza.
Invece quello che interessa
è prendere la decisione per la conversione.

Il contesto: la porta stretta
I discepoli sono inseriti decisamente nel cammino di Gesù verso Gerusalemme. Essi forse neanche possono immaginarsi gli avvenimenti già annunciati dal loro Maestro, eventi che si compiranno nella città santa. Per il momento essi si chiedono: “Sono pochi quelli che si salvano?”. Questa domanda li collega al senso della loro scelta presente e della loro vita futura. Di più, questa domanda è inquietante per ognuno di loro e per la loro comunità che si trova già in polemica con il mondo giudaico. Gesù sente la ricerca dei suoi discepoli e aiuta loro a vedere il momento importante che stanno vivendo: il momento presente è un vero tempo di conversione e di sequela; l’indomani è un tempo di attesa e porterà delle sorprese. Ora, indubbiamente, la salvezza è aperta a tutta l’umanità.
Gesù è il Maestro. Egli invita tutti ad avere coraggio di scegliere la sua via.

Alle sorgenti della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema della salvezza.
  • Nella prima lettura si presenta la volontà salvatrice di Jahvé a tutti i popoli: “Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. Io porrò in essi un segno”.
  • Nella seconda lettura Paolo parla di una pedagogia paterna che non è assente da correzione: ”Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?”.
  • Nel vangelo Gesù indica la porta stretta per entrare nel Regno e presenta quelli che vi entrano: “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”.

La prospettiva: “quelli che si salvano”, “la porta stretta”, “siederanno a mensa”

1. “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”
L’evangelista Luca manifesta un’attenzione particolare per quello che Gesù fa, per il suo continuo spostarsi “per città e villaggi” e per il suo insegnare in cammino verso “Gerusalemme” (qui, dal greco “Ierosolyma”). Il suo racconto aiuta i discepoli a vedere la loro piccola comunità insieme a Gesù come una comunità di pellegrini o itineranti. Il loro è un itinerario geografico e nello stesso tempo un viaggio spirituale. Essi vedono come il loro cammino verso Gerusalemme tocchi ora il senso della vita di ogni uomo e di ogni donna.

I discepoli conoscono già la destinazione del loro viaggio, la città santa, e sono tesi verso gli eventi che vi accadranno. Intanto, in una tappa di questo itinerario, sorge nella mente di uno di loro questa domanda: “Signore, qual è il numero dei salvati, quanti si salvano?”.

2. “Sforzatevi di entrare per la porta stretta”
Gesù evita il terreno della speculazione sul numero dei salvati e si allontana da ogni previsione apocalittica. Egli guarda a quelli che lo conoscono e lo seguono e interpella tutti loro in modo diretto. Ogni discepolo si trova dinanzi a questo appello: “entrare per la porta stretta”. Il cammino di fede chiede già da adesso un impegno esigente, da sfruttare in questo tempo di conversione, prima che sia troppo tardi.

La porta stretta, si può dire, è quella della sequela di Gesù. È questo il tempo propizio per prendere una decisione concreta e immediata. Ogni discepolo si trova dinanzi alla porta che conduce alla sala del banchetto escatologico e non ha tempo da perdere. Chi si decide e risponde concretamente all’annuncio di Gesù fin da ora forma il suo piccolo gregge. Il padrone di casa apre la porta a tutti e poi, sempre lui, la chiuderà definitivamente, e dopo sarà il giudizio.

3. “Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio”
Luca e i suoi contemporanei arrivano a capire che l’appartenenza al popolo d’Israele e la possibilità di quelli che hanno bevuto e mangiato con Gesù e hanno assistito al suo insegnamento non sono sufficienti per partecipare al banchetto escatologico. Essere contemporanei di Gesù e testimoni diretti dei suoi gesti non privilegia nessuno. È necessario entrare in comunione con la persona di Gesù, accogliere il suo messaggio e cambiare la vita con la conversione.

Chi si decide a rispondere concretamente all’appello di Gesù sceglie realmente di entrare per la porta stretta e di formare il suo piccolo gregge. Non si può speculare sul numero finale dei salvati o meno. Non è questo quello che interessa. Importante è il fatto che le profezie si avverano, che la promessa di Dio si compie nei gesti di Gesù e che il regno di Dio si apre a tutte le nazioni della terra.

Ora la salvezza è offerta sia ai vicini sia ai lontani. Tutti sono salvati. Questo tempo è l’anno di grazia concesso per la conversione. Cominciando da Gerusalemme, su cui Dio ha riversato la sua misericordia, sta nascendo il nuovo popolo che glorifica il Dio di tutta la terra e che partecipa con gioia alla mensa del suo Regno.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che chiami tutti gli uomini
per la porta stretta della croce
al banchetto pasquale della vita nuova,
concedi a noi la forza del tuo Spirito,
perché, unendoci al sacrificio del tuo Figlio,
gustiamo il frutto della vera libertà
e la gioia del tuo regno”.

I miei pensieri
La vita è il dono più grande che mette le persone in comunione.
La porta stretta, si può dire, è quella della sequela di Gesù.
Chi si decide a rispondere concretamente all’appello di Gesù sceglie realmente di entrare per la porta stretta e di formare il suo piccolo gregge.

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