luni, 28 octombrie 2013

La via delle otto beatitudini - Tutti i Santi (2014)

TUTTI I SANTI
La via delle otto beatitudini
Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

Uno stile di vita
specifico dei poveri,
riassunto nelle otto beatitudini,
diventa una via alla santità
e porta alla ricompensa eterna.
È una via possibile,
per tutti,
in quanto è a misura d’uomo,
dei suoi bisogni
e dei suoi sogni.



Il contesto: l’inizio del discorso della montagna
Gesù guarda attorno e vede tanta gente desiderosa di ascoltare le sue parole. Allora “sale sul monte” e proclama le otto beatitudini, in frasi brevi, di tipo universale e con carattere atemporale, beatitudini che capovolgono i valori mondani di ogni tempo. Con chiarezza e radicalità Gesù si rivolge direttamente ai suoi discepoli, e attraverso di loro alla comunità, e indica a tutti il suo insegnamento sull’atteggiamento da tenere verso se stessi, verso gli altri e verso Dio. Egli proclama beati tutti coloro che si dichiarano suoi discepoli e che lo seguono sulla strada del servizio, della povertà e dell’umiltà.
Gesù è il Maestro. Egli presenta la via delle otto beatitudini.


Alle sorgenti della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema della santità.
  • Nella prima lettura san Giovanni descrive l’infinito numero dei chiamati ad essere santi: “Ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani”.
  • Nella seconda lettura san Giovanni parla dell’amore che Dio ha per l’uomo: “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!”.
  • Nel vangelo Gesù proclama le otto beatitudini e poi conclude: “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

La prospettiva: “le folle”, “beati i poveri in spirito”, “rallegratevi ed esultate”

1. “Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli”

All’inizio de primo grande discorso di Gesù, il discorso della montagna Matteo presenta le folle e i discepoli che comprendono ciò che Gesù comunica perché è quanto lui vive. Tutto ciò che Gesù dice e fa è dono sublime e bella notizia. È conferma della sua vita. È vangelo, una novità che riprende le cose antiche e che trasforma le realtà presenti, le fa diventare a misura d’uomo, dei suoi bisogni e dei suoi sogni.

Gesù osserva le folle, una gente anonima che è in cerca di lui, e sa che sono uomini e donne che nutrono il desiderio di una vita migliore. È là per loro. Quindi sale sul monte ed essi lo seguono, si siede ed essi si avvicinano, parla ed essi lo ascoltano. In quel momento stanno per compiersi una rivelazione e una scoperta. Gesù, il Maestro, svelerà la via della santità e quelli che lo ascoltano scopriranno come diventare suoi discepoli e fratelli tra di loro.

Le parole di Gesù sono per tutti. Nessuno è escluso. I suoi insegnamenti sono attuabili, per una vita normale, possibile e desiderabile. Sono per ogni uomo. E nello stesso tempo queste parole e questi insegnamenti capovolgono tutto senza lasciar posto a fraintendimenti. Comprendono esigenze e promesse che trovano compimento con l’arrivo del regno di Dio, già presente nella persona e nell’opera di Gesù.

2. “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”
Gesù inaugura uno stile di vita specifico dei poveri che hanno un’attitudine interiore di umiltà. Egli sa che proprio loro, i poveri, pregano Dio con insistenza e si appoggiano con fiducia all’amore di Dio. Senza confidare in nessuna forza umana sono essi ad attendere da Dio l’aiuto e la realizzazione delle promesse antiche. Quindi è a loro che Gesù promette il regno di Dio. Egli guarda al presente, ossia alla realtà, ma anche al futuro, quindi all’attesa, ed esplicita loro il rapporto che c’è tra povertà e il regno dei cieli, tra lacrime e la consolazione, tra misericordia e l’amore di Dio, tra persecuzione e la gioia del mondo nuovo.

Gesù annuncia in modo solenne che la felicità del regno di Dio è possibile a tutti e presenta la via delle otto beatitudini. Questo regno è per coloro che sono disposti a riceverlo attraverso un atteggiamento di apertura a Dio, atteggiamento tipico dei “poveri” in spirito (dall’ebraico “anawìm”) e degli afflitti, degli umili e di quanti desiderano avvicinarsi al Dio. Questo regno appartiene ai discepoli che lo diffondono attorno con la condotta tipica dei misericordiosi e di chi ha il cuore puro, dei costruttori di pace e di coloro che sono perseguitati perché compiono la volontà di Dio.

3. “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”
I discepoli presenti osservano che le otto beatitudini sono per loro. Tali beatitudini costituiscono una via che è guida alla santità e porta al premio eterno. Questa via non è un ideale per un gruppo elitista, bensì è la “magna charta” del regno di Dio, adatta al gruppo dei discepoli che già segue Gesù e proporzionata ad ogni uomo, o meglio agli uomini umili e miti, che hanno il cuore del povero, vivono di dono e hanno il grande vantaggio di avere Dio dalla loro parte: qui sulla terra come sostegno e nei cieli come ricompensa.

Povertà, umiltà, persecuzione, e dono, misericordia, amore formano un quadro che delinea uno stile di vita. Tutto è in relazione. La povertà in spirito è l’umiltà, l’atteggiamento di colui che non possiede nulla. Povertà è umiltà sono condizioni per accogliere il dono di Dio, per offrire se stessi e per servire l’altro, rendendolo fratello. Inevitabilmente, la persecuzione è la credenziale del discepolo che segue Gesù. Non esiste un’altra scelta. Il discepolo appartiene a Gesù e va incontro alle prove per la causa che abbraccia. Tutto poi è in stretta relazione con la misericordia, che è sia espressione autentica di chi ama, sia manifestazione dell’amore per eccellenza, e quindi di Dio Padre. In breve, questo particolarmente è il quadro del povero, che il vangelo dichiara beato.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa
la gioia di celebrare in un’unica festa
i meriti e la gloria di tutti i Santi,
concedi al tuo popolo,
per la comune intercessione di tanti nostri fratelli,
l’abbondanza della tua misericordia”.

I miei pensieri
“Le beatitudini proclamate da Gesù compendiano una via che è guida alla santità e porta alla ricompensa eterna”.
La via delle otto beatitudini non è un ideale per un gruppo elitista, bensì è la “magna charta” del regno di Dio, adatta al gruppo dei discepoli che già segue Gesù e proporzionata ad ogni uomo.
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