luni, 22 decembrie 2014

Il Verbo si fece carne - Giorno del Natale

GIORNO DEL NATALE
“Il Verbo si fece carne”
Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

La festa del Natale
invita ogni uomo a scoprire
chi è Gesù, chi è il Padre e chi è l’uomo stesso.
L’apostolo Giovanni testimonia
quello che ha visto, quello che ha sentito
e quello che ha toccato,
e crede a colui che si è proclamato Figlio di Dio,
Parola che da sempre è presso il Padre,
che è Dio e che “si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi”.
Chi crede in Gesù, il Figlio unigenito,
riceve il potere di diventare figlio di Dio.

Il contesto: inno alla divinità del Verbo
Alla scuola di Gesù e alla luce dell’evento pasquale Giovanni contempla il mistero di Gesù il Cristo. Egli è l’apostolo che contempla le parole ed i gesti di Gesù. Dopo una lunga esperienza di fede, Giovanni fa il riassunto che mette all’inizio del vangelo, in cui presenta un bellissimo inno alla Parola. In questo inno Giovanni parla del “Verbo” (la “Parola”) presso Dio e del suo ruolo nella creazione e nella redenzione, del suo diventare carne in Gesù e della sua rivelazione sul Padre.
Gesù è il Figlio unigenito. Egli è la Parola fatta carne.

Alle sorgenti della Parola
I testi liturgici sono un inno alla Parola, che è Dio, e che “abita” in mezzo agli uomini.
  • Nella prima lettura Isaia profetizza: “Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio (…). Il Signore ha consolato il suo popolo”.
  • Nella seconda lettura l’autore della lettera agli Ebrei dice: “Dio, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo”.
  • Nel vangelo Giovanni presenta l’inno di lode alla Parola: ”E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”.

La prospettiva: “il Verbo”, “si fece carne”, “grazia su grazia”

1. “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”
Nel tempo dell’avvento abbiamo incontrato “un uomo inviato da Dio”, Giovanni Battista, che annunciava la luce che stava per venire nel mondo. Giovanni ha riconosciuto tra la gente Gesù di Nazareth e ha testimoniato che Gesù è la luce attesa. Più tardi, questa volta alla scuola di Gesù, il discepolo Giovanni ha la possibilità di veder splendere proprio quella luce, Gesù, e questo ogni volta che lo ascolta, che lo segue, che mangia insieme con lui e sta in sua compagnia.

Giovanni sente per alcuni anni le parole di Gesù e ripone la sua fiducia in lui; vede i gesti, i miracoli che egli fa, e crede e scopre la Parola creatrice, la Sapienza eterna e la Gloria di Dio nella persona di Gesù. Il discepolo rimane stupefatto ogni volta che Gesù manifesta, passo dopo passo, la sua identità di Figlio eterno di Dio, sceso in mezzo agli uomini, e capisce che Gesù ha un messaggio di gioia e di speranza che può riconciliare tutto e tutti con Dio.

Per anni e anni Giovanni medita sulla esperienza diretta con Gesù, esperienza rimasta impressa nel suo cuore e nella sua mente, diventata poi una contemplazione silenziosa. È quello che lo ha affascinato. La grazia divina e la meditazione profonda hanno guidato poi Giovanni a scoprire sempre di più il volto del suo Maestro Gesù. Solo verso la fine della sua vita egli prenderà la decisione di lasciare per scritto la sua testimonianza riassunta nel bellissimo inno alla Parola (dal greco “logos”).

2. “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”
Ogni uomo avverte dentro di sé la luce della Parola, testimonia Giovanni. L’uomo sente nel suo cuore un richiamo interiore, appunto quello della luce, che ispira al bene, illumina la mente, nutre e libera il cuore, incessantemente. È il desiderio insaziabile di attingere alla sorgente della vita e di vivere con amore e in verità. Questa luce si trova in ogni uomo.

La Parola rivolta a tutti come luce di vita, nonostante sia desiderata, non è accolta proprio perché non è riconosciuta. Accoglierla, ecco, diventa questione di vita e di morte. Questa Parola, che è Dio, fa entrare ogni uomo in dialogo con Dio e dà “il potere di diventare figli di Dio”.

La Parola “si fa carne” per rivelare all’uomo il volto del Padre. Questo è il mistero del Natale, il dono più grande e per sempre di Dio. Dono per ogni uomo. Chi contempla la luce che brilla sul volto della Parola fatta carne contempla il volto del Figlio di Dio, venuto “ad abitare in mezzo a noi”.

Il totalmente altro, Dio, mette la sua “tenda” tra gli uomini (dal greco “eskénosen”, che richiama l’ebraico “shekinah”, “la dimora di Dio tra gli uomini”) e manifesta la sua bellezza unica. In Gesù la Parola eterna diventa visibile. È una vera epifania. Gesù è la visibilità della gloria del Figlio, che è la stessa del Padre. Una volta per tutte, l’attesa si compie ora e Dio trova casa “in mezzo a noi”, nella persona di Gesù, luogo della presenza e della gloria divina.

3. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia”
L’apostolo Giovanni dà la sua testimonianza e canta questo inno di lode e gloria perché tutti riconoscano la luce della vita, Gesù il Figlio del Padre, affinché accolgano la pienezza del suo dono e arrivino a conoscere la verità: da sempre la luce è la Parola, presso il Padre, ed è Dio. Al tempo stabilito da Dio la Parola è venuta in mezzo agli uomini, ha compiuto la promessa e ha portato la salvezza.

La festa del Natale invita ogni uomo ad avvicinarsi a Dio e a ricevere da lui grazia su grazia. È quanto desiderato e ora desiderabile. Ma vedere Dio è impossibile all’uomo. È assolutamente vietato farsi immagini di Dio. Sarà solo Gesù con la sua vita, con i suoi gesti e con le sue parole, a rivelare all’uomo il Dio invisibile e ad avvicinarlo a lui. Solo Gesù, perché è venuto da Dio.

Questa è la bellezza del Natale: chi ascolta la Parola diventata carne e contempla il volto di Gesù, con l’aiuto della grazia divina, scopre chi è Dio e crede al suo infinito amore per gli uomini.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine,
e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio,
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”.

I miei pensieri
L’uomo sente nel cuore un richiamo interiore che ispira al bene, illumina la mente, nutre e libera il cuore, incessantemente. È il desiderio insaziabile di attingere alla sorgente della vita e di vivere con amore e in verità. Questo desiderio si trova in ogni uomo. 
Questa è la bellezza del Natale: chi ascolta la Parola diventata carne e contempla il volto di Gesù, con l’aiuto della grazia divina, scopre chi è Dio e crede al suo infinito amore per gli uomini.
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