duminică, 24 decembrie 2017

La notte di Natale - 24 dicembre (Anno B)

NOTTE DI NATALE
”La nascita di Gesù”
Is 9,1-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14

Il tempo è compiuto a Betlemme
e la promessa di Dio
annunciata nelle profezie si realizza:
in un ambiente povero e umile
la vergine Maria porta alla luce
il Salvatore, Cristo Signore.
Nella stessa notte un angelo del Signore
annuncia la nascita di Gesù ai pastori
e dà loro questo “segno”:
“Un bambino è avvolto in fasce
ed è adagiato in una mangiatoia”.
Nella grotta e nei dintorni gli angeli cantano “Gloria”.

Il contesto: la nascita di Gesù
La bontà e l’amore di Dio per gli uomini si manifestano nella povertà di Betlemme, una piccola città di Davide, nella Giudea. È il tempo del censimento decretato da Cesare Augusto per tutta la terra trovata sul suo dominio. Giuseppe e Maria si dirigono verso Betlemme per compiere il loro dovere sociale. E qui, per Maria, si compiono i giorni del parto. Bussano alle porte per trovare un luogo adatto. Ma, nessuna accoglienza. Fuori città, dove i pastori si ritirano con le loro pecore, proprio in una grotta, Maria dà alla luce Gesù, il suo primogenito. A Maria, a Giuseppe e al bambino fanno compagnia i pastori e gli angeli che cantano: “Gloria a Dio nei cieli e pace agli uomini sulla terra”.
Il bambino Gesù è il Salvatore. Egli è nato dalla vergine Maria, a Betlemme, nella povertà, ed è annunciato dagli angeli come il Cristo Signore.

Alle sorgenti della fede
I testi liturgici mettono in risalto la venuta del Signore in mezzo agli uomini.
  • Nella prima lettura Isaia profetizza: “Gioiscono davanti a te (…). Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace”.
  • Nella seconda lettura Paolo testimonia a Tito: “Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini”.
  • Il vangelo di Luca racconta che Maria, a Betlemme, porta alla luce “il Salvatore”, “Cristo Signore”: “Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”.

La prospettiva: “Betlemme”, “il suo figlio primogenito”, “un Salvatore”

1. “Giuseppe salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme”
Giuseppe è un “uomo giusto”. Durante l’assenza di Maria, la sua promessa sposa partita per Ain-Karim dalla sua cugina Elisabetta, aveva sistemato bene la sua casa a Nazareth, in Giudea. Perché ha sogni e piani di vita. Forse non sa ancora niente delle novità che cambieranno per sempre la sua vita.

Il Signore, l’Altissimo, ha un piano del tutto particolare per Giuseppe. Quando attraverso un angelo Giuseppe riceve la notizia che proprio lui è l’eletto, il padre putativo del Messia, si affida a Dio. Sicuramente non gli è facile capire tutto, ma comincia a vedere che ha un ruolo ben preciso in un piano di salvezza che cambierà la storia e la vita di molti. Con la sua fede resa forte nella celebrazione del sabato e nella lettura del testo sacro, Giuseppe vede la mano di Dio stesa sopra la sua famiglia.

La novità del censimento ordinato da Roma arriva in Palestina. È il primo di questo tipo e tutti si devono censire nelle loro città di origine. Un tale atto è l’espressione di una struttura politica ed economica; è un atto che consacra il potere dell’uomo sull’uomo, di un potere che si organizza. Giuseppe obbedisce all’editto imperiale e pianifica tutto con molta cura. Egli appartiene alla famiglia reale di Davide e per lui e per la sua famiglia la città di censimento è in Giudea, “Bayt Lahem”, Betlemme, che significa “la città del pane”. Forse non si ricorda di avere ancora parenti là. Probabilmente avrà bisogno di aiuto perché stanno per compiersi i giorni per Maria. Comunque sia, Giuseppe è fiducioso. Adesso sta nel piano di Dio. Egli provvederà. Fra l’altro si troverà a soli 10 chilometri da Gerusalemme. Approfitterà di questa occasione per salire anche al tempio.

2. “Maria diede alla luce il suo figlio primogenito”
Giuseppe e Maria arrivano a Betlemme e constatano che la città è cambiata e anche i suoi abitanti sono cambiati. E mentre si trovano qui “si compiono per Maria i giorni del parto”. Con premure Giuseppe cerca aiuto e un posto caldo. Chiede a chi non conosce, bussa alle porte degli ospizi, cerca in tutta la città. Ma per loro non c’è nessuno, non c’è alcun posto.

Non può rassegnarsi. Cerca fuori città. Parla con i pastori e trova un posto molto povero, ma nello stesso tempo molto accogliente e caldo, in una grotta. Là ci sono anche il bue e l’asino.

In questo posto “Maria dà alla luce il suo figlio”. Questo è il momento dell’estasi della mamma: ella prende nelle sue mani il proprio bambino, che è il Figlio stesso di Dio. Questa è la più grande sorpresa, la più grande gioia: la mamma abbraccia e tocca il bambino che chiamerà Gesù, guarda e sente colui che l’angelo chiamava il Santo e il Salvatore. Con cure materne Maria fascia il bambino e lo depone nel luogo dove mangiano le bestie.

3. “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”
Intanto alcuni “pastori vegliano e fanno la guardia al loro gregge”. Nella notte, spaventati, vedono una luce forte e un messaggero venuto dal cielo, un angelo che dice loro: “Non temete, vi annuncio la grande gioia messianica, per voi e per tutto il popolo: il bambino appena nato, avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia, è il Salvatore, il Cristo Signore. Andate e adoratelo”.

Ricevuto quest’annuncio, i pastori vedono una moltitudine di angeli che lodano Dio e dicono: “Gloria a Dio e pace agli uomini, che egli ama”. Essi si dicono: “Questa è una rivelazione: la gloria di Dio è scesa in mezzo agli uomini, si trova tra i semplici”.

I pastori sono povere creature e a loro forse sembra impossibile raggiungere Dio. Eppure sono loro che ricevono l’annuncio dell’angelo e che riconoscono nel bambino appena nato, nell’umile e povera ma calda e accogliente grotta, proprio il Salvatore. Il Potente è sceso tra di loro, umili e poveri, e si è fatto lui stesso umile e povero nella persona di un bambino. Ora il Signore si trova in mezzo agli uomini.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che hai illuminato questa santissima notte
con lo splendore di Cristo,
vera luce del mondo, concedi a noi,
che sulla terra lo contempliamo
nei suoi misteri,
di partecipare alla sua gloria nel cielo”.

I miei pensieri
La nascita di Gesù è la più grande sorpresa, la più grande gioia: Maria abbraccia e tocca il bambino Gesù, guarda e sente colui che l’angelo chiamava il Santo e il Salvatore; con cure materne ella fascia il bambino e lo depone nella mangiatoia.
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