vineri, 20 ianuarie 2017

Venite dietro a me - III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

I PRIMI DISCEPOLI
“Venite dietro a me”
Is 8,23b-9,3; Sal 39; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23

Gesù non rientra più a Nazaret,
ma si ritira al di là del Giordano,
a Cafarnao,
dove stabilisce la sua residenza.
È una città di confine.
Qui egli sceglie i suoi primi discepoli
e inizia la sua attività pubblica
insegnando nelle sinagoghe,
annunciando il vangelo
e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità.

Il contesto: Gesù a Cafarnao
Dopo il suo battesimo al Giordano, Gesù trascorre quaranta giorni nel deserto. Alla fine di questo tempo di digiuno e di preghiera, egli sente parlare dell’arresto di Giovanni Battista e si accorge che sono tempi di persecuzione. Dalla Giudea si “ritira” nella Galilea e, lasciata Nazaret, sceglie di andare ad abitare a Cafarnao, oltre il Giordano. In questo territorio, chiamato Galilea delle genti, Gesù chiama i suoi primi discepoli e inizia la sua attività pubblica. Ormai la predicazione di Giovanni si è conclusa. È arrivato il suo tempo.
Gesù è il Maestro. Egli va ad abitare a Cafarnao e sceglie i suoi primi quattro discepoli.

Alle sorgenti della Parola
I testi liturgici mettono in risalto l’inaugurazione dell’attività di Gesù.
  • Nella prima lettura Isaia profetizza per la terra di Zabulon e per la terra di Neftali : “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”.
  • Nella seconda lettura Paolo fa riferimento alla predicazione del vangelo: “Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo”.
  • Nel vangelo Matteo presenta l’inizio dell’attività pubblica di Gesù e la scelta dei suoi primi discepoli, ai quali dice: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”.

La prospettiva: “lasciò Nazaret”, “venite dietro a me”, “annunciando il vangelo”

1. “Gesù lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao”
L’evangelista Matteo dice che Giovanni è stato già consegnato a Erode Antipa, cioè arrestato. Egli non è più tra la gente. Ha preparato ormai la via di “colui che viene” e ha compiuto la sua missione. La sua voce non si sentirà più né sulle rive del Giordano, né nel deserto, ma diventerà testimone di tutto ciò che ha annunciato e predicato.

Intanto Gesù si trova nel deserto. Qui egli passa quaranta giorni nel silenzio, con digiuno e preghiera, preparandosi per l’inizio della sua attività. Si ritira poi dal deserto di Giuda alla Galilea e mostra prudenza. Egli si allontana da Erode Antipa, per non andare direttamente incontro alla stessa fine di Giovanni, lascia anche Nazaret e va sulla riva nord del lago di Galilea, a Cafarnao, dove stabilisce la sua residenza.

Cafarnao, luogo caro a Matteo, diventa la patria di Gesù. La città si trova in un luogo fertile, di pianura, su una via importante di comunicazione per il commercio e per i legami con la Giudea e con il tempio di Gerusalemme. Si trova nella “Galilea delle genti”, una zona di confine. Ha una cattiva fama sia sul piano politico a causa dei vari movimenti, come quello degli zeloti, sia su quello religioso in quanto è un luogo abitato in parte da pagani di varie nazioni. È qui che Gesù inizia a predicare dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

2. “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”
Gesù sta camminando sulla riva del lago di Galilea. Diversamente dagli usi di allora, egli stesso va a scegliere i suoi discepoli. Vede due fratelli, Simone e Andrea che pescano, e dice loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. I due non conoscono ancora colui che parla loro, ma le parole e la persona di Gesù li affascinano completamente. Essi rispondono senza esitazione e abbandonano immediatamente le reti, le barche e il lavoro che assicuravano loro una condizione sicura della vita.

Andando ancora più avanti, Gesù vede altri due fratelli, Giacomo e Giovanni. Anche essi sono pescatori e in quel momento, nella barca, stanno riparando le reti insieme al loro padre Zebedeo. Di nuovo Gesù lancia il suo invito, li chiama, e i due fratelli subito abbandonano la barca, lasciando persino il loro padre, e seguono Gesù.

3. “Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”
Per i primi quattro discepoli comincia l’apprendistato. Essi percorrono tutta la Galilea insieme al loro Maestro e assistono al suo modo di insegnare nelle sinagoghe, di annunciare la buona notizia e di guarire gli ammalati. L’evangelista Matteo ama raccontare fin da ora che Gesù si inserisce nella tradizione del popolo di Israele e che inaugura la presenza del regno dei cieli tra gli uomini.

Gesù si manifesta egli stesso come la luce attesa. Egli porta con parole e gesti miracolosi la gioia sia ai figli di Israele, sia agli stranieri. Non ci sono preferenze o privilegiati. E non ci saranno. Il regno dei cieli è per tutti e apre un orizzonte in cui già è possibile una vita migliore. In questa apertura totalmente nuova, vicino a Gesù, ci sono i suoi primi quattro discepoli e prossimamente se ne aggiungeranno tanti altri, che diventeranno poi suoi collaboratori e suoi apostoli.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che hai fondato la tua Chiesa
sulla fede degli apostoli,
fa’ che le nostre comunità,
illuminate dalla tua parola
e unite nel vincolo del tuo amore,
diventino segno di salvezza e di speranza
per tutti coloro che dalle tenebre anelano alla luce”.

I miei pensieri
Giovanni Battista è stato consegnato a Erode Antipa. La sua voce non si sentirà più né sulle rive del Giordano, né nel deserto, ma diventerà testimone di tutto ciò che ha annunciato. 
Gesù stesso va in cerca di discepoli là dove essi vivono la loro quotidianità.
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