marți, 31 ianuarie 2017

Uno stile di vita - IV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

LE OTTO BEATITUDINI
“Uno stile di vita”
Sof 2,3; 3, 12-13; Sal 145; 1 Cor 1, 26-31; Mt 5,1-12a

All’inizio della sua attività pubblica
Gesù insegna ai discepoli
e ai poveri che lo cercano
la via delle otto beatitudini.
Questa è una via impegnativa e possibile.
È uno stile di vita che indica
sia chi può essere considerato beato
sia quali sono le porte di ingresso
nel regno dei cieli.
La povertà non è più segno di maledizione,
bensì di beatitudine.

Il contesto: il discorso della montagna
Gesù predica la conversione dicendo che il regno di Dio si trova in mezzo agli uomini. Con lui sono solo i suoi primi quattro discepoli, e già grandi folle provenienti da ogni parte, dalla Decapoli, dalla Giudea, dalla Galilea e da oltre il Giordano cominciano a cercarlo. Guardando alle folle, Gesù sale sulla montagna e inizia il suo primo grande discorso insegnando le otto beatitudini. Prima di tutto, sono beati i poveri e gli umili. A loro Gesù parla come un nuovo legislatore e profeta. Infatti, nel vangelo secondo Matteo, quest’aspetto avrà un posto molto bene definito, particolarmente negli altri quattro grandi discorsi che avranno al centro la missione dei discepoli, le parabole del Regno, lo stile di vita della nuova comunità e la venuta del Figlio dell’Uomo.
Gesù è il Maestro. Egli sale sul monte e insegna uno stile di vita specifico del povero.

Alle sorgenti della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema del povero e dell’umile.
  • Nella prima lettura Sofonia profetizza: “Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero. Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele”.
  • Nella seconda lettura Paolo dice che i primi ad essere chiamati sono proprio i poveri e i piccoli: “Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. (…) Quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio”.
  • Nel vangelo Matteo presenta Gesù che inizia il discorso della montagna insegnando le otto beatitudini e dicendo a coloro che lo seguono: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”.

La prospettiva: “si avvicinarono a lui”, “beati i poveri”, “rallegratevi ed esultate”

1. “Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli”
Gesù sta iniziando la sua attività pubblica nella Galilea, oltre il Giordano, nei pressi di Cafarnao. Poca gente lo segue da vicino. Scelti da lui personalmente sono solo quattro discepoli: Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, ma la sua parola si diffonde all'istante e una moltitudine immensa già lo cerca. La sua fama si diffonde e tanti conducono a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici.

È sorto un nuovo profeta, dicono di Gesù. Uno che vive in modo semplice, tra la gente, che sta con i poveri e cura gli ammalati. Uno che ridesta la voglia di vivere con parole di grazia. È forse lui il Messia atteso, di cui parlano le profezie? Nessuno fa gesti miracolosi come lui. Egli guarisce tutti. Chi è realmente questo Gesù di Nazaret? Curiosità, bisogno e fascino avvicinano discepoli e gente a Gesù, salito ora sul monte.

2. “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”
Guardando attorno a sè, Gesù esprime la sua sollecitudine per i poveri e per gli ammalati. Egli dichiara beati gli umili che hanno il cuore del povero e i perseguitati che si scontrano con il male, gli afflitti e quelli che hanno fame di giustizia, i misericordiosi che hanno Dio dalla loro parte e i puri di cuore che cercano solo Dio, i pacificatori tra fratelli e tutti quelli che sono insultati, perseguitati e diffamati per la sua causa e per il suo nome.

Gesù annuncia la buona novella e dice che il regno dei cieli appartiene ai poveri. Il regno di Dio è arrivato, è in mezzo a loro e appartiene a loro. Sì, sono essi che vivono di dono e che riconoscono la fonte di ogni dono. Sono essi che riconoscono la gioia del regno e che hanno la disponibilità e la forza interiore di ereditare la terra e di riconoscere in lui il Messia, di vincere le paure e di vivere da fratelli. È sempre il cuore del povero che accoglie già la misericordia di Dio.

3. “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”
I discepoli e la gente che ascoltano Gesù si rendono conto che egli capovolge i valori e che lo fa in un modo che non lascia possibilità di equivoco. Il messaggio di Gesù è nuovo e ricco di gioia e di speranza. La loro povertà non è più segno di maledizione, bensì di beatitudine. Con lui, il Cristo di Dio, i poveri sono i primi a rallegrarsi e ad esultare in quanto riconoscono già da subito la presenza e l’azione di Dio nella loro vita.

Le otto beatitudini indicano ora ad ogni uomo che cerca la verità chi può essere considerato beato e quali sono le porte d’ingresso nel regno dei cieli. Sono una strada impegnativa, ma possibile. Uno stile di vita! Certamente chiedono decisione, conversione e sacrificio, ma sono a misura d’uomo, una buona novella per un tempo nuovo vissuto in una comunità di fratelli.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che hai promesso ai poveri e agli umili
la gioia del tuo regno,
fa' che la Chiesa
non si lasci sedurre dalle potenze del mondo,
ma a somiglianza dei piccoli del Vangelo
segua con fiducia il suo sposo e Signore,
per sperimentare la forza del tuo Spirito”.

I miei pensieri
La loro povertà non è più segno di maledizione, bensì di beatitudine. Con Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, i poveri sono i primi a rallegrarsi e ad esultare in quanto riconoscono già da subito la presenza e l’azione di Dio nella loro vita.
Le otto beatitudini indicano ad ogni uomo chi può essere considerato beato e quali sono le porte d’ingresso nel regno dei cieli: sono una strada impegnativa, uno stile di vita e una buona novella per un tempo nuovo vissuto in una comunità di fratelli.
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