luni, 19 martie 2018

Uomo giusto - San Giuseppe (19 marzo)

LO SPOSO DELLA B.V. MARIA
“Uomo giusto”
2 Sam 7,4-5.12-14.16; Sal 88; Rm 4,13.16-18.22; Mt 1,16.18-21.24

La storia di Israele
riassunta nella genealogia
presentata dal vangelo secondo Matteo
raggiunge la sua pienezza
con l’arrivo del tempo messianico.
Giuseppe, uomo giusto,
è l’ultimo anello di questa storia.
Aiutato dall’angelo del Signore,
egli capisce la profezia dell’Emmanuele,
riconosce l'appartenenza alla casa di Davide
e intravede il mistero che Dio ha per lui.
D’ora in poi
la storia avrà un cammino totalmente diverso.

Il contesto: la nascita di Gesù
L’evangelista Matteo mette all’inizio del suo vangelo un proemio in cui presenta l’albero genealogico di Gesù. Egli si propone di mostrare sin dall’inizio che Gesù compie tutte le profezie e tutte le attese di Israele e di ogni persona. Tra gli antenati di Gesù si trovano il patriarca Abramo e il re Davide, ma anche il contadino Booz, la moabita Rut, la peccatrice Tamar e il santo Giosia. La genealogia comprende una lunga serie di persone appartenenti a ogni rango sociale, un elenco diversificato che in qualche modo non esclude nessuno. Il vangelo continua poi con il racconto in cui Dio sceglie Maria e Giuseppe per dare una famiglia a Gesù, che fu concepito in Maria per opera dello Spirito Santo. Esso testimonia così il compimento della profezia dell’Emmanuele, che significa “Dio con noi”.
Gesù è il Cristo. Egli appartiene al popolo di Israele.

Alle sorgenti della fede
I testi liturgici mettono in risalto il piano di salvezza tracciato da Dio.
  • La prima lettura presenta la profezia che Natan fa a Davide a nome di Dio: “Io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio”.
  • Nella seconda lettura Paolo riferisce la fede forte di Abramo e la promessa fatta a lui, quella di diventare erede del mondo: “Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza»”.
  • Il vangelo secondo Matteo prima annota che Maria, promessa sposa a Giuseppe, si trova incinta per opera dello Spirito Santo, e poi racconta il messaggio che l’angelo trasmette in sogno a Giuseppe: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere (…), il bambino che è generato in Maria viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

La prospettiva: “Giuseppe”, “figlio di Davide”, “come gli aveva ordinato l’angelo”

1. “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo”
Il vangelo secondo Matteo sintetizza la storia di tutte le generazioni di Israele in tre serie di quattordici generazioni ciascuna. È una storia ricca in cui il popolo nato dalla fede del patriarca Abramo cresce fino al re Davide, per decrescere fino all’esilio in Babilonia e per ritrovare poi il suo punto di arrivo nel tempo messianico. Questo è il cammino lungo di un popolo credente e fedele, incredulo e infedele, ma accompagnato e sostenuto sempre dall’amore e dalla fedeltà promessa da Dio.

In questa storia si trova la storia di Giuseppe, lo sposo di Maria. Giuseppe, l’ultimo anello della sua genealogia, non genera Gesù, chiamato Cristo, invece è chiamato ad accogliere il dono tanto sperato che Dio, la fonte della vita, gli fa attraverso Maria. Ora si trova anche lui, Giuseppe, nel piano di Dio e vi avrà la sua missione.

Giuseppe è uomo giusto. Ora si trova davanti al mistero di Dio, al più grande mistero, la venuta del Messia. Cosa può fare lui? Sa che il bambino non è suo e tenta di ritirarsi in silenzio. Per rispetto, decide di ripudiare Maria di nascosto, di sottrarsi al mistero divino, di continuare la sua vita di prima.

2. “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”
Giuseppe è preso dai suoi pensieri e pensa di allontanarsi dal mistero divino, ma il Signore lo raggiunge in sogno attraverso il suo angelo. Nel sonno, spazio che egli non controlla e in cui si esprime in libertà, Giuseppe raggiunge le attese dei suoi avi e vede che egli stesso è l’erede della promessa. È nel sonno che egli capisce i sogni stessi di Dio.

Le parole dell’angelo risvegliano nel cuore di Giuseppe la fiducia in Dio, allontanano la paura e ravvivano in lui la disponibilità ad accogliere il grande mistero che si compie nel grembo di Maria, sua sposa. Maria partorirà un figlio, compirà la profezia dell’Emmanuele ed Giuseppe darà al bambino il nome “Gesù”, che significa “il Signore salva”.

3. “Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore”
Giuseppe sa che il bambino che è in Maria viene da Dio e che accogliendo la madre accoglie il Cristo, il Messia atteso. Egli capisce ora le parole della profezia, intravede il piano di Dio e fa quello che l’angelo del Signore gli ha ordinato. Si risveglia, prende con sè Maria, sua sposa, e accetta il grande mistero che Dio ha per lui.

Il vangelo testimonia che la storia del popolo di Israele, che è anche la storia di Giuseppe e di Maria, è un inno alla vita. Un inno che ha raggiunto il tempo messianico e che si compie nell’alba di una nuova epoca. La pienezza preannunciata sin dall’inizio, promessa da Dio ad Abramo e alla discendenza di Davide, sperata di generazione in generazione, ha raggiunto il suo punto di arrivo nella persona di Gesù di Nazaret, nella casa di Giuseppe e Maria. Il cammino è stato lungo ma è arrivato al suo compimento. Ecco, sta per iniziare una nuova generazione che avrà un cammino totalmente diverso, in cui il nome di Dio sarà invocato da ogni fratello.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Dio onnipotente,
che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
per sua intercessione
concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente
al compimento dell’opera di salvezza”.

I miei pensieri
Giuseppe è uomo giusto. Egli si trova davanti al più grande mistero di Dio, la venuta del Messia.
Il vangelo testimonia che la storia del popolo di Israele, che è anche la storia di Giuseppe e di Maria, è un inno alla vita. Un inno che ha raggiunto il tempo messianico e che si compie nell’alba di una nuova epoca.
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