vineri, 24 martie 2017

La sorgente della vita - V Domenica della Quaresima (Anno A)

RISURREZIONE DI LAZZARO
“La sorgente della vita”
Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45

Gesù è la sorgente della vita 
e della risurrezione
nel presente e nel futuro.
Questo è quanto testimoniato da Giovanni
nell’evento della risurrezione di Lazzaro
e quanto creduto 
dalle due sorelle Marta e Maria.
Il miracolo avvenuto sarà poi il segno
che aprirà la strada 
per l’arrivo dell’ora di Gesù
e della sua glorificazione.

Il contesto: il ritorno alla vita di Lazzaro
Giovanni, discepolo di grande intuizione teologica, presenta il racconto della risurrezione di Lazzaro e dice quale è l’identità di Gesù di Nazaret. Tutto inizia con la domanda delle due sorelle, Marta e Maria, che invitano Gesù a Betania perché il loro fratello Lazzaro è malato. Da oltre il Giordano Gesù si dirige verso Betania e qui trova Lazzaro morto, già da quattro giorni nel sepolcro. Il dolore delle due sorelle è grande, ma la loro fede è ancora più forte. Esse credono che Gesù può chiedere qualunque cosa a Dio e che Dio lo ascolta. Il testimone oculare scriverà una delle più belle pagine del vangelo, in cui Gesù afferma: “Io sono la risurrezione e la vita”, e in cui Marta professa: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. Il ritorno alla vita di Lazzaro rinforzerà poi la fede nei discepoli che accompagneranno Gesù a Gerusalemme e anticiperà la gloria della risurrezione di Gesù.
Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Egli risuscita Lazzaro dai morti e rivela la sua identità.

Alle sorgenti della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema della risurrezione.
  • La prima lettura presenta il messaggio del profeta Ezechiele che predice agli israeliti esiliati a Babilonia il loro imminente ritorno nella terra di Israele: “Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete”.
  • Nella seconda lettura Paolo ricorda ai cristiani di Roma che essi condividono con Cristo il destino di morte e resurrezione ed esorta a vivere già da ora secondo lo Spirito: “Colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi”.
  • Il vangelo secondo Giovanni presenta Gesù come la risurrezione e la vita e racconta la risurrezione di Lazzaro: “Gesù gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare»”.

La prospettiva: “colui che tu ami è malato”, “tuo fratello risorgerà”, “credettero in lui”

1. “Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato»”
Tutto è successo a “Betania”, che vuol dire “Casa del povero”. In questo paese, ai piedi del Monte degli Ulivi, vivono Lazzaro, Marta e Maria. Il vangelo dice che Gesù ama i tre fratelli, diventati ormai suoi amici. Chi sa quante volte essi hanno accolto Gesù nella loro casa, condividendo con lui il poco che avevano e la loro gioia, il loro amore, il loro dolore? Da poco però la loro esistenza non è più tranquilla, ma è una sofferenza, perché Lazzaro si è ammalato ed è in pericolo di vita. Con premura le due sorelle mandano qualcuno a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”.

La notizia arriva a Gesù, che da poco aveva lasciato Gerusalemme e si èra ritirato in Galilea a causa dei giudei. Ormai Gesù sa del suo destino e della sua glorificazione imminente, non sta a pensare ma propone ai discepoli di tornare in Giudea. Essi però temono la morte del loro Maestro e forse anche la loro. Sono andati via da Gerusalemme perché i giudei volevano lapidare Gesù. Perché allora ritornare lì? Cercano di trattenerlo, ma Gesù chiede a loro di seguirlo finché non abbia compiuto la missione che Dio gli ha affidato. Il loro amico, Lazzaro, si è addormentato, cioè è morto, ed egli desidera andare a svegliarlo.

La morte di Lazzaro non è la fine di tutto e di ogni speranza, bensì è un sonno. Perciò Gesù parte insieme ai suoi discepoli verso Betania, che è vicino a Gerusalemme. Qui ormai molti giudei sono venuti per consolare Marta e Maria che sono in lutto per il loro fratello, Lazzaro, che si trova già nel sepolcro.

2. “Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà»”
Marta sente della venuta di Gesù, esce dal villaggio e gli corre incontro. La sua fiducia in Gesù è grande e la sua fede nella risurrezione altrettanto. Si è trovata nel bisogno è Gesù non era qui. Altrimenti Gesù avrebbe guarito Lazzaro. Ora, purtroppo, ci sono dolore e morte. Eppure, sapendo che Gesù è in grado di far tornare Lazzaro in vita, a Marta rimane una grande speranza. Perciò lei dice a Gesù: “Qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”. Marta spera in un miracolo.

“Tuo fratello risorgerà”, dice Gesù a Marta. Queste parole ricche di speranza ispirano a Marta il pensiero della risurrezione nell’ultimo giorno. Ma questo giorno a lei sembra troppo lontano. Marta vive il momento, perciò prova una certa delusione. Lei crede nella grande promessa, che Dio eliminerà la morte, ma questa sarà solo alla fine. Pertanto rimane il dolore forte e forse lei si chiede: perché Gesù non esaudisce immediatamente la sua richiesta?

Il dialogo tra Gesù e Marta arriva ad una rivelazione mai fatta e ad una grande professione di fede. “Io sono la risurrezione e la vita; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno” dice Gesù. E poi continua: “Credi tu questo?” E Marta crede e confessa: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. Per Marta Gesù è la fonte della vita e della risurrezione, nel presente e nel futuro.

Chiamata dalla sorella, e al sentire le parole: “Il Maestro è qui e ti chiama”, Maria si alza, esce dalla casa e corre da Gesù. Si getta ai suoi piedi ed esprime la stessa domanda di sua sorella Marta. E Gesù si commuove profondamente e scoppia in pianto. Poi tutti, le due sorelle, le persone venute a condolersi per il fratello Lazzaro e Gesù, si recano al sepolcro e constatano la morte. Qui, ancora una volta, Gesù si commuove profondamente e concede a Marta e a Maria ciò che hanno chiesto. Gesù ordina: “Togliete la pietra!”, esprime un rendimento di grazie in cui mostra la sua grande comunione che ha con il Padre e poi, a gran voce, chiama il suo amico per nome: “Lazzaro, vieni fuori!”. E Lazzaro risorge ed esce dal sepolcro avendo ancora i segni della morte: i piedi e le mani legati con le bende, e il viso avvolto da un sudario.

3. “Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui”
Giovanni testimonia che molti dei giudei presenti al miracolo hanno creduto in Gesù. Per questi il miracolo sembra abbia raggiunto il suo scopo; per altri, invece, esso diventa motivo di rimanere chiusi alla rivelazione di Gesù e di denuncia. Questi ultimi andranno dai farisei, i quali, riunendo il sinedrio, decreteranno la morte di Gesù e apriranno la strada per l’arrivo dell’ora della glorificazione.

Sempre ci sono stati quelli che credono e quelli che non vogliono credere. Comunque sia, davanti al supremo miracolo della risurrezione di Lazzaro rimane sempre l’invito a vedere la luce e a esprimere un’adesione di fede in Gesù di Nazaret, che è la sorgente di vita per coloro che credono in lui.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,
perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità,
che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi”.

I miei pensieri
Gesù è la fonte della vita.
La morte di Lazzaro non è la fine di tutto e di ogni speranza, bensì è un sonno che prelude l’intervento di Gesù e la sua manifestazione come Figlio di Dio.
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