vineri, 30 martie 2018

Salute a voi! - Veglia Pasquale

LA RISURREZIONE DI GESÙ
“Salute a voi!”
Sette letture dall’AT; Rm 6,3-11; Sal 117; Mt 28,1-10

Questa è la notte santa
in cui dal luogo di morte
scaturisce la vita per sempre.
L’angelo del Signore scende dal cielo,
apre al tomba e trasmette alle donne
il grande annuncio pasquale:
Gesù, il crocifisso, è risorto!
Da allora ogni tomba è insieme
ricordo di una vita vissuta, 
diventata memoria,
e passaggio verso la vita eterna,
meta di una speranza 
che non conosce tramonto.

Il contesto: annuncio della risurrezione di Gesù
Il racconto della passione e della morte di Gesù si concludeva con la sepoltura a opera di Giuseppe, un uomo ricco di Arimatea, con la presenza di Maria di Magdala e di un’altra Maria davanti alla tomba e con la sollecitudine dei sommi sacerdoti che chiedevano a Pilato di mettere le guardie al sepolcro e di sigillare la pietra d’ingresso nella tomba. Il racconto continua ora con la visita delle due donne al sepolcro, il giorno successivo al sabato. All’alba di questo primo giorno della settimana esse trovano il sepolcro aperto e vuoto. Un angelo appare loro e trasmette questo messaggio: Gesù, il crocifisso che cercano, non si trova più nella tomba; egli è risorto come aveva detto; i discepoli lo vedranno in Galilea. E mentre le donne abbandonano in fretta il sepolcro per portare la notizia ai discepoli, Gesù risorto viene incontro a loro e dice: “Salute a voi!” In quel momento esse si avvicinano a lui, lo adorano e poi corrono a raccontare tutto ai discepoli.
Gesù è il Signore. Egli risorge dai morti e appare a Maria di Magdala e ad un’altra Maria.

Alle sorgenti della fede
I testi biblici narrano i grandi eventi della storia della salvezza, eventi che culminano con la risurrezione di Gesù Cristo.
  • Le sette letture prese dall'Antico Testamento invitano ad una notte di veglia in cui si cantano le meraviglie che il Signore ha realizzato con il suo popolo.
  • Nella lettura presa dal Nuovo Testamento Paolo ricorda e afferma ai cristiani di Roma che sono stati battezzati nella morte di Cristo: “Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui”.
  • Nel vangelo Matteo racconta la visita di due donne alla tomba, presenta l’annuncio della risurrezione di Gesù e sottolinea le parole dette da Gesù risorto alle due donne e il loro gesto di adorazione: “Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno»”.

La prospettiva: “visitare la tomba”, “è risorto”, “salute a voi!”

1. “All’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba”
Maria di Magdala e l’altra Maria hanno visto Gesù sulla croce e sono state presenti anche quando hanno messo il corpo di Gesù nel sepolcro. Il giorno di sabato esse sono rimaste in città per la festa di Pasqua, ma all’albeggiare del giorno successivo, attratte irresistibilmente da colui che amano, si recano al sepolcro per “visitare” (dal greco “theoreô”, “osservare”) il corpo del loro Maestro e rendergli omaggio.

L’evangelista Matteo descrive in poche parole la teofania, ossia la manifestazione dell’azione di Dio, avvenuta alla tomba in cui avevano deposto il corpo di Gesù. Matteo non descrive il risorto, ma offre un quadro per la comprensione dell’evento. Egli dice che si scatena un terremoto e un angelo del Signore, di aspetto come folgore e con vestito bianco come neve, scende dal cielo, rotola la pietra che chiude il sepolcro e si siede su di essa. Questo è il segno che la morte è vinta. Dio santo e trascendente interviene a favore del crocifisso. Il sepolcro è aperto e Gesù è risorto. I primi ad essere atterriti della vittoria di Dio sulla morte sono le guardie messe a custodia della tomba. Sono esse ora come morte, incapaci di compiere il loro dovere e completamente inutili.

2. “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto”
L’angelo del Signore non dice alcuna parola alle guardie, ma si volge alle donne e le esorta a non temere. Le donne sono venute alla tomba per amore e per esprimere la loro fede in Gesù, l’uomo che hanno ascoltato e che hanno visto morire sulla croce e deposto nel sepolcro. Dovrebbe essere qui, nella tomba. Esse cercano il crocifisso. In quel momento l’angelo invita le donne a vedere il luogo dove è stato deposto il corpo di Gesù e dice loro con parole molto chiare: “Gesù, il crocifisso, non è nella tomba. È risorto come aveva detto”. Ora il sepolcro vuoto è il segno che le profezie si sono compiute.

Le donne entrano nella tomba e vedono che il corpo di Gesù non è lì. Esse escono presto dalla tomba e con grande gioia corrono in fretta per dare ai discepoli l’annuncio che l’angelo ha affidato loro: “Gesù è risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”.

3. “Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono”
Con timore e gioia le donne si allontanano subito dal sepolcro mentre Gesù viene loro incontro con un annuncio di pace e di gioia. “Salute a voi!” “Rallegratevi!”. Il vangelo sottolinea che le donne sono invitate a partecipare alla gioia del loro Signore. Infatti è la gioia che avvicina le donne a Gesù. Esse lo toccano e ne abbracciano i piedi. Baciano i suoi piedi e, adorandolo, ascoltano il solenne annuncio che devono trasmettere a tutti i discepoli.

Gesù è risorto! Questo è l’annuncio pasquale della notte santa di Pasqua. Maria di Magdala e l’altra Maria invitano ora ogni discepolo e ogni persona che crede in Gesù a rallegrarsi e a non avere paura. Gesù Cristo, il crocifisso, ha vinto le tenebre della morte e del peccato ed è risorto. In questa notte santa dal sepolcro è scaturita la vita nuova, una volta per sempre.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione,
perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell’anima,
siano sempre fedeli al tuo servizio”.

I miei pensieri
In quella notte santa di Pasqua, dal sepolcro di Gesù è scaturita la vita una volta per sempre. Da allora, ogni tomba è insieme ricordo di una vita vissuta, diventata memoria, e passaggio verso la vita eterna, meta di una speranza che non conosce tramonto.
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