vineri, 19 mai 2017

Verrò da voi - VI Domenica del Tempo Pasquale (Anno A)

IL TESTAMENTO
“Verrò da voi”
At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21

Cosa succederà domani
con il loro Maestro,
con il loro gruppo di discepoli,
con tutti coloro che seguono il messaggio di Gesù
e ripongono la loro speranza in lui?
A questa grande preoccupazione dei discepoli
Gesù dà la sua risposta.
Egli promette un altro Paràclito
e dice che quelli che credono in lui
non saranno mai soli, né abbandonati.

Il contesto: il discorso di commiato 
In quella sera memorabile di giovedì Gesù fa un discorso molto significativo per i suoi discepoli. È un discorso d’addio. Poco prima si è presentato come via, verità e vita e ora chiama i suoi discepoli ad avvicinarsi al grande mistero che sarà svelato loro nei prossimi giorni e che essi proclameranno a tutti gli uomini. Gesù promette il dono dello Spirito Santo e rassicura i suoi del suo ritorno. Non li lascerà orfani. Insieme al Padre egli stesso sarà presente in mezzo a tutti quelli che crederanno in lui e che custodiranno i suoi comandamenti.
Gesù è il Cristo. Egli promette ai discepoli la guida dello Spirito Santo e la sua presenza.

Alla sorgente della fede 
I testi liturgici mettono in risalto i temi del dono dello Spirito Santo e della presenza del Cristo.
  • La prima lettura ricorda l’attività missionaria di Filippo e mostra Pietro e Paolo che invocano lo Spirito Santo sui Samaritani: “Essi scesero (da Gerusalemme) e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo. (…) Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”.
  • Nella seconda lettura Pietro esorta i cristiani ad essere pronti a spiegare agli altri il senso della loro fede in Gesù “messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito”: “Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”.
  • Nel vangelo Gesù parla ai discepoli di un altro Paràclito che il Padre manderà loro, promette ad essi la sua presenza spirituale e dice: “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

La prospettiva: “un altro Paràclito”, “verrò da voi”, “mi manifesterò”

1. “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità”
Giovanni è là, seduto a tavola insieme a Gesù e agli altri discepoli. Egli sente le domande di Tommaso e di Filippo e vede la preoccupazione dei suoi amici. Pian piano tra di loro si avverte un certo timore per la separazione da Gesù. Infatti i discepoli sentono il discorso d’addio di Gesù e si rendono conto che vivono un momento veramente molto importante. Si chiedono: come accogliere le parole di Gesù? Si tratta del suo testamento? Cosa succederà domani con il loro Maestro, con il loro gruppo di discepoli, con tutti coloro che seguono Gesù e ripongono la loro speranza in lui?

Il vangelo sottolinea che Gesù, di fronte all’inquietudine dei discepoli per il giorno di domani, promette per la prima volta la presenza di un altro Paràclito. Egli sa che è lui il primo Paràclito, ossia consolatore, che assiste e difende i suoi discepoli. Ma da domani egli non sarà più fisicamente in mezzo a loro. Certo, l’inquietudine dei discepoli è grande e per il momento essi sono preoccupati per i giorni avvenire, ma non saranno mai soli, né abbandonati. Allora Gesù dice ai suoi che egli stesso pregherà il Padre e il Padre manderà lo Spirito, che rimarrà presso di loro e sarà in loro. Essi saranno sostenuti e guidati sempre dallo Spirito della verità nel grande processo che il mondo intraprenderà contro di loro.

2. “Non vi lascerò orfani: verrò da voi”
Gesù rivela ai discepoli che fra poco il mondo non lo vedrà più. Egli vede l’imminenza del suo mistero pasquale, mistero che apre una prospettiva nuova nella storia, e dice che essi già stanno partecipando al suo mistero. Allora Gesù rassicura i suoi discepoli che non li abbandonerà. Dopo la sua morte in croce egli risorgerà e ritornerà, e sarà presente in mezzo a loro nel dono dello Spirito, nell’esperienza dell’amore, nella condivisione della pace.

Il vangelo testimonia che tutti quelli che credono in Gesù hanno la grazia di vederlo di nuovo. Con la loro fede e sostenuti dalla forza dello Spirito Santo essi possono incontrarlo e possono essere partecipi della sua stessa vita. Essi bramano la comunione con Gesù. E questa comunione, possibile fra poco, è il grande dono pasquale che apre la mente alla comprensione del mistero di Gesù, è il grande dono dello Spirito di verità che fa conoscere il mistero dell’ineffabile amore del Padre per ogni uomo.

3. “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”
Le parole di Gesù sono rivolte ai discepoli presenti alla mensa con lui e ai credenti di ogni tempo e di ogni luogo. Giovanni testimonia che la promessa fatta a loro in quella sera memorabile è unica ed è per sempre: l’amore per Gesù il Cristo e l’obbedienza ai suoi comandamenti fanno partecipe ogni discepolo dell’amore del Padre. Si tratta di una conoscenza e di una osservanza costanti, entrambe espressioni dell’amore e della fede in Gesù.

Il dono dello Spirito è ricevuto da chi vive nella luce e si apre alla fede in Gesù il Cristo. Chi rimane invece nelle tenebre, ossia nel “mondo”, rifiuta il dono dello Spirito e quindi non può né ricevere, né vedere, né riconoscere Gesù il Cristo. Il tutto si gioca nel vivere nella luce o nel rimanere nelle tenebre. Grazie alla testimonianza di Giovanni e di tanti altri i quali hanno creduto che Gesù di Nazaret è il nuovo orizzonte di luce per ogni uomo, ora ogni uomo e ogni donna possono vivere a loro volta l’esperienza della fede in Gesù il Cristo, del dono dello Spirito Santo e della comunione con Dio, e dare poi la propria testimonianza.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio
messo a morte per i nostri peccati
e risuscitato alla vita immortale,
confermaci con il tuo Spirito di verità,
perché, nella gioia che viene da te,
siamo pronti a rispondere
a chiunque ci domandi ragione
della speranza che è in noi”.

I miei pensieri
Il dono dello Spirito è ricevuto da chi vive nella luce e si apre alla fede in Gesù il Cristo. 
Grazie alla testimonianza di Giovanni e di tanti altri che hanno creduto in Gesù di Nazaret, ora ogni uomo e ogni donna possono vivere a loro volta l’esperienza della fede in Gesù il Cristo, del dono dello Spirito Santo e della comunione con Dio, e dare poi la propria testimonianza.
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