marți, 25 aprilie 2017

Nello spezzare il pane - III Domenica del Tempo Pasquale (Anno A)

I DISCEPOLI DI EMMAUS
“Nello spezzare il pane”
At 2,14.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35

I due discepoli di Emmaus
raccontano i fatti avvenuti a Gerusalemme,
si lasciano illuminare dalle Scritture
e riconoscono il volto di Gesù il Cristo
all’interno della cena,
particolarmente nella frazione del pane.
Solo con l’aiuto della luce pasquale
i discepoli scoprono la croce
come chiave interpretativa delle Scritture
e le Scritture come testimonianza 
di Gesù il Cristo.



Il contesto: i discepoli di Emmaus
Nell’ultimo capitolo del vangelo Luca offre la sua testimonianza sulla risurrezione di Gesù. Dopo la presentazione delle donne al sepolcro vuoto, tra cui Maria, la Maddalena, Giovanna e Maria di Giacomo, e la scoperta delle bende da parte di Pietro, Luca racconta l’esperienza dei due discepoli che scendono da Gerusalemme, mettendosi in cammino verso Emmaus. Sulla via, come un qualsiasi sconosciuto, Gesù raggiunge i due discepoli. Egli entra in dialogo con loro, chiede il motivo della loro tristezza ed essi gli riferiscono i fatti della passione di Gesù di Nazaret, avvenuti nei giorni precedenti. Colui che si è avvicinato e che rimane un semplice forestiero svela ai due il significato scritturale di quelli stessi fatti accaduti a Gerusalemme. La conversazione riaccende la speranza nel cuore dei discepoli, e appena arrivati alla destinazione essi chiedono al loro compagno di viaggio di rimanere da loro. Poi, durante la frazione del pane, lo sconosciuto si rivela ai loro occhi: essi riconoscono Gesù, risorto dai morti. Pieni di gioia si alzano in fretta e ritornano a Gerusalemme per raccontare tutto ai discepoli.
Gesù è il Signore. Egli si fa riconoscere ai due discepoli di Emmaus.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto la fede nel mistero della risurrezione di Gesù.
  • Nella prima lettura Pietro annuncia il mistero della passione, della morte e della risurrezione di Gesù e confessa: “Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”.
  • Nella seconda lettura Pietro dice ai primi cristiani che essi sono stati liberati dalla loro vuota condotta con il sangue prezioso di Cristo e testimonia che Dio ha risuscitato Gesù Cristo dai morti e gli ha dato gloria.
  • Nel vangelo Luca narra l’incontro e il dialogo dei due discepoli con Gesù sulla via verso Emmaus, specifica il momento in cui essi riconoscono Gesù nella frazione del pane e sottolinea il ritorno dei discepoli a Gerusalemme, dove raccontano tutto.

La prospettiva: “non sai…”, “resta con noi”, “l’avevano riconosciuto”

1. “Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?”
In quella mattina del primo giorno della settimana, due di quelli che hanno ricevuto con gli altri discepoli l’annuncio della risurrezione scendono da Gerusalemme, mettendosi in cammino verso Emmaus, villaggio dove forse risiedono. Uno di loro si chiama Cleopa, probabilmente zio di Gesù. L’altro invece non ha un nome. Può darsi che sia il diacono Filippo, oppure una donna.

Sulla strada i due discepoli discutono di tutto ciò che è successo a Gerusalemme e che li ha toccati da vicino. Non riescono a capire. Allora uno che ancora non riconoscono li raggiunge, cammina con loro ed entra nel dialogo. Il misterioso pellegrino chiede loro perché hanno il volto triste ed essi esprimono la loro delusione. Si tratta del profeta Gesù di Nazaret che conoscono bene. I capi e i grandi sacerdoti lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Con la sua morte sono perdute anche le speranze per la liberazione di Israele. Tutto sembra finito. Ora i suoi discepoli sono sconvolti. Alcune donne sono andate alla tomba e hanno ricevuto dagli angeli il messaggio che Gesù è vivo, ma non lo hanno visto. Pietro è andato anche lui alla tomba, l’ha vista vuota e neanche lui ha visto Gesù. Sembra incredibile! Cosa rimane da fare e da credere senza una esperienza diretta e personale con Gesù? Già sono passati tre giorni e non è ancora successo niente.

Lo straniero che si è avvicinato ascolta tutto. A prima vista sembra che egli non sappia niente, ma non è così. Egli osserva il problema dei due discepoli nel cogliere gli eventi vissuti a Gerusalemme in quei giorni e sottolinea la loro difficoltà di comprensione dell’agire divino. Poi, con grande capacità, interpreta per loro in tutte le Scritture le cose che riguardano la vicenda di Gesù il Cristo. Tutto è stato preannunciato da Dio nelle Scritture. Secondo la promessa di Dio il Cristo doveva patire le sofferenze e attraverso la morte entrare nella sua gloria.

2. “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”
Finalmente giungono ad Emmaus. Colui che lungo il cammino, spiegando le Scritture, ha svelato il senso della vicenda di Gesù di Nazaret, ora è invitato a fermarsi nella casa dei due discepoli. Infatti il desiderio di questi ultimi diventa invocazione: “Resta con noi”. È stato lui che lungo la strada ha allontanato la loro tristezza attraverso la comprensione dei fatti avvenuti a Gerusalemme, e dunque essi aspettano ancora qualcosa. I discepoli sono stati illuminati e hanno davanti nuovi orizzonti.

Durante la mensa, l’ospite prende il pane, recita la benedizione, lo spezza e lo dà ai discepoli. In quell’istante Gesù si fa riconoscere da loro nel gesto conviviale e poi diventa invisibile. Visibile invece rimane il segno del pane spezzato e offerto. Ora si spalancano gli occhi dei discepoli ed essi si ricordano sia ciò che Gesù ha detto loro lungo la strada sia ciò che egli ha insegnato ai suoi discepoli. La loro gioia è molto grande e le loro speranze sono riaccese.

3. “Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”
Il vangelo narra che in quella stessa sera i due discepoli non vedono l’ora di annunciare agli altri discepoli che il Signore Gesù è risorto, è vivo, che essi lo hanno ascoltato e che hanno ricevuto il pane spezzato proprio da lui. I due tornano subito a Gerusalemme, dagli altri discepoli, e qui, appena arrivati, sentono dire che il Signore è risorto e che è apparso a Simone. Con grande gioia essi scoprono ora che gli undici e gli altri che sono con loro a Gerusalemme già sanno che Gesù è risorto.

Gerusalemme è il luogo in cui Gesù si mostra ai suoi discepoli. Da allora la città santa rimane il luogo di riferimento per la buona novella che si irradia in tutto il mondo. Coloro che desiderano riconoscere Gesù risorto sono invitati a ricevere la testimonianza di chi l’ha ascoltato e ha ricevuto il pane spezzato. Ciò che è avvenuto allora per i discepoli di Emmaus avviene ancora oggi in modo sacramentale per ogni discepolo, certamente attraverso la proclamazione della parola e la celebrazione del pane spezzato.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua
raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spirito,
perché nella celebrazione del mistero eucaristico
riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto,
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture,
e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane”.

I miei pensieri
Il riconoscimento di Gesù da parte dei due discepoli di Emmaus avviene dopo la spiegazione delle Scritture, durante il rito dello spezzare il pane. 
Il discepolo riconosce sempre la presenza sacramentale di Gesù nell’eucaristia… attraverso la parola della Scrittura che ha nel cuore e il pane eucaristico che gli nutre la vita.
Trimiteți un comentariu