duminică, 25 iunie 2017

Testimoni e garanti - Santi Pietro e Paolo Apostoli (29 giugno)

SAN PIETRO
“Testimoni e garanti”
At 12,1-11; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19

“La gente, chi dice che sia
il Figlio dell’uomo?”.
A questa domanda
i discepoli trovano le risposte più scontate.
“Ma voi chi dite che io sia?”
interpella poi Gesù direttamente.
“Il Cristo, il Figlio del Dio vivente”,
risponde Simon Pietro a nome di tutti.
Da allora, la ricerca e la fede di ogni uomo
incontreranno sia le due domande,
sia le prime risposte.
E lungo il cammino di fede
Pietro ne sarà testimone e garante.

Il contesto: Pietro proclama la sua fede
Poco prima, alla richiesta dei capi del popolo di avere un segno dal cielo per vedere quale è la sua identità, Gesù esorta a discernere i segni dei tempi, propone il segno di Giona e chiede ai discepoli di guardarsi dal lievito dei farisei e dei sadducei, lievito che impedisce loro di capire il segno di Giona. Ora il vangelo presenta il dialogo tra Gesù e i suoi discepoli. Essi si trovano nelle parti di Cesarea di Filippo, in una zona pagana. Gesù desidera sapere prima quali sono le opinioni degli uomini riguardo all’identità del Figlio dell’Uomo e poi interpella i discepoli: “Ma voi, chi ditte che io sia?”. A nome di tutti risponde Pietro, che proclama la messianicità di Gesù e professa: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. In seguito Gesù proclama beato Pietro, perché ha accolto la rivelazione, e con tre metafore - roccia, chiavi e legare/sciogliere - esplicita il ruolo di Pietro nella comunità dei discepoli e dei credenti.
Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Egli è confessato come tale da Pietro.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto i ruoli di Pietro e di Paolo nella comunità cristiana.
  • Nella prima lettura Pietro, gettato in prigione dal re Erode, riceve da un angelo inviato da Dio l’invito ad alzarsi e a seguirlo: “L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo (…). Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro”.
  • Nella seconda lettura Paolo professa la sua dedizione totale a Cristo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede (…). Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero”.
  • Nel vangelo Gesù vuole sapere le opinioni del popolo a suo riguardo, interpella i discepoli in riferimento alla sua identità e dice a Pietro: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”.

La prospettiva: “domandò ai suoi discepoli”, “tu sei il Cristo”, “su questa pietra”

1. “Gesù domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?»”
Fino a questo momento sono gli altri a interrogarsi su Gesù. Gli osservanti della legge ed i ricchi proprietari, cioè i farisei e i sadducei, chiedono addirittura che Gesù mostri loro un segno dal cielo. Essi vogliono inquadrare Gesù nelle loro possibili risposte su di lui, ma Gesù sfugge al loro tentativo. Davanti a loro Gesù non fa alcun segno. Anzi, egli invita tutti loro a meditare sul segno del profeta Giona. Ora, invece, è Gesù che interroga. Insieme ai suoi discepoli egli si trova all’estremo nord, ai piedi del monte Hermon, dalle parti di Cesarea di Filippo. Questa è un zona pagana. Qui, proprio nel punto più lontano da Gerusalemme, con umiltà, Gesù interpella i discepoli in riferimento alla sua identità.

“La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” Ha espresso la sua piena solidarietà con tutti quelli che ha incontrato, particolarmente con i più poveri, e si è identificato con il Figlio dell’uomo, perciò ora Gesù desidera sapere che cosa pensano gli uomini di lui. Dal sentito dire i discepoli danno le risposte in riferimento a Gesù: si dice che egli è Giovanni Battista o Elia o Geremia o uno dei profeti. Sono le risposte più scontate: immagini di figure religiose del passato, con una storia straordinaria; sintesi dell’attesa religiosa della gente. Comunque sia, risposte inadeguate.

2. “Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»”
“Ma voi, chi dite che io sia?”. In modo diretto Gesù sollecita il gruppo dei discepoli a dire che cosa pensano di lui. Essi lo seguono da vicino, ascoltano le sue parole e sono testimoni di tutti i suoi miracoli. Quindi, quale è la loro risposta alternativa a quella della gente? A nome di tutti risponde Simon Pietro. Riconoscendo la discendenza davidica di Gesù e il rapporto speciale che Gesù ha con Dio, egli confessa: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Simon Pietro riconosce il carattere messianico e trascendentale del suo Maestro. Egli vede ciò che l’occhio umano mai ha visto e interpreta il segno di Giona. Riconosce in Gesù di Nazaret, il Messia atteso da tutti e il Figlio dell’uomo, colui che deve restaurare il regno di Israele, e sottolinea che in lui è presente e operante in modo mirabile Dio stesso.

3. “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”
Simon Pietro è beato perché egli, il povero figlio di Giona, ha riconosciuto che il mistero del Figlio del Dio vivente si vela nella persona di Gesù, il Figlio dell’uomo. Egli è fortunato per il dono della conoscenza del Figlio. Questa sua conoscenza però non proviene dalla sua intelligenza umana, da “carne e sangue” dice Gesù nel vangelo, ma da una rivelazione speciale ispirata da Dio.

Gesù dà un nome nuovo a “Pietro” (dall’aramaico Kephas”, “roccia”). Il titolo roccia - attribuito a Dio, in quanto saldo rifugio in cui l’orante trova protezione o attribuito a Gesù, in quanto pietra angolare - che Pietro riceve ha un significato preciso: su di lui, in quanto roccia, Gesù edificherà la sua “chiesa” (dal greco “ekklêsia”, che deriva dal greco “ekkaleô”, “convocare”, con riferimento all’ebraico “quahal”, “convocazione, assemblea”). Il nome nuovo conferma il compito nuovo che orienterà la vita di Pietro. A lui Gesù promette poi le “chiavi del regno dei cieli”, cioè il potere di governo, e il ruolo di “legare” e di “sciogliere”, oppure il compito di proibire e di permettere, di condannare e di assolvere.

La tradizione riconosce a Pietro un ruolo assai importante nella comunità dei discepoli e dei credenti. Non da solo, ma come portavoce degli undici discepoli, egli avrà il compito di trasmettere e di interpretare l’insegnamento di Gesù e di farsi garante della tradizione ecclesiale.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che allieti la tua Chiesa
con la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa segua sempre
l’insegnamento degli apostoli
dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede”.

I miei pensieri
Il messaggio centrale della fede cristiana è riassunto nella professione “Gesù di Nazaret è il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
È cristiano chi conosce e ama Gesù il Cristo.
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