marți, 20 iunie 2017

Non abbiate paura - XII Domenica (TO/A)

LA FIDUCIA NELLA PROVVIDENZA
“Non abbiate paura”
Ger 20,10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33

Davanti c’è la prima missione
e già si intravedono le ombre della persecuzione.
Cosa accadrà in mezzo agli uomini?
Gesù parla ai discepoli di fiducia,
promette la cura del Padre suo
e presenta l’immagine
dei due passeri pagati con un soldo.
Il valore è dato da ciò che anima il corpo
e dalla possibilità di incontro
con la premura e la cura del Creatore.
In questa prospettiva
ogni spazio abitato è luogo di annuncio 
e di incontro con la provvidenza divina.

Il contesto: il discorso missionario
Il vangelo di Matteo ha già parlato della chiamata dei discepoli e del momento esatto in cui ha presentato i loro nomi. Gesù ha dato poi loro delle istruzioni e li ha mandati in missione, nei villaggi e nelle città. Ha preannunciato loro che, per causa sua, saranno sottoposti a persecuzioni, ma ha dato ad essi assicurazioni che non devono preoccuparsi. Sarà lo Spirito del Padre che parlerà in loro. Ora Gesù parla dell’atteggiamento che i suoi discepoli devono assumere di fronte alle persecuzioni. In ogni situazione essi devono avere la fede e non devono temere gli uomini. Manifestando la loro fiducia nella provvidenza di Dio, essi saranno pronti ad arrivare al martirio, per ricevere la loro ricompensa e giungere alla vita eterna.
Gesù è il Figlio del Padre. Egli dice ai discepoli di avere fede di fronte alle persecuzioni.

Alla sorgente della fede 
I testi liturgici mettono in risalto il tema della fiducia in Dio.
  • Nella prima lettura Geremia dice che perfino gli amici gli voltano le spalle e tramano insidie contro di lui a causa del messaggio profetico che trasmette su Gerusalemme, ed esprime la sua fiducia in Dio: “Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere”.
  • Nella seconda lettura Paolo si riferisce alla caduta di Adamo e poi invita alla fiducia nella redenzione ottenuta da Gesù Cristo: “Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti”.
  • Nel vangelo Gesù esorta i suoi discepoli a non avere paura degli uomini, nella loro attività missionaria, e invita alla fiducia in Dio: “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati”.

La prospettiva: “non abbiate paura”, “i capelli del vostro capo”, “lo riconoscerò”

1. “Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto”
Poco prima i discepoli hanno sentito Gesù che prediceva delle persecuzioni. Sono state parole veramente difficili. Parole che facevano paura. Hanno appena iniziato il loro discepolato e si trovano all’inizio della loro prima missione. Come mai si troveranno simili agli agnelli in mezzo a lupi? La vita, quindi, non sarà così facile. Addirittura hanno sentito che saranno odiati da tutti, persino dai propri famigliari, a causa di Gesù.

I discepoli si trovano davanti alla loro prima missione. Essi sanno di essere sulla strada giusta e di essere custodi di un messaggio ancora nascosto, riservato a pochi, che Gesù ha detto al loro orecchio e ha messo nel solco del loro cuore. Questo messaggio si trova nel momento dell’attesa. Detto nel segreto, è ancora velato. Fra poco, invece, sarà manifestato, detto alla luce e predicato sui tetti.

Il vangelo presenta Gesù che dice ai discepoli che il messaggio affidato loro, di cui sono custodi e annunciatori, non deve spaventare. Essi sono come pecore in mezzo ai lupi, ma sono tutti suoi discepoli, associati alla sua missione. Egli è sempre con loro, col suo mistero di agnello offerto. Perché temere? Si può avere paura degli uomini che colpiscono, che uccidono il corpo, ma la vita non può essere uccisa. La vita continua dopo la morte. Allora? Nessuno tema. La missione consiste nell’annunciare il messaggio ricevuto e vivere da fratelli e con amore in mezzo agli altri. L’unico di cui temere è Dio, e lui si trova dalla parte di ogni uomo.

2. “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati”
Tutto si trova nelle mani del Padre. Pure i due passeri che si vendono per un soldo: il loro valore è dato da ciò che anima il loro corpo; sì, sono due creature piccole, di vita breve, ma portano l’impronta del Creatore e si trovano sempre sotto il suo sguardo amorevole. Niente sfugge alla cura del Padre. Se la cura accade per i due passeri, luogo e segno della provvidenza divina, quanto più questa cura sarà per i discepoli! Il Padre - dice Gesù ai discepoli - è “vostro” e tiene nelle sue mani l’esistenza e la vita eterna di ognuno. La premura del Padre arriva persino a contare i capelli del capo. Agli adoratori del Padre non mancherà mai la protezione divina.

Di fronte alla cura del Padre scompare ogni timore e si fanno presenti il coraggio nelle difficoltà e la fiducia nella provvidenza divina. Il Padre è sempre dalla parte della vita.

3. Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli”
Il tutto si gioca sul riconoscersi. Gesù ha chiamato uno per uno e per nome ogni suo discepolo. Egli ha riconosciuto in ognuno dei discepoli il grande desiderio di Dio. Ha visto il loro entusiasmo e il loro coraggio di sognare una vita migliore. I discepoli hanno riconosciuto la voce del Messia. Senza mezze misure essi hanno lasciato tutto e hanno seguito colui che amava chiamarsi il Maestro. Affascinati da lui, hanno ascoltato e accolto la buona novella del Regno.

Il vangelo testimonia che in quel tempo, sulle strade della Palestina, Gesù si è manifestato davanti a tutti e particolarmente ai suoi discepoli. Egli ha parlato apertamente e i discepoli l’hanno riconosciuto come Signore della loro vita e come Figlio del Padre celeste. Più tardi essi annunceranno la buona novella con coraggio e con il prezzo della loro vita confesseranno questa novità centrale del vangelo: Gesù di Nazaret è il Figlio che porta ogni uomo davanti al Padre celeste.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l'annunzio profetico della tua parola,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con tutta franchezza
il tuo nome davanti agli uomini,
per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta”.

I miei pensieri
Ogni spazio è luogo di annuncio del vangelo e di incontro con la provvidenza del Padre celeste.
Il vangelo testimonia che in quel tempo, sulle strade della Palestina, Gesù si è manifestato davanti a tutti e particolarmente ai suoi discepoli. Egli ha parlato apertamente e i discepoli l’hanno riconosciuto come Signore della loro vita e come Figlio del Padre celeste.
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