joi, 29 iunie 2017

Spendere la vita - XIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

LA MISSIONE DEL DISCEPOLO
“Spendere la vita”
2Re 4,8-11.14-16a; Sal 88; Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42

Essere discepolo di Gesù
non è una cosa né facile né comoda.
La carenza dei mezzi di sussistenza,
il contare sull’aiuto spontaneo
e la fiducia nell’assistenza caritatevole dell’altro
sono veramente grandi sfide da affrontare.
Di più, la missione chiede
un amore che superi l’amore per la famiglia
e una croce che sia portata ogni giorno.
Per quale ricompensa tutto questo?

Il contesto: il discorso missionario
Il vangelo presenta la parte finale del discorso missionario. Sono proposti, ora, delle esigenze e dei consigli che Gesù dà ai suoi discepoli per la loro missione. Egli sta dicendo loro apertamente che l’amore verso di lui deve superare l’amore verso il padre, verso la madre e verso i propri figli. In modo inevitabile la missione di ogni discepolo è come una croce. È la conseguenza dell’impegno di seguire la via del proprio Maestro e di spendere la vita per ritrovarla, poi, insieme agli altri fratelli e sorelle nella propria comunità e per rimanere fedeli alla propria fede. Sulla strada della missione il discepolo non è mai solo: egli annuncia Gesù e nello stesso tempo è Gesù che accompagna l’annunciatore e si identifica con lui; egli incontra tante persone e ogni gesto di condivisione, perfino il più semplice quale un bicchiere di acqua fresca, ha la sua ricompensa.
Gesù è il Signore. Egli assiste sempre i suoi discepoli nella loro missione.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto i temi della missione del discepolo e della ricompensa divina.
  • Nella prima lettura il profeta Eliseo apprezza l’ospitalità della donna sunamita che lo ha riconosciuto come l’inviato di Dio e porta a lei e alla la sua casa una ricompensa inattesa: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia”.
  • Nella seconda lettura Paolo dice che tutti quelli che sono stati battezzati in Cristo sono chiamati ad una vita nuova: “Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”.
  • Nel vangelo Gesù presenta ai discepoli quali sono le condizioni per seguire lui e parla della ricompensa riservata a colui che accoglie i suoi inviati: “Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

La prospettiva: “la propria croce”, “accoglie me”, “un solo bicchiere d’acqua”

1. “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”
Il vangelo sottolinea che i discepoli sono chiamati a seguire la stessa via della gratuità e della povertà, come il loro Maestro. La loro missione è quella dell’agnello in mezzo ai lupi e la loro sicurezza sta nella provvidenza divina; il loro mandato si compie nel riconoscere Gesù davanti agli uomini e il loro destino è godere della vita eterna presso il Padre celeste.

I discepoli si trovano ora davanti a Gesù, che pone delle condizioni a chi desidera seguire la sua via. Gesù dice che l’amore per lui deve superare l’amore per i genitori e per i propri figli e che è degno di seguire lui solo chi prende su di sé la propria croce. Sono due condizioni veramente grandi. Quale può essere il significato di queste condizioni che spingono così in alto? Si tratta di due scelte prioritarie e senza riserve. Di mezzo, sicuramente, non può essere un qualsiasi amore e la croce evidentemente non si riferisce a quella di Gesù. A che cosa quindi fanno riferimento le due condizioni?

Gesù aiuta i discepoli a intravedere già che il loro essere discepoli è caratterizzato da una adesione personale a lui e al suo vangelo. Essi appartengono a lui - l’unico Maestro - e nello stesso tempo ognuno di essi ha la sua croce, che è unica. Seguendo lui, essi imparano a spendere la vita per la sua causa, cioè a staccarsi da un modello di vita proiettata su se stessa e a orientarsi a una vita centrata sul vangelo. Seguendo lui, imparano a scoprire la bellezza di una esistenza nuova, che ama e si dona nel servizio, che mette al centro il vangelo e propone i rapporti nuovi rinnovati dall’amore. In poche parole, spendendo la loro vita per lui e per la sua causa, essi raggiungono la prospettiva di una vita nuova.

2. “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”
Gesù dice ai suoi discepoli che essi prolungano la sua missione in mezzo agli uomini. Egli usa il dato culturale di allora, dell’inviato-messaggero che si gode la stessa dignità di colui che lo ha mandato, e afferma che non c’è distinzione tra l’accoglienza del suo discepolo e la sua accoglienza. Di più, Gesù va molto più avanti e sottolinea che chi accoglie lui, rappresentato dai suoi discepoli, accoglie Dio stesso.

Parlando dell’accoglienza dei discepoli di Gesù, il vangelo non si riferisce ad una semplice ospitalità, bensì all’ascolto del vangelo. È significativo il fatto che d’ora in poi Gesù continui la sua missione non più da solo, ma insieme ai suoi discepoli.

3. “Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”
I discepoli vivono la loro missione in mezzo agli uomini e sono aiutati dagli uomini. Essi vivono con i fratelli e annunciano ad essi il vangelo, portano la propria croce e godono con gli altri della stessa provvidenza del Padre. Sono piccoli, cioè umili, esposti ai pericoli e poco significativi agli occhi degli uomini. Persone semplici! Pertanto anche un minimo gesto di accoglienza, quale un bicchiere di acqua fresca, è un gesto generoso, degno di una grande ricompensa.

Portare la propria croce era solo una metafora. Solo più tardi, dopo la morte di Gesù, i discepoli comprenderanno che la croce di ognuno di loro si riferisce sia alle proprie rinunce, sofferenze e prove, sia all’offerta della propria vita nell’annuncio del vangelo e nel servizio degli altri. Seguiranno tutti Gesù. Daranno tutti la loro vita, imitando l’esempio di Gesù che per primo ha dato la sua vita per il mondo. Saranno degni del loro Maestro fino alla fine e tutti riceveranno la grande ricompensa del Regno.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Infondi in noi, o Padre,
la sapienza e la forza del tuo Spirito,
perché camminiamo con Cristo sulla via della croce,
pronti a far dono della nostra vita
per manifestare al mondo la speranza del tuo regno”.

I miei pensieri
Parlando dell’accoglienza dei discepoli di Gesù, il vangelo non si riferisce ad una semplice ospitalità, bensì all’ascolto del vangelo.
Portare la propria croce era una metafora, che fa riferimento alle proprie rinunce, sofferenze e prove del discepolo e al servizio degli altri.
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