miercuri, 26 iulie 2017

Il regno dei cieli - XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

IL DISCORSO IN PARABOLE (2)
“Il regno dei cieli”
1Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52

Riconosce la bellezza unica
del regno dei cieli
il discepolo che riconosce nell’opera di Gesù
l’azione di Dio nel mondo.
Riconoscere Gesù,
accogliere il suo messaggio
e rinunziare a tutto per seguire la sua via
significa scoprire il tesoro e la perla preziosa,
il grande dono e la gioia inestimabile
che nessun bene terreno può dare.

Il contesto: il discorso in parabole
Il vangelo testimonia che Gesù usa il metodo delle parabole per trasmettere il suo insegnamento alla gente. In realtà Gesù conosce molto i suoi ascoltatori e con il suo stile specifico usa con grande saggezza le immagini comuni della vita quotidiana. Egli associa alle immagini significati profondi e aiuta le persone a capire meglio i misteri della fede. Questa volta Matteo presenta la parte finale del discorso in parabole, in cui Gesù continua a presentare il mistero del regno dei cieli. Si tratta di tre parabole che hanno come punto di partenza tre cose conosciute: il tesoro nascosto, la perla preziosa e la rete gettata nel mare. Il messaggio di Gesù è sempre più esplicito e chiaro: il regno dei cieli è presente nelle realtà più semplici della vita quotidiana.
Gesù è il Figlio dell’uomo. Egli parla del regno dei cieli.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema del regno dei cieli.
  • Nella prima lettura l’autore sacro presenta il dialogo che il re Salomone ha avuto con il Signore in sogno, dialogo in cui il re chiede la saggezza del cuore, affinché sappia governare il popolo, e in cui il Signore risponde: “Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni (…) ti concedo un cuore saggio e intelligente”.
  • Nella seconda lettura Paolo dice ai cristiani di Roma che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio e che sono stati chiamati secondo il disegno divino: “Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli”.
  • Nel vangelo Gesù presenta le parabole del tesoro, della perla preziosa e della rete gettata nel mare e conclude: “Avete compreso tutte queste cose?. Gli risposero: Sì. Ed egli disse loro: Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

La prospettiva: “il regno dei cieli”, “il tesoro, la perla, la rete”, “padrone di casa”

1. “Il regno dei cieli”
Matteo testimonia che nei suoi discorsi Gesù ha annunciato la venuta dei tempi nuovi, appunto il regno messianico. Nei fatti che ha compiuto durante la sua attività pubblica Gesù ha fatto vedere che la realtà del regno dei cieli è presente in mezzo agli uomini particolarmente attraverso la sua persona e nella comunità dei suoi discepoli.

Il regno dei cieli, ossia il regno di Dio, è l’avvenimento di salvezza che Gesù proclama con autorità nel suo insegnamento. Il vangelo fa vedere tutto ciò nell’azione di Gesù verso gli le persone bisognose, ammalate e possedute, malgrado le tante contraddizioni e conflitti da parte dei farisei. Allo stesso tempo, Matteo dice che questo regno è l’opera di Dio, è il dono senza misure offerto a tutti, a partire dai poveri; e, per quanto riguarda i discepoli di Gesù, questo regno è una realtà che chiede un coinvolgimento già dal presente, in un atteggiamento di conversione, di fede e di amore illimitato.

2. “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto, a una perla preziosa, a una rete”
Il regno dei cieli è simile a un tesoro scoperto casualmente nel campo da un contadino o è simile a una perla di grande valore scoperta da un commerciante. Nel primo caso il contadino vende tutto quello che ha, compra il campo e si impossessa del tesoro. La sua gioia è molto grande. Nel secondo caso il commerciante rinunzia a tutti i suoi beni per avere ciò che egli considera più prezioso.

Il regno dei cieli è simile a una rete che un pescatore getta nel mare. La rete raccoglie ogni tipo di pesci. Alla fine della pesca il pescatore fa la separazione e raccoglie i pesci buoni nei canestri e butta via i pesci privi di pinne e squame perché sono impuri.

Il regno dei cieli simboleggiato dall’immagine del tesoro, della perla e della rete è presente e operante nelle parole e nelle azioni di Gesù. Chi incontra Gesù è chiamato a riconoscere in lui l’azione di Dio: e questo è il dono più grande che ha trovato. Chi accoglie il messaggio di Gesù è invitato a rinunziare a tutto per seguire lui: e questa è la scelta coraggiosa che procura la gioia che nessun bene terreno può dare. Chi segue Gesù è pronto ad ascoltare la sua parola: e questa è la possibilità offerta a tutti coloro che prendono la decisione di appartenere al regno di Dio.

3. “Ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”
Matteo comprende che la realtà del regno di Dio resa presente nella persona del suo Maestro, Gesù di Nazaret, continua ad essere presente e operante nella comunità dei discepoli. Egli scopre che questa sua comprensione è un grande dono concesso da Dio solo a chi è disponibile all’ascolto della parola di Gesù. Ora Matteo vede più chiaro che la piccola comunità di fede che segue Gesù e accoglie “i suoi insegnamenti” (“le cose nuove”) non è il regno di Dio e non deve rinunciare alle “tradizioni ebraiche” (“le cose vecchie”) . Questa nuova comunità di fede raduna i discepoli di Gesù e nello stesso tempo li fa entrare nel regno di Dio.

La nuova comunità di fede, che prenderà il nome di chiesa, crescerà in modo graduale e misteriosamente e raggiungerà la sua pienezza alla fine dei tempi. Intanto il tempo presente che essa vive è il tempo sacro offerto a tutti, senza alcuna distinzione, è il tempo prezioso per accogliere il messaggio di Gesù e per entrare nel regno di Dio.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo
il tesoro nascosto e la perla preziosa,
concedi a noi il discernimento dello Spirito,
perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo
il valore inestimabile del tuo regno,
pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono”.

I miei pensieri
Riconoscere Gesù, accogliere il suo messaggio e rinunziare a tutto per seguire la sua via significa scoprire il tesoro e la perla preziosa, il grande dono e la gioia inestimabile che nessun bene terreno può dare.
Il tempo presente è il tempo “kairos” offerto a tutti, senza alcuna distinzione, è il tempo prezioso per accogliere il messaggio di Gesù e per entrare nel regno di Dio.
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