luni, 31 iulie 2017

Pane per tutti - XVIII Domenica del tempo Ordinario (Anno A)

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI
“Pane per tutti”
Is 55,1-3; Sal 144; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21 


Matteo racconta nel suo vangelo
un evento ricco di simboli
e con grandi significati
messianici ed eucaristici.
Di fronte al miracolo del pane
la gente comprende immediatamente
che Gesù è il Messia atteso,
colui che ha compassione dei poveri
e si prende cura dei malati.

Il contesto: la moltiplicazione dei pani
Gesù si trova in prossimità di Betsaida, prima della festa di Pasqua. Qui egli riceve la notizia che Giovanni Battista, suo cugino, è stato ucciso dal re Erode. Insieme ai suoi discepoli egli prende la decisione di ritirarsi in disparte in un luogo deserto, in silenzio e in preghiera. In questo modo dà ai discepoli ritornati dalla loro missione la possibilità di riposare e di raccontare la loro esperienza. Nello stesso tempo Gesù cerca di evitare la persecuzione di Erode e di sfuggire per il momento al contrasto con gli scribi e con i farisei. Il vangelo racconta che le folle cercano Gesù e lo seguono a piedi dalle città. Dalle sue parole e dai suoi gesti esse hanno riconosciuto in Gesù il Messia atteso e quindi portano da lui i loro ammalati e i loro bisognosi. Allora Gesù prova compassione verso coloro che lo seguono, guarisce gli ammalati che sono portati da lui e, verso la sera di quello stesso giorno, sfama la gente moltiplicando i cinque pani e i due pesci portati dai discepoli.
Gesù è il Messia atteso. Egli guarisce gli ammalati e sfama la gente.

Alla sorgente della parola
I testi liturgici mettono in risalto i temi dell’alleanza e dell’immagine di Gesù, il messia atteso.
  • Nella prima lettura l’autore sacro invita gli assetati a prendere acqua, dice loro di non spendere denaro per ciò che non è pane e insiste per il rinnovo dell’alleanza con il Signore: “Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide”.
  • Nella seconda lettura Paolo trasmette ai cristiani di Roma un messaggio di speranza che si basa sull’immensità dell’amore che Dio ha rivelato in Gesù il Cristo: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore”.
  • Il vangelo presenta Gesù che è seguito da una grande folla nel deserto, dove guarisce gli ammalati e sfama la gente moltiplicando i cinque pani e i due pesci, e conclude: “Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene”.

La prospettiva: “i loro malati”, “spezzò i pani”, “mangiarono a sazietà”

1. “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati”
Gesù si reca in barca in un luogo solitario. Forse sente il bisogno di rimanere in silenzio o forse pensa ai suoi discepoli che appena sono ritornati dalla loro missione. Il discepolo Matteo annota nel vangelo che proprio in quel tempo i discepoli di Giovanni Battista informano Gesù della morte del loro maestro in prigione, per cattiveria di Erodìade, la moglie di Filippo, il fratello del tetrarca Erode, e collega l’allontanamento di Gesù all’intenzione di prevenire una possibile persecuzione. Comunque sia Gesù prende una barca e fa un breve percorso; egli non attraversa il lago di Genezaret, ma si ritira nel deserto, sulla riva occidentale.

Sapendo che è partito con la barca, le folle seguono Gesù a piedi e arrivano per prime in quel luogo solitario. Al suo arrivo, Gesù trova tante persone provenienti dai villaggi e dalle città della Galilea. Egli vede il popolo radunato e gli ammalati che hanno portato da lui e ha compassione. Effettivamente egli si prende cura di loro e guarisce tutti i malati

2. “Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, i discepoli alla folla”
Si trovano tutti in un luogo deserto. È arrivata già la sera e i discepoli chiedono al loro Maestro di congedare la folla perché vada a procurarsi da mangiare nei villaggi vicini. Essi pensano di essere premurosi, mentre Gesù chiede loro di non abbandonare la folla a se stessa, ma di procurare essi stessi il cibo necessario. In quel momento tutti i discepoli restano stupiti. Cosa possono fare con soli cinque pani e due pesci? Devono forse comprare del pane per tutti? Si trovano davanti a tantissime persone. Quanto pane sarebbe necessario? A loro sembra impossibile trovare il pane sufficiente per sfamare tutta questa gente.

Allora Gesù prende l’iniziativa: prima ordina alla gente di sdraiarsi sull’erba e poi prende i pani e i pesci portati dai discepoli, li benedice, li spezza e li dà ai discepoli perché essi li distribuiscano alla folla. In questo momento egli compie il miracolo e inizia una grande festa.

3. “Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene”
Il vangelo ha consegnato con cura i dettagli significativi di quel giorno memorabile. Circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini, mangiano a sazietà dai pani e dai pesci che Gesù ha benedetto. In più, alla fine raccolgono dodici ceste piene di pezzi di pane. Questi dettagli sono fortemente simbolici e Matteo li conosce molto bene. Si tratta certamente di richiami forti che alludono alla manna o ai cinque libri della legge e alle quaglie del deserto, richiami che si riferiscono alla grande festa che si prolunga nella notte e alla prima comunità di Gerusalemme o a quelli che non contano, richiami che fanno riferimento ai dodici mesi dell’anno o all’abbondanza del dono, alle dodici tribù di Israele o ai dodici discepoli di Gesù.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani compiuto da Gesù ha un significato profondamente messianico ed eucaristico. Per mezzo di Gesù, il Messia di Israele, è Dio stesso che raduna l’umanità dispersa e la costituisce come suo popolo. Poi, nella cena del Signore celebrata dalla comunità dei discepoli, sarà Gesù stesso colui che offrirà il vero pane, ossia il dono del suo corpo offerto per tutti.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che nella compassione del tuo Figlio
verso i poveri e i sofferenti
manifesti la tua bontà paterna,
fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza
sia spezzato nella carità,
e la comunione ai tuoi santi misteri
ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini”.

I miei pensieri
Il miracolo della moltiplicazione dei pani compiuto da Gesù ha un significato messianico. Gesù è il Messia atteso, colui che ha compassione dei poveri e si prende cura dei malati.
Nella cena del Signore, celebrata dalla comunità dei discepoli, è Gesù stesso colui che offre il vero pane, ossia il suo corpo offerto per tutti.
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