luni, 14 august 2017

Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto)

LA VERGINE MARIA
“La serva del Signore”
Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 44; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56 


Pensando al mistero della divina maternità
che si compie nel suo grembo
e al segno della gravidanza
della sua anziana cugina, Elisabetta,
Maria parte verso una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria,
ella condivide con Elisabetta
la sua straordinaria esperienza
e riconosce allo stesso tempo
il segno ricevuto dall’angelo Gabriele.

Il contesto: l’incontro di Maria con Elisabetta
Nel primo capitolo del vangelo Luca presenta l’alba del nuovo tempo messianico in cui il piano di salvezza comincia a realizzarsi. I primi versetti mostrano la grande difficoltà del sacerdote Zaccaria a credere nel compimento delle promesse di Dio. Zaccaria rimane muto proprio nel tempio, durante il suo servizio. Si narra poi l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria: ella riceve un segno, esprime la sua fede e accoglie nel suo grembo il Figlio dell’Altissimo. Ora si racconta come Maria si alzi e si rechi in fretta da Elisabetta, sua parente, sia per condividere la sua gioia sia per verificare il segno ricevuto dall’angelo Gabriele. L’incontro delle due cugine è ricco di contenuti messianici e teologici. Mentre Elisabetta esclama a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”, Maria racconta nel suo canto di gioia il privilegio concesso a lei, umile serva, il modo di agire di Dio nella storia e la fedeltà di Dio a Israele.
Gesù è il figlio unigenito di Maria. Egli è la primizia di coloro che credono in lui.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto la vocazione di Maria.
  • Nella prima lettura Giovanni presenta un segno grandioso che consente un rapporto tra Maria e la chiesa: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto”.
  • Nella seconda lettura Paolo parla della risurrezione dei morti e dice ai corinzi che Gesù il Cristo è la primizia di tutti coloro che credono in lui: “Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti”.
  • Nel vangelo Luca presenta l’incontro di Maria con Elisabetta e sottolinea in modo particolare il canto di gioia in cui Maria racconta le grandi cose che l’Onnipotente ha fatto in lei, umile serva: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome”.

La prospettiva: “andò in fretta”, “la sua serva”, “tornò a casa sua”

1. “In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda”
Dopo l’annuncio dell’angelo Gabriele, Maria decide di lasciare immediatamente Nazaret e di recarsi in “una città di Giuda” che si trova a soli sei chilometri da Gerusalemme, oggi Ain Karim. Luca annota che Maria percorre “in fretta” il suo viaggio di circa centocinquanta chilometri, ossia con grande fede e disponibilità, ma poi non dà alcun dettaglio di tutto ciò. Dal contesto si può intuire che il pensiero di Maria è al mistero della divina maternità che si compie nel suo grembo e al segno della gravidanza della sua anziana cugina, Elisabetta, che è già al sesto mese. Maria desidera condividere con Elisabetta la sua straordinaria esperienza e riconoscere allo stesso tempo il segno ricevuto dall’angelo Gabriele.

Entrata nella casa di Zaccaria, Maria saluta Elisabetta. E in quel momento la gioia e la presenza dello Spirito Santo incominciano a colmare i cuori di Elisabetta, di Giovanni e di Maria: il bambino che si trova nel seno di Elisabetta sussulta di gioia per la presenza del bambino che si trova nel seno di Maria. Il segno annunciato dal vangelo viene ora riconosciuto e Maria capisce che il tempo messianico è venuto.

“Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” esclama Elisabetta a gran voce al saluto di Maria. La sua risposta è una doppia benedizione. Elisabetta riconosce che Dio sta realizzando la salvezza del suo popolo attraverso Maria. Ora, nella casa di Zaccaria, il clima è di gioia, l’incontro tra le due cugine è misterioso e la presenza di Dio in mezzo al suo popolo è riconosciuta nel bambino che si trova nel grembo di Maria. Maria è beata perché ha creduto nell’adempimento delle parole di Dio.

2. “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva”
Il cuore colmo di gioia si apre per rendere grazie. È Dio che ha colmato di benefici Maria e perciò ella si rivolge ora a Dio ed esprime il suo canto di lode. Maria riconosce che il Signore ha rivolto il suo sguardo su di lei e confessa nello stesso tempo di essere umile serva, con un destino preciso.

In forza della sua chiamata speciale e a causa delle grande cose che il Signore ha fatto nella sua vita, le generazioni future chiameranno Maria beata. Il Signore ha dimostrato così che il suo nome è santo e che la sua misericordia si estende a tutti quelli che lo temono. Lode per sempre al Signore, canta Maria. Il Signore guida le vicende del mondo e della storia: “ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”.

Grande è il Signore, proclama Maria. Il Signore è sempre a favore del suo popolo: “ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. La promessa del Signore abbraccia ora tutta l’umanità.

3. “Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua”
Segnalando il viaggio di Maria e raccontando attraverso linguaggi biblici l’incontro tra Maria ed Elisabetta, Luca sottolinea la grande dignità concessa da Dio a Maria, la figlia di Sion. Maria porta nel suo grembo Gesù ed è proprio per questo privilegio che ella stessa è la nuova arca della presenza del Signore.

Maria rimane ancora circa tre mesi con Elisabetta, fino al compiersi del segno dato dall’angelo Gabriele, cioè la nascita di Giovanni, e dopo torna a casa sua, a Nazaret. Fra poco, Maria stessa darà alla luce Gesù, e Giovanni lo annuncerà come il Messia atteso.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio,
fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria”.

I miei pensieri
Maria è beata perché ha creduto nell’adempimento delle parole di Dio.
Maria porta nel suo grembo Gesù ed è proprio per questo privilegio che ella stessa è la nuova arca della presenza del Signore.
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