luni, 8 septembrie 2014

Un dialogo unico - Esaltazione della Santa Croce (14/09/2014)

IL DIALOGO DI GESÙ CON NICODEMO
“Un dialogo unico”
Nm 21,4b-9; Sal 77; Fil 2,6-11; Gv 3,13-17 


Nicodemo dialoga con Gesù
e cerca delle risposte
alle sue domande sull’origine della vita,
sul ruolo della legge
e sul rinnovo dell’alleanza.
Riconoscendo che Gesù viene da Dio,
egli desidera sapere da lui
chi è il vero Messia.


Il contesto: il dialogo di Gesù con Nicodemo
L’evangelista Giovanni presenta nei primi capitoli del suo vangelo una serie di incontri in cui Gesù svela la sua identità. Il primo di questi incontri è tra Gesù e Nicodemo, a Gerusalemme, nella festa di Pasqua. A breve intervallo di tempo, seguono altri due incontri in cui Gesù dialoga prima con la donna samaritana, al pozzo di Giacobbe, e poi con il funzionario del re, che ha un figlio malato a Cafarnao. Con Nicodemo, fariseo e capo dei giudei, l’incontro si svolge durante la notte. Gesù, che è riconosciuto come il Figlio dell’uomo, dice a Nicodemo che chiunque crede in lui è generato da Dio, è nato dallo Spirito ed è partecipe della vita eterna. Solo a colui che crede il Figlio dell’uomo innalzato svela sia il mistero di Dio sia l’amore di Dio per ogni uomo e per il mondo.
Gesù è il Figlio dell’uomo. Egli sarà innalzato perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Alla sorgente della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il significato dell’esaltazione del Figlio dell’uomo.
  • Nella prima lettura l’autore sacro ricorda la mormorazione di Israele durante il suo viaggio nel deserto, avvenuto dopo l’uscita dal paese dell’Egitto, parla della prova dei serpenti velenosi e presenta il dialogo tra il Signore e Mosè: “Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita»”.
  • Nella seconda lettura Paolo presenta ai filippesi un inno in cui professa che Gesù è stato esaltato dal Padre alla gloria del cielo, esorta gli uomini di ogni lingua a proclamare che “Gesù Cristo è Signore!” e dice di Gesù: “Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome”.
  • Nel vangelo Gesù rivela a Nicodemo il mistero del Figlio dell’uomo disceso dal cielo e poi asceso al cielo, e dice: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.

La prospettiva: “a Nicodemo”, “Dio ha tanto amato il mondo”, “ha mandato il Figlio”

1. “Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»”
Nicodemo è fariseo, grande capo dei giudei. Ha già una sua posizione sociale e fa parte del sinedrio, il tribunale supremo. Appartenente al gruppo dei giudei pii e grande studioso e discepolo della scuola del rabbino Hillel, egli desidera capire meglio ciò che dice e fa Gesù. Nicodemo ha delle domande sull’origine della vita, sul ruolo della legge e sul rinnovo dell’alleanza, e va da Gesù di notte, con buone intenzioni, desideroso di verificare ciò che si dice di Gesù e di trovare risposte alle sue domande.

Giovanni è testimone oculare del colloquio notturno tra Nicodemo e Gesù. Infatti, egli è l’unico che racconta il lungo e il significativo dialogo avvenuto tra i due, è colui che dà voce al desiderio profondo di Nicodemo di capire meglio le cose di Dio. Dottore della legge e uomo di fede, Nicodemo riconosce che Gesù è venuto da Dio come maestro, perché nessuno può compiere i segni che egli compie; crede che è la legge di Mosè che aiuta l’uomo a vivere la fede in Dio ed è convinto che il Messia deve venire a rinnovare l’alleanza e il culto. Perciò si domanda se Gesù, che parla con lui, corrisponde alle attese del popolo, che sogna un Messia potente, e chiede a Gesù: “Chi è il Messia?”.

Il vangelo ha testimoniato che l’amore di Dio è sceso dal cielo e ha professato la presenza del Figlio dell’uomo tra gli uomini. In questo senso, Gesù conferma ora a Nicodemo che egli, il Figlio dell’uomo, è il Messia. E così come il cielo si è aperto per la discesa del Figlio dell’uomo, così si aprirà per la sua ascensione al cielo. Di tutto ciò il serpente di rame innalzato da Mosè era solo un segno. Ora, invece, sono arrivati i tempi in cui bisogna che il Figlio dell’uomo, sia posto in alto, ossia glorificato. E la sua gloria sarà la croce. Chiunque crederà in lui attingerà alla sorgente della vita e avrà la vita eterna.

2. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”
Gesù continua il dialogo con Nicodemo e svela il mistero dell’amore di Dio per il mondo e il mistero del Figlio unigenito. Dio ama il mondo da sempre. In questi tempi messianici, invece, l’amore ineffabile di Dio si rivela nel suo Figlio, venuto tra gli uomini. Chiunque crede che il Figlio è disceso dal Padre non si perde.

Nel dialogo di quella notte Gesù sta svelando ciò che avverrà fra poco. Egli parla del piano di salvezza che il Padre ha su di lui e rivela, per quanto Nicodemo possa comprendere, che egli è il Figlio unigenito. Per il maestro della legge, per colui che aveva delle domande sulla missione del Messia e sulla vita eterna, Gesù ora ha questa risposta: il Messia compie la sua missione attraverso la croce, sulla quale sarà innalzato; si salva e attinge alla fonte della vita chiunque guarda verso di lui e crede in lui.

3. “Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui»”
Nicodemo ha sfruttato la possibilità di approfondire insegnamenti teologici profondi nel dialogo avuto con Gesù e quell’incontro è stato per lui solo un inizio. Successivamente egli continuerà a credere che Gesù è venuto per salvare il mondo e professerà che il Maestro di Nazaret è il Messia atteso. Più tardi, infatti, nel sinedrio, Nicodemo farà un intervento per impedire la decisione di arrestare Gesù, e dopo la morte di Gesù sulla croce - quando si compiranno le parole di Gesù pronunciate in quella notte memorabile - porterà egli stesso la mistura di mirra e aloe, con la quale cospargere il corpo del suo Maestro.

Durante la storia saranno tanti altri Nicodemo che, leggendo il vangelo, comprenderanno che il mistero del Figlio dell’uomo è quello di essere il Figlio di Dio. Anche a loro il vangelo offrirà la stessa risposta: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che hai voluto salvare gli uomini
con la Croce del Cristo tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra
il suo mistero di amore,
di godere in cielo i frutti della sua redenzione”.

I miei pensieri
Il Messia compie la sua missione attraverso la croce, sulla quale sarà innalzato; si salva e attinge alla fonte della vita chiunque guarda verso di lui e crede in lui.
Durante la storia saranno tanti altri Nicodemo che, leggendo il vangelo, comprenderanno che il mistero del Figlio dell’uomo è quello di essere il Figlio di Dio.
Trimiteți un comentariu