marți, 3 octombrie 2017

A chi affidare la vigna? - XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

LA PARABOLA DEI VIGNAIOLI OMICIDI
“A chi affidare la vigna?”
Is 5,1-7; Sal 79; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43 

In gioco è il riconoscimento
dell’autorità del Messia.
Tutto si svolge
proprio nel tempio di Gerusalemme.
Mentre i capi del popolo
rifiutano di accettare
l’autorità con cui Gesù insegna,
Gesù rivela loro
che egli è il Messia inviato
per prendere cura della vigna del Signore.

Il contesto: il confronto di Gesù con le autorità dei giudei
Gesù è a Gerusalemme e insegna al popolo nel tempio. Vi sono presenti anche i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, molto preoccupati della popolarità di Gesù e della sua presenza. In realtà, ad essi Gesù indirizza il messaggio di tre parabole. I capi del popolo non solo non hanno accolto il battesimo di Giovanni, ma, di più, si sono opposti visibilmente alla predicazione di Gesù, e ora sono unanimi nel rifiuto dell’ultimo inviato di Dio, il Messia, presente nella persona di Gesù di Nazaret. Alle loro due domande insistenti “Con quale autorità agisci?” e “Chi ti ha dato questa autorità?” Gesù risponde questa volta con la parabola dei vignaioli omicidi, in cui ricorda e sottolinea che l’autorità dei profeti, compresa quella del Messia, viene direttamente da Dio.
Gesù è il Messia atteso. Egli racconta alle autorità dei giudei la parabola dei vignaioli omicidi.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il simbolismo della vigna del Signore.
  • Nella prima lettura Isaia racconta il poema “dell’amico diletto” in cui prima presenta sia l’amore sia le cure e le aspettative che questo amico ha per la sua vigna e poi, domandandosi cosa avrebbe potuto fare di più, riassume con animo triste: “La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”.
  • Nella seconda lettura Paolo esorta i filippesi a fare presenti le loro richieste a Dio, in ogni circostanza, e conclude: “Fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”.
  • Nel vangelo Gesù presenta la parabola dei vignaioli omicidi in cui parla del Signore che prende cura della sua vigna e aspetta che i vignaioli gli portino i frutti, e alla fine, facendo riferimento alla pietra scartata dai costruttori ma scelta dal Signore, dice alle autorità dei giudei: “Io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

La prospettiva: “piantò una vigna”, “è una meraviglia”, “produca i frutti”

1. “Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna”
Matteo sa e crede che Gesù, il suo Maestro, è il Messia, colui che è venuto nel nome di Dio, e racconta nel vangelo ciò che ha sentito da lui, quando ha insegnato nel tempio e ha risposto alle domande dei capi del popolo. Questa volta egli testimonia ciò che Gesù ha insegnato quando, interrogato sulla sua autorità, ha raccontato la parabola dei vignaioli omicidi in cui parlava della vigna del Signore, dei messaggeri inviati nel nome del Signore e dei coltivatori della vigna.

Nel racconto della parabola quell’uomo è Dio che ha piantato una vigna e la vigna è il simbolo del popolo di Israele. Dio è colui che “ha scelto” la sua vigna sin dal tempo dei patriarchi: “l’ha protetta” dai ladri, “ha messo” un torchio per spremere il frutto, “ha costruito” una torre per la difesa, “ha mandato” sempre dei messaggeri e da ultimo “ha inviato” il suo proprio figlio al tempo della raccolta dei frutti, figlio che è stato ucciso fuori della vigna. Quindi è Dio che ha scelto Israele come “suo prediletto”, che ha dato a lui “la legge” per proteggerlo dal male, che ha stabilito in mezzo a lui “l’altare” per il sacrificio gradito, che ha costruito “il tempio” per la sua presenza, che l’ha ammaestrato continuamente attraverso “i profeti” e l’ha chiamato a riconosce “il Messia” e non rifiutarlo.

I capi del popolo sentono un racconto che narra proprio la loro storia, cioè la storia della premura di Dio per il suo popolo, dei profeti inviati da Dio e del popolo chiamato a lavorare e ad avere cura della vigna del Signore. Essi sentono una storia di fedeltà totale e di passione amorevole, da parte di Dio, e una storia di infedeltà e di indifferenza letale, da parte del popolo. Essi sentono in realtà l’allegoria della vigna del Signore degli eserciti, di cui ha parlato anche il profeta Isaia. Questa storia e questa allegoria sicuramente sono molto conosciute a loro. Esse raccontano e testimoniano sia il potere di Dio, a cui anche loro fanno riferimento ma che ora non riconoscono come origine della missione di Gesù, sia la folle pretesa del potere dell’uomo, che troppo spesso è violenza distruttiva.

2. “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?”
In seguito il vangelo riporta l’interpretazione che Gesù stesso dà alla parabola dei vignaioli omicidi. Gesù riprende le parole del Salmo 118 e sta dicendo ai suoi ascoltatori che egli è il figlio inviato dal padrone della vigna, appunto da Dio, e che sta per essere rifiutato ora proprio da loro.

Gesù svela ai capi dei giudei sia il suo destino di morte che si compirà fra qualche giorno, la sua uccisione fuori della vigna, fuori le mura di Gerusalemme, sia la sua grande fiducia in Dio, che lo risusciterà e lo farà diventare la pietra d’angolo del nuovo tempio che unisce tutti gli uomini in un solo popolo.

3. “Il regno di Dio sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”
La parabola dei vignaioli omicidi si conclude con un commento fatto dai capi dei giudei. In un primo momento questi riconoscono la malvagità dei coltivatori della vigna e parlano perfino del trasferimento della vigna ad altri contadini. In un secondo momento, invece, dopo aver ascoltato l’interpretazione di Gesù, capiscono che la parabola parlava proprio di loro.

La storia consegnerà il compimento del destino di morte e di risurrezione di Gesù e la vera punizione dei vignaioli infedeli privati della vigna. Per colpa dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo, la vigna, che viene identificata con il regno di Dio, sta per essere tolta ai legittimi depositari, cioè ai giudei. Fra poco, infatti, il regno di Dio sarà dato a un popolo nuovo e così inizierà una storia totalmente nuova, la storia della chiesa.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Padre giusto e misericordioso,
che vegli incessantemente sulla tua Chiesa,
non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato:
continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli,
perché innestata in Cristo, vera vite,
porti frutti abbondanti di vita eterna”.

I miei pensieri
Gesù svela ai capi dei giudei sia il suo destino di morte, che si compirà fra qualche giorno, sia la sua grande fiducia in Dio, che lo risusciterà e lo farà diventare la pietra d’angolo del nuovo tempio.
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