sâmbătă, 14 octombrie 2017

Amici dello sposo - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

LA PARABOLA DELLE NOZZE REGALI
“Amici dello sposo”
Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14 

Partecipare al banchetto di nozze
preparato da Dio
al compimento dei tempi messianici
è una questione di abito nuziale,
cioè di libertà e di responsabilità.
In modo inaspettato,
proprio gli invitati scelti
si sono manifestati scortesi.
Ci saranno altri invitati
e si scriverà una storia nuova.

Il contesto: il confronto di Gesù con le autorità dei giudei
Nel tempio di Gerusalemme, accerchiato proprio dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo, Gesù racconta la parabola delle nozze regali. Sta per accadere una cosa veramente inattendibile. Attraverso il linguaggio simbolico Gesù dice che i suoi ascoltatori non sono disposti ad accettare la salvezza proclamata da lui: proprio essi, gli invitati che sono stati scelti, non riconoscono la loro situazione di prediletti; proprio essi si manifestano non solo come invitati scortesi che non accettano l’invito a partecipare al banchetto nuziale preparato da Dio in questi tempi messianici, ma, di più, alzano le mani sui servi inviati da Dio, stanno per diventare assassini e rischiano di vedere in fiamme la loro città. Il messaggio della parabola è chiaro: partecipare al banchetto di nozze preparato da Dio per suo Figlio è una questione di vestito nuziale, appunto di libertà e di responsabilità, di cui solo pochi, cioè solo gli amici dello sposo, possono godere.
Gesù è il Messia atteso. Egli racconta alle autorità dei giudei la parabola delle nozze regali.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema del banchetto messianico.
  • Nella prima lettura Isaia annuncia il banchetto sontuoso che Dio prepara per tutti i popoli, sul monte Horeb, al compimento dei tempi messianici, e proclama: “Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte”.
  • Nella seconda lettura Paolo, probabilmente prigioniero a Efeso, dice che ha imparato a essere autosufficiente in ogni occasione, esprime la sua gioia per gli aiuti ricevuti da parte dei cristiani di Filippi e poi confessa: “Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza”.
  • Nel vangelo Gesù racconta la parabola delle nozze regali e alla fine, a proposito degli invitati scortesi che non accettano di partecipare al banchetto nuziale, dice ai capi del popolo: “Molti sono chiamati, ma pochi eletti”.

La prospettiva: “una festa”, “l’abito nuziale?”, “molti sono chiamati, ma pochi eletti”

1. “Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio”
Matteo continua a presentare il dibattito che c’è a Gerusalemme, nel tempio, tra Gesù e i rappresentanti della autorità giudaica. Egli racconta ora la parabola delle nozze regali in cui il re che organizza il banchetto per suo figlio è il Signore, il banchetto è la venuta del regno dei cieli e il figlio è il Messia. È arrivato per tutti il tempo della gioia e dell’abbondanza, il tempo del banchetto messianico. Tutto è pronto. Gesù sta dicendo che il regno di Dio è presente in mezzo agli uomini, e conferma con i suoi gesti che l’amore di Dio si esprime verso tutti, farisei e peccatori, pubblicani e bisognosi.

I capi del popolo comprendono il linguaggio di Gesù e conoscono già i gesti con cui egli accompagna la sua predicazione. Essi possono capire che il primo invio dei servi, di cui sta parlando Gesù nella parabola, si riferisce sia alla chiamata degli israeliti per mezzo dei profeti di una volta, sia alla loro chiamata, lanciata poco tempo prima per mezzo del Battista. Per quanto riguarda il secondo invio dei servi, è probabile che essi trovino una certa difficolta nel capire a che cosa si riferisce Gesù. Perché all’evidenza di un invito così esplicito corrisponde la determinatezza di un rifiuto totale? Chi sono i servi inviati e chi sono quelli che trascurano l’invito alle nozze e, di più, alzano le mani sui servi e poi li insultano, li uccidono e attirano la punizione su di loro e sulla città in cui abitano?

2. “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”
La parabola delle nozze regali parla di un terzo invio dei servi ai crocicchi delle strade con l’ordine di invitare alle nozze tutti quelli che trovano. Così, cattivi e buoni riempiono la sala di commensali. Finalmente la casa del grande re è piena. Ma, al suo ingresso, accade una cosa particolare. Il re vede al suo banchetto un partecipante senza la veste adeguata, scopre un intruso che non sa di essere umile, che non conosce la conversione, che non vive di perdono. La decisione è immediata: colui che non vive da fratello con gli altri, che non ha la veste adeguata, non può partecipare al grande banchetto insieme ai fratelli.

Il significato della parabola è oramai svelato. Sullo sfondo del tema del banchetto nuziale messianico, e quindi della nuova alleanza, lo sposo non è più Dio e gli invitati non sono più i suoi prediletti, i membri del popolo eletto. Ora lo sposo è il figlio del grande re, è Gesù il Cristo, e gli invitati sono tutti quelli che ascoltano la parola del vangelo, accettano la conversione e diventano fratelli tra di loro e amici dello sposo.

3. “Molti sono chiamati, ma pochi eletti”
Il vangelo riassume e testimonia la grande rivelazione che Gesù fa ai capi del popolo. Nella prima parabola, quella dei due figli, ha presentato Dio come padre, ricco di affetto e di comprensione. Nella seconda parabola, quella dei vignaioli omicidi, ha presentato Dio come un proprietario, a cui appartiene la terra e tutto ciò che essa contiene. In questa terza parabola, delle nozze regali, Gesù presenta Dio come un re, che offre a tutti la possibilità di vivere da fratelli e come amici suoi.

La storia consegnerà il compimento di tutto ciò che Gesù ha preannunciato nella parabola delle nozze regali. Tutto è stato preparato per il banchetto messianico, ma gli invitati lo hanno rifiutato. I giudei che sono stati scelti con cura per partecipare al banchetto del figlio del grande re, ossia del Figlio di Dio, non hanno dato importanza alla loro condizione di invitati prediletti e si sono comportati veramente in modo spregevole: hanno disprezzato l’invito, hanno alzato le mani prima sui profeti e poi su Gesù e sui primi discepoli, hanno ignorato se stessi e non hanno fatto niente per evitare il fuoco per la loro città, Gerusalemme.

Il posto dei prediletti è stato preso poi dagli altri, dai poveri e dai gentili, e così la storia darà inizio ad una nuova era. D’ora in poi, per i nuovi arrivati non sarà più sufficiente solo ricevere l’invito ed entrare al banchetto. Ogni invitato, diventato amico dello sposo, sarà chiamato a indossare l’abito nuziale e a vivere da fratello con gli altri, nella libertà e nella responsabilità.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio,
donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare
qual è la speranza della nostra chiamata,
e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna
o a entrarvi senza l’abito nuziale”.

I miei pensieri
Partecipa alle nozze regali chi indossa l’abito nuziale.
L’abito nuziale è l’immagine della fraternità e della partecipazione responsabile alle nozze regali.
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