miercuri, 2 noiembrie 2016

Il pane della vita - Tutti i Fedeli Defunti I (02 novembre)

VEDERE GESU IL CRISTO
Il pane della vita
Gb 19,1.23-27a; Sal 26; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40 

In quel giorno, a Cafarnao,
la gente e i discepoli
ricevono questa grande rivelazione:
il Padre celeste ha dato al suo Figlio,
Gesù il Cristo,
un popolo che diventerà
il suo popolo speciale.
Chiunque vede il Figlio e crede in lui
appartiene a questo popolo
e ha la vita eterna.

Il contesto: il discorso del pane di vita
Dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dopo il segno del camminare di Gesù sulle acque, il vangelo di Giovanni presenta un lungo discorso sul pane della vita. Gesù si trova a Cafarnao insieme ai suoi discepoli. Alla gente che il giorno prima ha mangiato il pane benedetto e che ora cerca Gesù desiderosa di riceverne ancora, e ai discepoli che hanno vissuto la paura della tempesta e della notte durante l’attraversata del lago di Genezaret, Gesù dice che il Padre attira a lui coloro che sono chiamati alla salvezza. È il Padre celeste che dà loro il vero pane per mezzo del Figlio dell’uomo, cioè il Cristo. Usando un linguaggio mistico, Gesù applica a sé le caratteristiche del pane. Egli si identifica con il pane, dono del Padre e frutto del lavoro dell’uomo, e poi dice chiaramente che egli stesso è il vero pane disceso dal Padre. È venuto dal cielo per fare la volontà del Padre: dare la vita eterna e risuscitare nell’ultimo giorno tutti coloro che lo hanno cercato e lo hanno visto, che hanno creduto in lui e hanno mangiato il pane della vita.
Gesù è il Figlio dell’uomo. Egli si autodefinisce il pane vivo, disceso dal Padre.

Alle sorgenti della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema pane di vita e vita eterna.
  • Nella prima lettura Giobbe professa la sua fede nella risurrezione e, chiedendo che le sue parole siano scritte in un libro e impresse sulla pietra per sempre, con stilo di ferro e con piombo, dice: “Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro”.
  • Nella seconda lettura Paolo presenta ai cristiani di Roma il tema della fiducia in Dio e dice che l’esperienza attuale della riconciliazione con Dio è la garanzia della salvezza finale: “Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita”.
  • Nel vangelo Gesù dice alla gente che è disceso dal cielo per fare la volontà del Padre e sottolinea: “Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

La prospettiva: “verrà a me”, “la volontà di colui che mi ha mandato”, “la vita eterna”

1. “In quel tempo, Gesù disse alla folla: Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me”
Sulla sponda orientale del lago, vicino a Betsaida, tanta gente ha partecipato già al miracolo del pane compiuto da Gesù. Il discepolo Giovanni dice che in quella sera Gesù ha sfamato miracolosamente cinquemila persone, oltre alle donne e ai bambini. Sono stati veramente in tanti. Tra quelli che hanno mangiato dal pane benedetto e dai pesci molti erano fedeli della Galilea, che attraversavano la Perea per partecipare poi alla prossima festa di Pasqua, a Gerusalemme.

All’alba del giorno dopo Gesù sbarca a Cafarnao insieme ai suoi discepoli. Intanto la gente cerca Gesù e, non trovandolo sul posto del miracolo e nei pressi di Betsaida, si sposta anch’essa a Cafarnao, là dove sa che egli risiede abitualmente. Avendo trovando un maestro come Gesù, la gente desidera vedere dei miracoli, ascoltarlo, ricevere ancora pane. Addirittura alcuni desiderano proclamarlo re, ma egli li dissuade da un tale proponimento. La missione di Gesù è totalmente altra. Egli svela che è venuto per accogliere tutti quelli che il Padre affida a lui.

2. “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato”
Gesù svela qualcosa del suo grande mistero. Se a Nicodemo ha detto che egli è il “Figlio dell’uomo disceso dal cielo” e alla gente, poco prima, si è presentato in modo figurato come “il pane che discende dal cielo”, ora abbandona ogni linguaggio figurativo e dice chiaramente che egli stesso “è disceso dal cielo”.

Gesù testimonia alla gente che lo ascolta che egli si trova in mezzo a loro non per fare la propria volontà, ma la volontà del suo Padre, che lo ha mandato. Egli ha la sua missione, è il salvatore che prende cura di tutti gli eletti che il Padre dà a lui e attira verso di lui, il Cristo. Dichiara alla gente che egli è di tutti e non allontana alcuno, in nessun modo. Anzi, è pronto a ricevere e a prendere per sempre sotto la sua protezione tutti coloro che vengono a lui.

3. “Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”
I discepoli e la gente presenti a Cafarnao sentono che è il volere del Padre celeste che tutti quelli che sono stati dati dal Padre a Gesù siano da lui ricevuti. Gesù si trova in mezzo a loro apposta per fare la volontà del Padre, cioè che egli non perda nessuno di quelli che gli sono stati affidati e che egli risusciti tutti gli eletti all’ultimo giorno. Chiunque vede il Figlio e crede in lui riceve fin da ora la vita eterna, ma il dono della vita eterna diverrà completo il giorno della risurrezione dei corpi.

Il vangelo testimonia a tutti gli uomini la grande rivelazione fatta da Gesù, il Figlio del Padre disceso dal cielo. In quel tempo i galilei e tanti altri spesso hanno visto Gesù con i loro occhi e hanno avuto un certa conoscenza di lui. Ma lo hanno forse riconosciuto come il Figlio del Padre? Lo hanno forse visto senza alcun interesse materiale, cioè senza il bisogno di ricevere ancora del pane o di vedere miracoli? Potevano essi contemplarlo con gli occhi della fede e riconoscerlo come loro Salvatore? Sicuramente, per quelli che hanno vissuto quei memorabili giorni a Betsaida e a Cafarnao, è stato difficile riconoscere l’identità di Gesù e la sua missione. Più tardi, invece, dopo l’evento Gesù il Cristo, e ancora oggi, tanti hanno creduto e credono in Gesù, tanti si fidano in lui e sperano la vita eterna.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti
innalza a te nella fede del Signore risorto,
e conferma in noi la beata speranza
che insieme ai nostri fratelli defunti
risorgeremo in Cristo a vita nuova”.

I miei pensieri
A Cafarnao Gesù dichiara alla gente che egli è di tutti, che egli è pronto a ricevere e a prendere per sempre sotto la sua protezione tutti coloro che vengono a lui.
Il vangelo testimonia che Gesù è venuto per prendere cura di tutti quelli che il Padre attira a lui.
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