sâmbătă, 28 octombrie 2017

Un unico amore - XXX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

IL GRANDE E PRIMO COMANDAMENTO
“Un unico amore”
Is 45,1.4-6; Sal 17; 1Ts 1,5-10; Mt 22,34-40

C’erano addirittura 613 precetti e divieti,
un tessuto di comandamenti
che avevano lo scopo 
di proteggere il valore della vita.
Quale è il primo e il più importante?
Gesù insegna 
che l’amore di Dio e l’amore del prossimo
si trovano sullo stesso piano.

Il contesto: le controversie con i rappresentanti dei movimenti giudaici
Dopo la domanda-trappola sul tributo a Cesare pensata dai farisei e dagli erodiani e dopo il tema polemico sulla risurrezione dei morti proposto dai sadducei, il vangelo presenta la discussione attorno al primo comandamento. Sono i farisei questa volta che discutono tra di loro e poi chiedono a Gesù: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. La domanda apre un dibattito. Che cosa definisce veramente una persona come credente? Cosa, e chi è al primo posto? Sono forse la fraternità e l’amore verso il prossimo o la religione e l’amore verso Dio? Gesù risponde a queste domande citando il precetto dell’amore espresso nella professione di fede “Ascolta Israele” e riprendendo il comandamento dell’amore verso il prossimo enunciato nel libro del Levitico. Egli collega i due comandamenti e insegna che all’amore che coinvolge il cuore, l’anima e la mente dell’uomo corrisponde la prova dell’autenticità dell’amore, cioè l’amore del prossimo. 
Gesù è il Messia atteso. Egli esorta ad amare Dio e il prossimo.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema dell’amore verso Dio e verso il prossimo.
  • Nella prima lettura l’autore sacro elenca le prescrizioni da osservare nei confronti dello straniero, della vedova e dell'orfano, di colui che chiede soldi in prestito e di colui che lascia oggetti in pegno e, parlando nel nome di Dio, conclude: “Quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso”.
  • Nella seconda lettura Paolo loda la fede dei tessalonicesi, dicendo che essi sono diventati modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia, e sottolinea: “E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo”.
  • Nel vangelo Gesù parla del grande comandamento riassunto in “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”, e afferma che il secondo comandamento è simile al primo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

La prospettiva: “il grande comandamento”, “amare”, “tutta la Legge e i Profeti”

1. “Un dottore della Legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”
Si dice che oltre le dieci parole date da Dio sul Sinai, la tradizione rabbinica ha compilato una lista di ben 613 precetti e divieti della Legge. Di questi 248 erano considerati gravi. Gli altri, invece, erano considerati lievi. Il dottore della Legge, di cui parla il vangelo, sa che di fronte a questa moltitudine di leggi, precetti e divieti è naturale chiedersi quale sia veramente il primo e il più importante comandamento. Sa pure che l’amore è il principio che ispira la Legge e ogni azione umana. Ma a lui ora non interessa tutto ciò. In confronto a Gesù, egli nutre altre intenzioni, addirittura malevole e ostili.

Dopo la discussione sulla risurrezione, in cui Gesù ha chiuso la bocca ai sadducei, i farisei si riuniscono per mettersi d’accordo. La loro intenzione è mettere alla prova Gesù. Infatti, uno di loro lo interroga: “Maestro, nella Legge, quale è il grande comandamento?”. La domanda sembra che non abbia nulla di sorprendente. In realtà, invece, essa si riferisce al fondamento della Legge. Che cosa risponderà Gesù?

2. “Amerai il Signore tuo Dio (…) Amerai il tuo prossimo come te stesso”
Come appartenente al popolo di Israele, Gesù conosce le parole recitate da ogni pio giudeo nella preghiera quotidiana. Le parole di questa preghiera, tratte dal libro del Deuteronomio, mettono in luce l’unicità di Yahweh e consacrano l’amore dei figli di Israele come risposta all'amore del Signore. Quindi sono parole sacre che indicano come vivere felici, per abitare la terra. Esse sono l’essenza della Legge e proteggono il centro della Legge, la vita. E per questo che sono impresse nel cuore e ripetute ai figli, sono proclamate in casa e fuori casa. Sono parole sacre fissate sulla mano sinistra e sulla fronte. Gesù risponde al dottore della Legge proprio con queste parole sacre: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento”.

Appellandosi alle parole del Levitico, Gesù aggiunge poi la sua novità. Da una raccolta di precetti e disposizioni rituali egli estrae la sintesi di tutti i comandamenti, l’amore del prossimo, e insegna che al primo comandamento dell’amore segue un secondo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Il secondo comandamento è simile al primo. Esiste un unico amore che si alimenta alla stessa fonte e si comunica all’altro, l’amore con cui amo il prossimo, con cui amo Dio, con cui Dio ama l’uomo.

Gesù dichiara simili l’amore di Dio e l’amore del prossimo. E questa è la sua novità. I due comandamenti si trovano sullo stesso piano. La persona che coinvolge tutto il cuore, tutta l’anima e tutta la mente per amare Dio è la stessa persona che ama il prossimo come ama se stessa. Esiste un unico amore! Questo amore è fine di tutto e fonte di tutte le dieci parole, di tutti i 248 precetti e di tutti i 365 divieti.

3. “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”
Il vangelo mostra Gesù che aiuta il dottore della Legge e i suoi ascoltatori a mettere sullo stesso piano il comandamento dell'amore di Dio e il comandamento dell’amore del prossimo. Gesù sta dicendo a tutti che l’amore di Dio ha la sua prova di autenticità nell'amore del prossimo. Infatti, a che cosa servono le dieci parole sacre, tutti i 613 precetti e divieti della Legge e tutte le azioni di una persona se non per vivere la vita con gioia e con speranza, lodando e ringraziando Dio, rispettando l’altro e condividendo con lui il bisogno del pane e il sogno della libertà? Vivere la vita e l’osservanza della Legge non sono forse gradite a Dio solo se sono il luogo dell’amore per Dio e per il prossimo?

Una volta, nella predica sulla montagna, Gesù diceva che è venuto non per abolire ma per compiere la Legge e i Profeti. E così ha fatto. Nel tempio, e particolarmente nei suoi ultimi giorni vissuti a Gerusalemme, Gesù ha confermato poi con la sua vita tutto ciò che ha vissuto e ha annunciato. E così il suo infinito amore è diventato fonte e modello per ogni uomo che lo ascolta e lo segue.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che fai ogni cosa per amore
e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri,
donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo
e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio,
facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita”.

I miei pensieri
Gesù ha dichiarato simili l’amore di Dio e l’amore del prossimo. 
Vivere la vita e l’osservanza della Legge non sono forse gradite a Dio solo se sono il luogo dell’amore per Dio e per il prossimo?
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