duminică, 3 decembrie 2017

Fare attenzione - I Domenica di Avvento (Anno B)

LA VENUTA DEL FIGLIO DELL’UOMO
“Fare attenzione”
Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal 79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37 

 
Nessuno conosce 
né il giorno né l’ora
della venuta del Figlio dell’uomo,
dice Gesù ai suoi discepoli.
Quel momento
è conosciuto solo dal Padre celeste.
Intanto, in questo tempo di attesa,
ogni discepolo  è invitato a vegliare
e a stare attento ai segni dei tempi.


Il contesto: il discorso escatologico
Mentre Gesù esce dal tempio di Gerusalemme, meravigliato, uno dei suoi discepoli dice: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”. All’istante Gesù comincia a parlare del futuro e intravede la distruzione del tempio e la rovina di Gerusalemme. Egli risponde al discepolo: “Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta”. Poi, mentre si trovano sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, incuriositi, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea interrogano Gesù: “Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?”. Allora Gesù tiene un discorso escatologico in cui parla del ritorno del Figlio dell’uomo, intravede dei falsi cristi e dei falsi profeti e annuncia delle persecuzioni e dei segni nelle potenze del cielo. Egli afferma che nessuno conosce quel giorno e quell’ora, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre celeste. Perciò è necessario vegliare, stare attenti ai segni dei tempi e non addormentarsi. Il Figlio dell’uomo arriverà di sicuro.
Gesù è il Figlio dell’uomo. Egli esorta i suoi discepoli a vegliare.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto i temi della veglia e della venuta del Signore.
  • Nella prima lettura l’autore sacro innalza al Signore una preghiera in cui dice: “Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! (…) Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani”.
  • Nella seconda lettura Paolo esprime la sua gioia per i corinzi e, guardando al passato ma anche al presente e al futuro, afferma: “La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo”.
  • Nel vangelo Gesù invita i suoi discepoli a guardare verso il futuro, cioè verso la venuta gloriosa del Figlio dell’uomo, e dice: “Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino”.

La prospettiva: “fate attenzione”, “il padrone di casa ritornerà”, “vegliate!”

1. “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento”
Allora stanno per arrivare dei segni premonitori, all’improvviso, si dicono i discepoli mentre ascoltano l’ultimo discorso del loro maestro, discorso chiamato escatologico. Si tratta della rovina del tempio e della città santa. Si parla di falsi profeti, cataclismi e persecuzioni. Si annuncia una grande tribolazione e un giorno totalmente sconosciuto, perfino a Gesù stesso. Si intravede già la venuta gloriosa del Figlio dell’uomo e un giudizio totale. In questo discorso di Gesù tutto converge verso un invito alla vigilanza e ad una attesa operosa, invito che è sempre più forte ed insistente. Ma di quale giorno sta parlando precisamente Gesù? Si tratta forse di un momento finale che concluderà la storia?

Per esprimere il suo messaggio sulla necessità dell’attesa Gesù racconta una breve parabola. Egli parla di un uomo che è pronto per partire lontano, fuori del suo paese, per un lungo viaggio. Quest’uomo non conosce il momento preciso del suo ritorno. Perciò egli lascia la propria casa ai servi, distribuisce a ciascun servo un compito preciso e poi ordina al custode di vigilare.

2. “Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino”
Marco ribadisce che Gesù lancia di nuovo ai suoi discepoli lo stesso invito: “Vegliate!”. Bisogna fare attenzione. I segni dei tempi aiutano a riconoscere il momento della venuta del “padrone di casa”. E sono chiamati a vegliare tutti i servi, non solo il custode. Vegliare sia di giorno sia di notte. Vegliare sempre! Ogni giorno e ogni ora di attesa è una preparazione per l’incontro con il padrone di casa e un passo in avanti verso l’incontro definitivo con lui. Il padrone di casa ritornerà di sicuro e darà a ciascun servo il suo premio.

3. “Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!”
I discepoli sentono ancora una volta lo stesso invito del loro maestro: “Vegliate!”. Un ultimo invito. E solo fra poco tempo essi cominceranno a comprendere che questo invito non è solo per il loro gruppo, ma per tutti. Perché tutti sono chiamati ad accogliere il padrone di casa, ossia il Figlio dell’uomo, che un giorno verrà con grande potenza e gloria per compiere il piano salvifico di Dio.

Comprendere le parole di Gesù sulla vigilanza continua e sull’attesa del Figlio dell’uomo sicuramente non è stato facile per i primi discepoli che ritenevano imminente la fine del mondo e la venuta del Figlio dell’uomo. Da una parte essi hanno visto compiersi i segni annunciati loro sulla rovina del tempio e della città santa. Dall’altra parte essi hanno affrontato ogni giorno persecuzioni a causa della loro fede in Gesù. Con grande fervore, subito dopo l’evento della croce e della risurrezione, i primi discepoli hanno espresso la loro fede in un ritorno di Gesù entro breve tempo, ma poi hanno dovuto fare i conti con il ritardo del suo ritorno.

La vigilanza costante e l’attesa del ritorno glorioso del Figlio dell’uomo rimarranno la chiave di lettura dell’ultimo discorso escatologico di Gesù. Attraverso questi due atteggiamenti, in modo costante e decisivo, la comunità dei primi cristiani riuscirà a costruire un orizzonte nuovo di speranza. Infatti, per la seconda generazione di cristiani e per tutti gli altri di ogni tempo, la seconda venuta di Gesù rappresenterà l’evento decisivo della storia umana in cui si compie, quotidianamente e in modo meraviglioso, l’esperienza di fede di ciascun uomo.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, nostro Padre,
nella tua fedeltà che mai vien meno
ricordati di noi, opera delle tue mani, e donaci l’aiuto della tua grazia,
perché attendiamo vigilanti con amore irreprensibile
la gloriosa venuta del nostro redentore,
Gesù Cristo tuo Figlio”.

I miei pensieri
Comprendere le parole di Gesù sulla vigilanza continua e sull’attesa del Figlio dell’uomo sicuramente non è stato facile per i primi discepoli, che ritenevano imminente la fine del mondo e la venuta del Figlio dell’uomo. 
La vigilanza costante e l’attesa del ritorno glorioso del Figlio dell’uomo rimarranno la chiave di lettura dell’ultimo discorso escatologico di Gesù.
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