duminică, 17 decembrie 2017

Io sono voce - III Domenica di Avvento (B)

LA TESTIMONIANZA DI GIOVANNI BATTISTA
“Io sono voce”
Is 61,1-2.10-11; Lc 1; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28

Il nuovo movimento religioso
apparso sulle rive del Giordano
è forse suscettibile
di qualche carattere messianico?
Per trovare risposte a questa domanda
le autorità religiose interrogano Giovanni.
Le risposte invece
non rimanderanno al testimone, a Giovanni,
ma al soggetto della testimonianza, a Gesù il Messia.

Il contesto: la testimonianza di Giovanni Battista
L’evangelista Giovanni fa due accenni alla persona di Giovanni Battista e poi presenta la figura del grande profeta. Il Battista è ormai molto conosciuto all’evangelista e ai suoi contemporanei. Tocca solo presentare ora la sua missione. Mandato da Dio, egli è il testimone che entra in scena per indicare la presenza della luce in mezzo agli uomini. La sua testimonianza - credere che Gesù è il Messia atteso, il Figlio di Dio - e la sua attività sulle rive del Giordano hanno fatto nascere un movimento religioso di grande portata che non resta inosservato all’autorità giudaica. Infatti, preoccupati se il nuovo movimento abbia un carattere messianico, i farisei mandano una delegazione composta da sacerdoti e leviti, con l’incarico di interrogare il Battista sulla legittimità della sua predicazione. Nel dialogo avviato il Battista capisce subito che i suoi interlocutori vogliono sapere se egli è il Messia atteso. Perciò nelle sue risposte prima confessa che egli non è il Cristo, poi nega di essere sia Elia redivivo sia il profeta preannunziato nel libro del Deuteronomio, e infine si presenta come voce che grida nel deserto e che ha il compito di battezzare con acqua e di preparare l’arrivo del Messia.
Gesù è il Messia atteso. Egli viene annunciato da Giovanni Battista.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto la venuta del Messia e la figura di Giovanni Battista.
  • Nella prima lettura l’autore sacro presenta ai giudei, ormai ritornati dall’esilio e ristabiliti nella terra dei loro padri, una profezia in cui annunzia la venuta di un profeta che darà piena attenzione alle promesse di Dio: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore”.
  • Nella seconda lettura Paolo esorta i tessalonicesi alla gioia, alla preghiera e al ringraziamento, focalizza l’attenzione sull’uso dei carismi e, in fine, fa una preghiera di supplica: “Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo”.
  • Il vangelo presenta l’identità di Giovanni Battista, sottolinea il fatto che costui non è il Messia ed esplicita agli inviati venuti dai farisei il ruolo di testimone del Battista che dice: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”.

La prospettiva: “Giovanni”, “voce di uno che grida”, “in mezzo a voi”

1. “Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni”
È molto significativo il fatto che la figura di Giovanni Battista appaia proprio nell’inno cristologico che si trova all’inizio del vangelo di Giovanni. Questa presenza fa tanto pensare e invita a guardare a un uomo veramente particolare, mandato da Dio come testimone della luce vera, ossia della Parola viva di Dio venuta ad abitare in mezzo agli uomini. La testimonianza di questo uomo è credibile, forte e molto significativa. È una testimonianza per ogni uomo. Addirittura, ha riacceso la speranza messianica in tanti cuori. Ora molta gente comincia a pensare che il Battista non sia solo la figura dei sapienti o dei profeti di una volta, ma molto di più, proprio il Messia tanto atteso.

Il vangelo però non lascia spazi a fraintendimenti. Nel dialogo con i sacerdoti e i leviti, persone venute da Gerusalemme per iniziare un processo contro il testimone della luce, il vangelo presenta le risposte di Giovanni. Quest’ultimo afferma che egli non è il Messia, il re davidico tanto atteso, né un messia rivestito della dignità di Elia, né un altro profeta di una volta, pari a Mosè. Non è uno dei mediatori escatologici. E allora chi è il Battista, si chiedono gli inviati venuti da Gerusalemme? Quale è la risposta chiara da portare ai farisei? Se non è il Messia o un profeta, perché battezza con acqua? Da chi ha ricevuto questa autorità e questa missione e come mai invita tutti alla conversione e alla giustizia?

2. “Questa è la testimonianza di Giovanni: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia»”
Giovanni già ha espresso i suoi limiti nei confronti del Messia o di un altro profeta e ora mostra di saper bene quale è la sua identità. Egli sa quale è la sua missione e testimonia ciò che conosce: è soltanto voce che grida nel deserto l’arrivo della Parola viva di Dio, voce già annunciata da Isaia, di uno che invita a preparare la via del Signore e a riconoscere i tempi messianici.

Il vangelo fa vedere che Giovanni Battista sa bene quale è il significato del suo battesimo con acqua. Chi accetta e riceve questo battesimo, accetta il suo messaggio di conversione, rinforza la decisione di abbracciare una vita nuova e da voce al desiderio di una vita migliore, simbolicamente rappresentata dal nuovo esodo. Certamente, non si tratta più di uscire dalla schiavitù dell’Egitto o della Babilonia, come nei tempi antichi, ma si tratta ora di proporre un esodo che implica l’allontanamento dalla schiavitù di ogni peccato, attraversare il Giordano e incontrare il Signore.

3. “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete”
Giovanni Battista è testimone credibile della Parola viva di Dio, ossia di Gesù il Messia. Prestando la sua voce alle attese del popolo di Israele, in modo felice Giovanni Battista allarga il messaggio messianico a tutta l’umanità, e invita a riconoscere la presenza della Parola viva di Dio in mezzo agli uomini. Il Messia che viene è Gesù: egli viene perché ogni uomo entri nel misterioso dialogo con Dio, creda alla verità rivelata, abbia la fede e la testimoni agli altri. È Gesù stesso che viene in mezzo ai suoi perché il grido di una vita migliore presente in ogni cuore trovi compimento nel Messia.

Il vangelo e la testimonianza dei primi cristiani conferma che il processo iniziato allora a Betania, al di là del Giordano, oltre il fiume che segna il confine della terra promessa, non si è fermato al primo testimone della luce, cioè a Giovanni Battista. Il processo continuerà contro colui che il grande testimone ha riconosciuto, Gesù il Messia, e si estenderà poi contro i primi discepoli che seguiranno la luce vera e accoglieranno la Parola viva di Dio, venuta in mezzo agli uomini.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, Padre degli umili e dei poveri,
che chiami tutti gli uomini
a condividere la pace e la gioia del tuo regno,
mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso,
per preparare la via al Salvatore che viene”.

I miei pensieri
Prestando la sua voce alle attese del popolo di Israele, il Battista allarga il messaggio messianico a tutta l’umanità e invita a riconoscere la presenza della Parola viva di Dio in mezzo agli uomini. 
La testimonianza di Giovanni Battista è credibile, forte e molto significativa. È una testimonianza per ogni uomo.
Trimiteți un comentariu