duminică, 28 decembrie 2014

Nel suo cuore - Maria Santissima (1 gennaio)

MARIA SANTISSIMA
“Nel suo cuore”
Nm 6, 22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

Maria tiene nelle sue braccia
il suo figlio Gesù,
che significa “Dio salva”,
e si prende cura di lui.
Non dice alcuna parola.
Solo medita e serba nel suo cuore
le parole dette dall’angelo.
Comincia così una storia
totalmente nuova
in cui Maria è tra i protagonisti,
come madre di Gesù, l’Emmanuele, il Messia.

Il contesto: la nascita di Gesù
La bontà e l’amore di Dio per gli uomini si manifestano nella povertà di Betlemme, una piccola città di Davide, nella Giudea. È il tempo del censimento decretato da Cesare Augusto per tutta la terra trovata sul suo dominio. Giuseppe e Maria si dirigono verso Betlemme per compiere il loro dovere sociale. E qui, per Maria, si compiono i giorni del parto. Bussano alle porte per trovare un luogo adatto. Ma, nessuna accoglienza. Fuori città, dove i pastori si ritirano con le loro pecore, proprio in una grotta, Maria dà alla luce Gesù, il suo primogenito. A Maria, a Giuseppe e al bambino fanno compagnia i pastori e gli angeli che cantano: “Gloria a Dio nei cieli e pace agli uomini sulla terra”. Poco tempo dopo, a otto giorni dal parto, il bambino viene circonciso e Maria e Giuseppe gli mettono il nome Gesù, nome annunciato già prima dall’angelo Gabriele.
Gesù è il Salvatore. Egli è nato dalla vergine Maria, a Betlemme.

Alla fonte della Parola
I testi liturgici mettono in risalto la venuta del Signore in mezzo agli uomini.
  • La prima lettura presente l’incarico specifico affidato da Mosè ad Arone e, per mezzo suo, a tutto l’ordine sacerdotale, cioè l’incarico di benedire tutto il popolo: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
  • Nella seconda lettura Paolo constata che l’evento di Gesù ha prodotto una svolta nella storia e dice ai galati: “Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”.
  • Il vangelo di Luca racconta che Maria, a Betlemme, porta alla luce il Salvatore, Cristo Signore, e annota il compimento del rito della circoncisione e della messa del nome al neonato: “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”.

La prospettiva: “Maria”, “custodiva tutte queste parole”, “il nome Gesù”

1. “I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia”
All’inizio del vangelo che scrive, Luca presenta l’annuncio e la nascita del grande profeta Giovanni Battista e del Messia, cioè Gesù. Il primo è l’annunciatore e il precursore del secondo, il salvatore atteso. Tutto sembra pieno di sorpreso e lo si vede sia nell’annuncio dell’angelo Gabriele, sia nella nascita dei due. Certamente il piano di salvezza si compie sotto lo sguardo di Dio e sotto la sua mano potente, ma in un modo inaspettato. Alla nascita di Giovanni, che nasce tra i suoi, nella casa del sacerdote Zaccaria, tutti i parenti e tutti i vicini sono presenti e lo accolgono con gioia. C’è grande festa. Alla nascita di Gesù, invece, tutto è diverso. Non sono più presenti né i familiari, né i vicini di casa, né la sicurezza della propria terra. Di più, per Giuseppe e per Maria che sta per partorire, non c’è neanche posto nell’albergo, … ma solo fuori città, in una grotta di pastori. E qui viene alla luce il bambino tanto atteso, con una missione determinante per la salvezza di tutta l’umanità. C’è grande mistero.

Quelli che aspettano il Messia ora non devono guardare verso Gerusalemme, la città santa, né verso le case dei ricchi e dei potenti. Non c’è bisogno di tutto ciò. Per loro c’è grande sorpresa. Essi sono chiamati prima ad accogliere il messaggio dell’angelo, poi l’annuncio dei pastori e solo dopo a riconoscere la presenza del Messia nel bambino appena nato in quella situazione povera, adagiato in una mangiatoia, accolto con grande amore e con tanta cura da Maria e da Giuseppe.

2. “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste parole, meditandole nel suo cuore”
Maria si ricorda bene il messaggio del angelo, le parole dette a lei, e pone se stessa in sintonia con quanto Dio sta operando nella storia del suo popolo mediante il bambino che ha generato e che tiene nelle sue braccia. Maria custodisce tutte le parole nella sua mente, medita nel suo cuore a tutti i momenti. Medita al grande evento che sta vivendo e ai misteri più profondi da vedere ancora.

Maria sta scrivendo una storia in cui medita sulla misericordia di Dio che compie tutte le promesse a favore dei poveri e di tutti coloro che sperano nella venuta del Messia. La sua è una storia nuova, diversa da ogni altra storia. È una storia che ha al centro il Messia, presente nel suo figlio che ha appena portato al mondo. Maria contempla il piano di Dio per tutta l’umanità. Il suo bambino è il Figlio dell’Altissimo, venuto per compiere le profezie e per rispondere alle aspirazioni del cuore umano.

3. “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù”
Maria e Giuseppe compiono in tutto le norme della legge di Mosè in riferimento al bambino appena nato. Compiuti gli otto giorni dalla nascita, il bambino viene circonciso e, in sintonia con quanto ha detto l’angelo Gabriele, Maria e Giuseppe gli mettono il nome “Gesù”, che significa “Dio salva”. Ora il bambino Gesù appartiene al popolo di Israele, popolo che si è impegnato a riconoscere il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe come suo Dio.

Il vangelo racconta una storia in cui Dio, che nessuno ha mai visto, conosciuto o nominato e che dà nome a tutto e a tutti, si avvicina all’uomo nella persona di Gesù. Una storia mai scritta, con un mistero mai svelato, che ha Maria tra i protagonisti. Dando nome al suo figlio, Maria permette a ogni uomo di avvicinarsi a “Gesù”, per vedere il “Dio che salva”, di riconoscere in Gesù l’“Emmanuele”, per contemplare il “Dio-con-noi”, di trovare in Gesù il “Messia”, per pronunciare il suo nome, il “Cristo”.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Padre buono, che in Maria, vergine e madre,
benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora
del tuo Verbo fatto uomo tra noi,
donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita
nel segno della tua benedizione
si renda disponibile ad accogliere il tuo dono”.

I miei pensieri
La nascita di Gesù è la più grande sorpresa, la più grande gioia: Maria abbraccia e tocca il bambino Gesù, guarda e sente colui che l’angelo chiamava il Santo e il Salvatore.
Dando nome al suo figlio, Maria permette a ogni uomo di avvicinarsi a Gesù, per vedere il “Dio che salva”, di riconoscere in Gesù l’“Emmanuele”, per contemplare il “Dio con noi”, di trovare in Gesù il “Messia”, per pronunciare il suo nome, il “Cristo”.
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