sâmbătă, 9 decembrie 2017

Viene colui che è più forte - II Domenica di Avvento (B)

LA PREDICAZIONE DI GIOVANNI
“Viene colui che è più forte”
Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8 

Gesù è il profeta escatologico,
il Messia atteso, il Figlio di Dio.
Marco testimonia
che questa è l’identità di Gesù.
Poi, nel suo vangelo,
egli presenta i gesti e le parole di Gesù
e solo alla fine, al momento della passione,
toglie il velo del segreto messianico
e fa vedere la personalità di colui
che ha chiamato Figlio di Dio sin dall’inizio.

Il contesto: la predicazione di Giovanni Battista
Sin dai primi versetti del vangelo Marco riporta il titolo della sua opera e racconta quale è l’inizio della buona novella di Dio che Gesù è venuto a comunicare agli uomini. Egli va a cercare quest’inizio abbastanza lontano, nella storia del popolo di Israele, e cita i profeti Isaia e Malachia. Subito dopo colloca nel deserto e sulle rive del Giordano l’attività di Giovanni Battista e dà delle informazioni riguardanti all’identità, al battesimo e alla predicazione di costui. Giovanni è il grande profeta venuto per preparare l’arrivo di Gesù attraverso un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Al centro dell’annuncio del vangelo si trova Gesù. Egli è il Cristo, Figlio di Dio, annunciato da Giovanni come il più forte, che viene a battezzare in Spirito Santo.
Gesù è il Cristo, Figlio di Dio. Egli viene annunciato dal suo precursore, Giovanni Battista.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema della venuta del Signore.
  • Nella prima lettura l’autore sacro presenta un oracolo in cui Dio stesso esorta a consolare il suo popolo, annuncia un nuovo esodo, parla dell’efficacia della parola di Dio e proclama a tutti il lieto annunzio: “Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”.
  • Nella seconda lettura l’autore preannunzia la venuta di falsi profeti che metteranno in dubbio la fine del mondo e la seconda venuta del Signore, e indica quale deve essere il comportamento dei credenti: “Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia”.
  • Nel vangelo Marco presenta sin dall’inizio chi è Gesù e mostra Giovanni Battista che nel deserto e sulle rive del Giordano proclama: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”.

La prospettiva: “inizio del vangelo”, “accorrevano a lui”, “viene colui che è più forte”

1. “Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio”
Questo è il titolo che Marco dà alla sua opera. Il suo significato è profondo e si riferisce all’annunzio della salvezza portata da Gesù. L’espressione “il vangelo di Gesù” indica sia la buona novella proclamata da Gesù sia la centralità di Gesù in tutto il vangelo. Sin dal primo versetto l’evangelista attribuisce a Gesù il titolo di Cristo, ossia di Messia, quasi come suo cognome, e presenta Gesù come Figlio di Dio.

La buona notizia di Dio per tutti gli uomini è questa: il Cristo, il Figlio di Dio, è Gesù. E Marco si impegna a proclamare questa buona notizia e a rispondere alla domanda: “Chi è Gesù?”. Infatti in tutto il vangelo egli cerca di presentare ciò che fa e dice Gesù, e testimonia che Gesù è l’unico che consce Dio, che è venuto da Dio e che ha un messaggio di salvezza per tutta l’umanità.

2. “Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati”
Marco inizia subito il racconto di una nuova storia con la presentazione di Giovanni Battista. Interpretando la presenza del precursore del Messia alla luce dei profeti Malachia e Isaia, egli mostra quali sono l’identità, l’attività e il messaggio di Giovanni Battista. Proprio in questi tempi, nel deserto e sulle rive del Giordano, Giovanni è apparso come “il messaggero” che precede la venuta del Signore per il giudizio e annunzia il suo giorno. Proprio egli, Giovanni, è il grande profeta in cui si adempiono le attese di Israele. Vivendo nell’austerità e nella penitenza, vestito come il profeta Elia di una volta, con peli di cammello e con una cintura di pelle attorno ai fianchi, Giovanni è “la voce” che comunica agli abitanti di Gerusalemme e a tutti i giudei la fine dell’esilio e, quindi, la libertà.

Il contesto è prettamente messianico. Ora il deserto di Giuda, che si estende all’est di Gerusalemme fino al Giordano, è il luogo in cui si fa sentire Giovanni, è il luogo in cui si attua il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Qui Giovanni invita il popolo a preparare la venuta del Signore perché è arrivato il tempo messianico, tempo per rifare il cammino dell’esodo sotto la guida di Dio e tempo per ricevere il dono escatologico dello Spirito Santo. Questo cammino è possibile attraverso un battesimo di conversione, cioè un rito purificatore di immersione e di emersione dall’acqua, simbolo della morte che uccide la vita e della rinascita ad una vita nuova, e una confessione non solo dei peccati commessi da tutto il popolo ma anche di quelli personali. Questo battesimo implica una disposizione di conversione, un cambiamento di mentalità, cioè un ritorno interiore al Dio dell’alleanza.

3. “Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali»”
La sintesi della predicazione avvenuta nel deserto e sulle rive del Giordano si trova nell’annunzio di un personaggio con un ruolo importante e decisivo, che deve venire e che è più forte. Si tratta di Gesù, Messia. Davanti a costui Giovanni si considera umile. Egli riconosce la sua condizione di precursore e il significato del suo battesimo con l’acqua, che appartiene ormai al passato, e nello stesso tempo afferma il valore del battesimo in Spirito Santo, che intravede per l’avvenire. Come il più grande dei profeti, Giovanni riconosce ed esplicita sin da ora la distanza che esiste tra sé e colui che Dio stesso proclamerà come suo Figlio, l’amato, in cui ha posto il suo compiacimento.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, Padre di ogni consolazione,
che agli uomini pellegrini nel tempo
hai promesso terra e cieli nuovi,
parla oggi al cuore del tuo popolo,
perché in purezza di fede e santità di vita
possa camminare verso il giorno
in cui manifesterai pienamente
la gloria del tuo nome”.

I miei pensieri
Il battesimo implica una disposizione di conversione, un cambiamento di mentalità, cioè un ritorno interiore al Dio dell’alleanza.
La sintesi della predicazione di Giovanni avvenuta nel deserto e sulle rive del Giordano si trova nell’annunzio di un personaggio con un ruolo importante e decisivo, che deve venire e che è più forte. Si tratta di Gesù, Messia, Figlio di Dio.
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