joi, 8 ianuarie 2015

Il Figlio mio, l’amato - Battesimo del Signore (Anno)

GESÙ DI NAZARET
“Il Figlio mio, l’amato”
Is 55,1-11; Sal da Is 12; 1Gv 5,1-9; Mc 1,7-11 

In quei giorni,
segnati di conversione e di attesa,
Gesù di Nazaret
si mette in fila insieme agli altri,
si immerge nelle acque del Giordano
e viene battezzato da Giovanni.
In quel momento il cielo si apre,
si toglie il velo,
e il vangelo
fa vedere il Messia nella persona di Gesù di Nazaret,
consacrato dallo Spirito Santo
e confermato dall’alto come l’unico Figlio di Dio.

Il contesto: battesimo di Gesù
In pochi versetti Marco riassume tre fatti storici: la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano e le tentazioni di Gesù nel deserto di Giuda. Questi eventi hanno un forte valore teologico in quanto si riferiscono ai connotati umani di Gesù e alla sua identità soprannaturale. Gesù di Nazaret viene al Giordano, da Giovanni Battista, e qui riceve il battesimo. E mentre sta uscendo dalle acque egli ha una visione in cui “vede squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba” e sente una voce dal cielo che lo conferma come il Figlio di Dio. Gesù di Nazaret è riconosciuto come il Messia ed è pronto per dare inizio alla sua attività messianica. D’ora in poi lo Spirito lo accompagnerà sempre nel suo cammino terreno.
Gesù è il Messia. Egli è il Maestro di Nazaret che sarà confessato come Figlio di Dio.

Alla fonte della Parola
I testi liturgici mettono in risalto la venuta dei tempi messianici e il significato del battesimo.
  • Nella prima lettura l’autore sacro si riferisce al rinnovo dell’alleanza davidica e all’efficacia della parola di Yahweh che dice: “Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni”.
  • Nella seconda lettura Giovanni afferma: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio”, e poi confessa: “E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità”.
  • Il vangelo di Marco presenta il battesimo di Gesù e la teofania avvenuta alle acque del Giordano, in cui Gesù inaugura l’arrivo dei tempi messianici: “E, subito, uscendo dall’acqua, Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»”.

La prospettiva: “con acqua”, “in quei giorni”, “Tu sei il Figlio mio, l’amato”

1. “In quel tempo, Giovanni proclamava: «… io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo»”
Il contesto è prettamente messianico. Il deserto di Giuda, che si estende all’est di Gerusalemme fino al Giordano, è il luogo in cui si fa sentire la voce di Giovanni, è il luogo in cui si attua il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Qui è arrivato il tempo messianico, tempo per ricevere il dono escatologico dello Spirito, tempo per rifare il cammino dell’esodo sotto la guida di Dio. Questo cammino è possibile attraverso un battesimo, cioè un rito purificatore di immersione e di emersione dall’acqua, simbolo della morte che uccide la vita e della rinascita ad una vita nuova, e una confessione non solo dei peccati commessi da tutto il popolo ma anche di quelli personali. Questo battesimo implica una disposizione di conversione, un cambiamento di mentalità, cioè un ritorno interiore al Dio dell’alleanza.

La sintesi della predicazione avvenuta nel deserto e sulle rive del Giordano si trova nell’annunzio di un personaggio con un ruolo importante e decisivo, che deve venire e che è più forte. Si tratta di Gesù, Messia. Davanti a costui Giovanni si considera umile. Egli riconosce la sua condizione di precursore e il significato del suo battesimo con l’acqua, che appartiene ormai al passato, e nello stesso tempo afferma il valore del battesimo in Spirito Santo, che intravede per l’avvenire.

2. “In quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni”
Là, sulle rive del Giordano, in quei giorni di Giovanni, giorni segnati di conversione e di attesa, viene in mezzo alla gente Gesù. Ha circa trent’anni ed è originario di Nazaret, un piccolo e insignificante paese della Galilea, regione lontana da Gerusalemme, di confine, abitata in parte da gentili. Egli si trova in mezzo alla gente, è uno sconosciuto, e aspetta in fila di ricevere il battesimo nelle acque del Giordano.

Il fatto è sconcertante e allo stesso tempo segnato di profezia. Gesù, che significa “Dio salva”, si trova tra la gente comune e, per di più, sceglie di stare da una parte precisa, proprio tra quelli che si riconoscono peccatori. Si immerge nell’acqua. Si abbassa. Familiarizza con quelli che sono attorno a lui, uomini e donne, piccoli o grandi, poveri o ricchi, tutti suoi fratelli nell’umanità. E in quel momento Giovanni prende dell’acqua e lo battezza.

3. “E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»”
Il fatto è sorprendente e segnato di mistero. Là, al Giordano, nel momento in cui Gesù esce dalle acque, una voce dal cielo entra in dialogo con la terra e annuncia il compimento dei tempi messianici. Si compiono le promesse. Giovanni, che aveva parlato del Messia e che ha battezzato Gesù, ora è colto di sorpresa. Egli si trova davanti al mistero annunciato dalle profezie.

Si toglie il velo e il vangelo fa vedere il Messia nella persona di Gesù di Nazaret, consacrato dallo Spirito Santo per portare a termine il raduno escatologico del popolo di Israele e confermato dall’alto come l’unico Figlio di Dio. Toglie il velo per far vedere l’identità di Gesù, e lo fa per poco tempo. Su Gesù, che sta per iniziare la sua attività pubblica, scenderà poi il velo del segreto messianico. Per tre anni circa, Gesù, il Maestro di Nazaret, sarà riconosciuto come “Servo di Yahweh” e come “Figlio dell’uomo”, farà del bene a tutti, e alla fine della sua vita, quando compirà la sua missione fuori le mura della città di Gerusalemme, sarà confessato come “Figlio di Dio”.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Padre d’immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli;
concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace”.

I miei pensieri
Si toglie il velo e il vangelo fa vedere il Messia nella persona di Gesù di Nazaret, consacrato dallo Spirito Santo per portare a termine il raduno escatologico del popolo di Israele e confermato dall’alto come l’unico Figlio di Dio.
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