joi, 18 ianuarie 2018

Venite dietro a me - III Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

IL TEMPO È COMPIUTO
“Venite dietro a me”
Gn 3,1-5.10; Sal 24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20 

Gesù proclama il vangelo di Dio.
E mentre cammina sulle rive del lago,
guarda Simone ed Andrea,
Giacomo e Giovanni,
e rivolge loro direttamente
lo sguardo e la sua voce.
Subito, i quattro pescatori
comprendono il suo messaggio
abbandonano le loro sicurezze,
lavoro, famiglia e casa,
e seguono Gesù.


Il contesto: inizio della predicazione e i primi discepoli
Dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano, lo Spirito sospinge Gesù nel deserto di Giuda. Qui egli rimane quaranta giorni e viene tentato da Satana. Alla fine di questo tempo egli sente che Giovanni è stato consegnato nelle mani di Erode. Perciò non torna più sulle rive del Giordano. Attraversando la Samaria, si dirige verso nord, in Galilea, e qui proclama il vangelo di Dio. Gesù annunzia il compimento del tempo e l’arrivo del regno di Dio, e invita alla conversione e alla fede nel vangelo. Il suo messaggio è molto chiaro: la conversione implica un ritorno a Dio e credere nel vangelo implica la fede in lui, il Cristo. Il vangelo di Marco racconta poi il camminare di Gesù lungo il mare della Galilea e la chiamata dei primi quattro discepoli: i fratelli Simone e Andrea, Giacomo e Giovani. I quattro pescatori lasciano subito tutto e seguono Gesù.
Gesù è il Messia. Egli inizia la sua attività e sceglie i suoi primi quattro discepoli.

Alla fonte della fede
I testi liturgici mettono in risalto i temi della conversione e della chiamata.
  • Nella prima lettura l’autore sacro presenta il messaggio di conversione portato dal profeta Giona agli abitanti di Ninive, sottolinea il digiuno fatto dai grandi e dai piccoli e conclude: “Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”.
  • Nella seconda lettura, Paolo afferma che al vecchio mondo dominato dal peccato sta per subentrare un mondo nuovo, governato dalla sovranità di Dio, ed esorta: “Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero …”.
  • Il vangelo presenta il riassunto della predicazione di Gesù in Galilea - “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” - e descrive la chiamata dei primi quattro discepoli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.
La prospettiva: “Gesù andò nella Galilea”, “venite dietro a me”, “e subito li chiamò”

1. “Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»”
Pronto per la missione, Gesù lascia il deserto e, sentendo dell’arresto di Giovanni Battista, non torna più al Giordano e non si reca in Giudea. Attraversando la Samaria, si dirige invece verso la Galilea, sua terra d’origine, e inizia a proclamare il vangelo di Dio. Si presenta in mezzo ai suoi e porta loro, in nome di Dio, il lieto annunzio della salvezza. Il suo messaggio è chiaro. Il tempo dell’alleanza, che Dio ha sancito con Israele una volta, è compiuto, è arrivato al termine, e di conseguenza il regno di Dio è vicino. Il tempo dell’attesa storica è finito e sta per realizzarsi in mezzo agli uomini la promessa di pace, felicità e salvezza.

Gesù annunzia a tutti l’arrivo di un “tempo giusto” - “kairòs” - un “momento di grazia”, in cui Dio interviene con potenza e misericordia nella storia, non solo per il suo eletto, per Israele, ma a favore di ogni popolo. I tempi di quell’attesa universale di liberazione e dell’azione escatologica di Dio stanno per compiersi. Perciò due sono gli inviti veramente urgenti: la conversione, attraverso l’obbedienza ai comandamenti di Dio, il ritorno al Dio dell’alleanza e il riconoscimento della sua sovranità; e credere nel vangelo, accettando colui che viene da Dio e seguire la sua via.

2. “Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono”
Gesù cammina sulle rive del mare di Galilea, ossia del lago di Genezaret. Questo è un posto di lavoro, ma anche di incontro. Estesa di acqua dalla forma di cetra, circondata quasi da ogni parte dalle montagne, il lago è lungo 21 km, largo 11 km e si trova a 208 metri sotto il livello del mare. È un luogo bello, adatto per la predicazione. Qui Gesù è già noto, in forza del suo annuncio che invita alla conversione.

In cerca di coloro che ascoltano il suo messaggio, Gesù vede due fratelli, Simone ed Andrea, e dice loro. “Venite dietro a me”. I due pescatori, che stanno gettando le reti nel lago, sono semplici e poco istruiti, ma capiscono subito che sono chiamati da un maestro. Essi lasciano le loro reti, abbandonano lavoro, famiglia e casa - le loro sicurezze - e subito seguono Gesù. Sono i primi due chiamati, pronti per lasciarsi formare alla scuola di Gesù e per affrontare un cambiamento radicale di vita.

3. “Andando un poco oltre, Gesù vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò”
Gesù continua il suo camminare sulle riva del lago di Genezaret e vede altri due fratelli, Giacomo e Giovanni. Anch’essi sono pescatori. Appunto, sono in barca e stanno riparando le reti insieme al loro padre, Zebedeo, e ai garzoni. Subito, Gesù chiama i due fratelli ed essi lasciano la loro piccola impresa a gestione familiare, abbandonano ogni cosa e lo seguono.

Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni sono i primi discepoli; uomini semplici, impegnati nella loro attività di pescatori, ma chiamati da Gesù stesso. Essi diventeranno “pescatori di uomini”. Cominciando dai più semplici e dagli ultimi, Gesù chiamerà poi altri discepoli. Gli incontrerà sempre al loro lavoro, nei momenti più comuni della loro vita, li guarderà e parlerà al loro cuore.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
O Padre, che nel tuo Figlio
ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono,
fa’ che sentiamo l’urgenza di convertirci a te
e di aderire con tutta l’anima al Vangelo,
perché la nostra vita annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani
l’unico Salvatore, Gesù Cristo”.

I miei pensieri
Gesù annunzia a tutti l’arrivo di un “tempo giusto” - “kairòs” in greco - un “momento opportuno” in cui Dio interviene con potenza e misericordia nella storia, non solo per il suo eletto, per Israele, ma a favore di ogni popolo.
Cominciando dagli ultimi, Gesù chiamerà poi altri discepoli. Gli incontrerà sempre al loro lavoro, nei momenti più comuni della vita, e parlerà al loro cuore.
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