marți, 30 ianuarie 2018

Di fronte alla sofferenza - V Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

GESÙ A CAFARNAO
“Di fronte alla sofferenza”
Gb 7,1-4.6-7; Sal 146; 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39 

Azione e preghiera
sono due dimensioni
che caratterizzano
la missione di Gesù, il Messia.
A partire da Cafarnao
e dai villaggi della Galilea
Gesù inizia a predicare il vangelo di Dio.
Egli ha un messaggio di speranza
per una vita migliore.

Il contesto: Gesù a Cafarnao
Nella mattinata Gesù ha partecipato alla liturgia sinagogale e poi, nel pomeriggio, ha scacciato uno spirito impuro. Ora il sole è calato e il riposo prescritto per il giorno di shabbat è già terminato. Ma il giorno non è ancora finito. Accompagnato dai suoi primi quattro discepoli, Gesù continua la festa in un clima familiare, nella casa di Simone. Qui egli prima si prende cura della suocera di Simone e poi guarisce molti malati e indemoniati che sono portati da lui. Prima dell’aurora, nella notte, egli si ritira nel deserto per pregare, ma i discepoli e la gente lo cercano. Tutti credono che egli è il Messia. Durante il giorno Gesù inizierà a proclamare il vangelo di Dio nei villaggi della Galilea.
Gesù è il Messia. Egli guarisce molti malati e indemoniati e predica nei villaggi della Galilea.

Alla fonte della fede
I testi liturgici mettono in risalto il tema della sofferenza e la missione del Messia.
  • Nella prima lettura l’autore sacro presenta Giobbe che, lamentandosi, quasi delira a causa del dolore e descrive la sofferenza dell’uomo con l’immagine dello schiavo e del mercenario: “Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione e notti di affanno mi sono state assegnate”.
  • Nella seconda lettura Paolo afferma di aver predicato il vangelo senza farsi finanziare da nessuno, illustra il motivo della sua scelta ed esprime la sua disponibilità a tutti, particolarmente verso i deboli, dicendo: “Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io”.
  • Nel vangelo Marco racconta la presenza di Gesù nella casa di Simone, annota la guarigione di molti malati e indemoniati, menziona la preghiera di Gesù in un luogo solitario e conclude con le parole di Gesù ai suoi discepoli: “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”.

La prospettiva: “andò nella casa”, “i malati”, “pregava”

1. “Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni”
Marco è il discepolo che segue Pietro nei viaggi organizzati nell’Asia Minore e nei vari posti dell’Europa. Egli sente la predicazione di Pietro e annota con cura le testimonianze e i miracoli che svelano l’identità di Gesù. Questa volta egli racconta ciò che è successo proprio all’inizio, cominciando da quell’pomeriggio, a Cafarnao. Sono già pochi giorni dal memorabile evento, in cui Gesù, passando sulle rive del lago di Genezaret, ha chiamato i suoi primi quattro discepoli. Dalle rive del lago, egli si è recato poi nella città di Cafarnao, dove ha predicato nella sinagoga un insegnamento nuovo, con autorità, e ha scacciato uno spirito impuro. Ora, insieme ai suoi discepoli, Gesù entra nella casa di Simone.

Quel primo ingresso di Gesù nella sua casa è rimasto impresso per sempre nella mente di Simone. Infatti, egli si ricorda bene ciò che Gesù ha fatto per la sua suocera, gravemente ammalata: accostandosi ad essa, l’ha alzata prendendola per mano e all’istante la febbre la lasciata ed essa si è messa a servire. È stata guarita completamente e tutti i presenti sono rimasti meravigliati di fronte al miracolo. Come mai ha questo potere particolare? Ha forse un rapporto speciale con Dio? Ha fatto una cosa meravigliosa. Ha rimesso a testa alta una donna piegata dalla malattia. Ha la forza di donare la vita. Chi è lui?

2. “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati”
Il giorno di shabbat è ormai finito. Col tramonto del sole, l’obbligo di riposo non c’è più e la gente porta a Gesù tutti i malati e gli indemoniati. Ora inizia a lavorare per tutti i perduti. Se di giorno ha liberato solo un uomo posseduto da uno spirito impuro e ha guarito solo la suocera di Simone, venuta la sera Gesù guarisce dalle malattie e libera dal male tutti. Egli si prende cura di ognuno di loro, indicando simbolicamente ciò che sarà l’uomo nuovo.

Gesù sa che per il momento gli spiriti sono gli unici a sapere chi è lui. Perciò egli impedisce loro di svelare il suo segreto messianico e di indicarlo come il Santo di Dio o come il Figlio di Dio. Perché non è arrivata ancora la sua ora. Quando arriverà, svelerà egli stesso la sua identità

3. “Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava”
Prima dell’alba, Gesù esce in un luogo deserto. E qui, mentre i discepoli dormono, egli sta davanti a Dio. Prega. Manifesta la sua comunione con Dio. Dialoga con Dio perché sta per iniziare un altro giorno di lavoro. Infatti, quando i discepoli lo trovano e gli fanno capire che tutti lo stano cercando, Gesù esprime apertamente la sua volontà di fare altrove ciò che ha fatto a Cafarnao, cominciando dai villaggi più vicini fino a quelli più lontani; fino agli estremi confini.

Il vangelo racconterà a tutti l’insegnamento nuovo, i gesti miracolosi e i posti visitati da Gesù e dai suoi discepoli da quel primo giorno. Attraverso i vari passaggi - la celebrazione della liturgia sinagogale nella mattinata, l’esorcismo avvenuto nel pomeriggio, la festa condivisa nella casa di Simone durante la sera, la preghiera nella notte e la predicazione del vangelo a tutti i villaggi della Galilea - dirà chi è Gesù e quale è la sua missione. Praticamente, il vangelo testimonierà che Gesù ha inaugurato il regno di Dio in mezzo agli uomini e annuncerà che egli ha manifestato la solidarietà di Dio verso l’umanità sofferente, ha escluso ogni sorta di discriminazione tra uomini e donne e ha indicato la fine del regno di satana.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che nel tuo amore di Padre
ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini
e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio,
rendici puri e forti nelle prove,
perché sull’esempio di Cristo
impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore,
illuminati dalla speranza che ci salva”.

I miei pensieri
Gesù ha guarito la suocera di Simone e tutti i presenti sono rimasti meravigliati di fronte al miracolo. Come mai ha questo potere particolare? Ha forse un rapporto speciale con Dio? Ha fatto una cosa meravigliosa. Ha rimesso a testa alta una donna piegata dalla malattia. Ha la forza di donare la vita. Chi è lui?
Il giorno di shabbat è ormai finito. Col tramonto del sole, l’obbligo di riposo non c’è più e la gente porta a Gesù tutti i malati e gli indemoniati. Ora inizia a lavorare per tutti.
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