sâmbătă, 17 februarie 2018

Il tempo è compiuto - I Domenica di Quaresima (Anno B)

GESÙ IL CRISTO
“Il tempo è compiuto”
Gen 9,8-15; Sal 24; 1 Pt 3,18-22; Mc 1,12-15 

Per quaranta giorni
Gesù vive nel deserto di Giuda.
Qui, fiducioso nella parola di Dio
e con la forza dello Spirito,
egli si confronta con il Diavolo,
vince le potenze avverse
e prepara la sua missione.
Si reca poi in Galilea
dove inizia la sua attività pubblica dicendo:
“Il regno di Dio è vicino”.



Il contesto: Gesù nel deserto e l’inizio della predicazione
Dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano, mentre stava per uscire dall’acqua Gesù è stato consacrato dallo Spirito Santo come Cristo e confermato come l’unico Figlio di Dio. Ora è pronto per dare inizio alla sua attività pubblica. Ma, prima ancora, lo Spirito lo sospinge nel deserto di Giuda, dove rimane quaranta giorni e dove viene tentato da Satana. Passa il tempo con le bestie selvatiche e nella compagnia degli angeli. Alla fine di questo tempo egli sente dell’arresto di Giovanni e non torna più sulle rive del Giordano, ma si dirige verso nord, in Galilea. Qui inizia a proclamare il vangelo di Dio e annunzia che il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Al centro del suo messaggio si trova l’invito alla conversione e la fede nel vangelo.
Gesù è il Cristo. Egli prima è tentato nel deserto e poi, in Galilea, inizia la predicazione.

Alla fonte della fede
I testi liturgici mettono in risalto il compimento del tempo e l’inizio dell’attività di Gesù.
  • Nella prima lettura l’autore sacro parla dell’alleanza che Dio ha fatto con Noè e con i suoi figli: “Dio disse: «Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra (…). Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra»”.
  • Nella seconda lettura Pietro dice ai primi cristiani: “Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito”.
  • Il vangelo di Marco fa un accenno alla tentazione di Gesù nel deserto e poi racconta l’arrivo di Gesù in Galilea, dove inizia la sua attività pubblica dicendo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.

La prospettiva: “nel deserto”, “quaranta giorni”, “credere nel vangelo”
1. “In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto”
Dopo il suo battesimo e dopo la sua visione avuta al Giordano, Gesù è pronto per iniziare l’attività pubblica. Ma qualcosa inatteso succede. Lo stesso Spirito, che poco prima l’ha consacrato mentre usciva dalle acque, ora sospinge Gesù nel deserto. Esercita su di lui un intervento forte. Interrompe bruscamente, quasi violentemente, il corso normale della sua vita e lo determina di recarsi in quel luogo molto significativo.

Si tratta del deserto di Giuda, una regione desolata che si estende all’est di Gerusalemme, dalla zona montuosa della Giudea verso il Giordano e verso il Mar Morto. Questo è un luogo di libertà ma anche di tentazione. Presente già nelle profezie e scelto particolarmente da Giovanni per far sentire la sua voce, è lo spazio in cui si fa presente il tempo escatologico dello Spirito e in cui si attua il passaggio dalla schiavitù alla libertà, sotto la guida di Dio. Gesù si trova proprio qui, nel deserto.

2. “Nel deserto Gesù rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”
Gesù rimane quaranta giorni nel deserto, un luogo caratterizzato sia da dubbio, contesa, caduta e morte, sia da fedeltà, amore, impegno e vita. Fa una scelta significativa, in un tempo simbolico, con un messaggio forte. Richiama l’asso di tempo di una generazione, i quaranta anni trascorsi dal popolo di Israele nel deserto. Ricorda la rivelazione di Mosè, i quaranta giorni trascorsi in dialogo con il Signore sul monte Sinai. Rievoca il cammino fatto dal profeta Elia per raggiungere il messaggio di Dio sul monte Oreb.

Qui, nel silenzio del deserto, Gesù ha tutto il tempo per preparare la sua missione. Dialoga con Dio, conosce la sua volontà divina e abbraccia il progetto di salvezza. Ma la solitudine del deserto non c’è più. Sfortunatamente si intromettono il diavolo e le bestie selvatiche, e felicemente si fanno presenti gli angeli. Non come il primo uomo, disobbediente, ma come nuovo Adamo, fiducioso nella parola di Dio e con la forza dello Spirito, Gesù si confronta con le potenze diaboliche, vince le potenze avverse a Dio e prepara la riconciliazione annunziata nelle profezie. E tutto ciò perché ogni uomo possa vivere la sua vita in pace, fiducioso nella provvidenza divina e in comunione con Dio.

3. “Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»”
Pronto per la missione, Gesù lascia il deserto e, sentendo dell’arresto di Giovanni Battista, non torna più al Giordano e non si reca in Giudea. Si dirige invece verso la Galilea, sua terra d’origine, e inizia a proclamare il vangelo di Dio. Si presenta in mezzo ai suoi e porta loro, in nome di Dio, il lieto annunzio della salvezza. Il suo messaggio è chiaro. Il tempo dell’alleanza, che Dio ha sancito con Israele una volta, è compiuto, è arrivato al termine, e di conseguenza il regno di Dio è vicino, sta per realizzarsi in mezzo agli uomini.

Gesù annunzia a tutti che è arrivato il tempo in cui Dio interviene con potenza e misericordia nella storia, non solo per il suo eletto, per Israele, ma a favore di ogni popolo. Sta dicendo che i tempi di quell’attesa universale di liberazione e dell’azione escatologica di Dio stanno per compiersi. Perciò due sono gli inviti veramente urgenti: la conversione, attraverso l’obbedienza ai comandamenti di Dio, il ritorno al Dio dell’alleanza e il riconoscimento della sua sovranità; e credere nel vangelo, accettando colui che viene da Dio e seguire la sua via.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo con una degna condotta di vita”.

I miei pensieri
Gesù si reca in Galilea e proclama in nome di Dio il lieto annunzio della salvezza. Il suo messaggio è molto chiaro. Il tempo dell’alleanza, che Dio ha sancito con Israele una volta, è compiuto, è arrivato al termine, e di conseguenza il regno di Dio è vicino, sta per realizzarsi in mezzo agli uomini.
Gesù annunzia che è arrivato il tempo in cui Dio interviene con potenza e misericordia nella storia.
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