joi, 12 aprilie 2018

Voi siete testimoni - III Domenica del Tempo Pasquale (Anno B)

APPARIZIONE DI GESÙ AGLI UNDICI
“Voi siete testimoni”
At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48

È Gesù che si fa sempre riconoscere
dai testimoni scelti da lui
Lo riconosce Pietro.
Lo riconoscono i due discepoli di Emmaus,
allo spezzare il pane.
Lo riconoscono gli undici discepoli,
che sono riuniti a Gerusalemme.
Essi saranno testimoni
sia dell’identità del Crocifisso con il Risorto
sia della realizzazione nella persona di Gesù
di tutto ciò che le Scritture avevano predetto.

Il contesto: apparizione di Gesù agli undici discepoli
Appena ritornati a Gerusalemme, i due discepoli di Emmaus vengono a sapere non solo che Gesù è risorto, ma anche il fatto che è apparso a Pietro. Allora, pieni di gioia, i due raccontano agli undici e a quelli che erano presenti la loro esperienza, e sottolineano che anche essi hanno incontrato Gesù lungo la strada e lo hanno riconosciuto proprio allo spezzare il pane. Poi Luca racconta la terza apparizione di Gesù agli undici discepoli. Sono tutti presenti a Gerusalemme, nel luogo ormai conosciuto e caro a tutti loro. Gesù appare in mezzo ai discepoli, saluta tutti dicendo: “Pace a voi”, si fa riconoscere e avvia un dialogo con loro. All’inizio, i discepoli sono pieni di paura e pensano che sia un fantasma, ma poi, vedendo i segni della crocifissione e ascoltando le parole di Gesù, sono pieni di gioia e di stupore. Essi credono ora alle Scritture e riconoscono che il loro Maestro, Gesù, è risorto. D’ora in poi essi saranno testimoni di tutto ciò che Dio ha fatto nella persona di Gesù.
Gesù è il Signore. Egli appare agli undici discepoli e mostra loro i segni della crocifissione.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto la fede nel mistero della risurrezione di Gesù.
  • La prima lettura presenta una parte del discorso di Pietro a Gerusalemme, discorso che sottolinea la glorificazione di Gesù dopo la sua morte e afferma che il Dio dei padri ha operato nella vita di Gesù: “Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù (…). Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni”.
  • Nella seconda lettura Giovanni confessa: “Gesù Cristo è la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”.
  • Nel vangelo Luca prima racconta il ritorno a Gerusalemme dei due discepoli di Emmaus e la loro testimonianza, poi presenta l’apparizione di Gesù risorto agli undici discepoli e il mandato missionario conferito a loro: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni”.

La prospettiva: “pieni di paura”, “toccatemi e guardate”, “voi siete testimoni”

1. “Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma”
Appena ritornati a Gerusalemme, i due discepoli di Emmaus raccontano agli undici discepoli e a quelli che erano riuniti con loro l’esperienza dell’incontro con Gesù sulla strada e allo spezzare il pane. E mentre essi si dicono l’un l’altro di aver riconosciuto Gesù risorto, ecco, Gesù si presenta, sta in piedi in mezzo al loro gruppo, e li saluta: “Pace a voi!”.

I discepoli sono spaventati e pieni di timore. All’istante essi credono di vedere un fantasma, uno spirito. Eppure in mezzo a loro si trova il corpo risorto di Gesù. Ma non è lo stesso corpo di prima, è un altro rispetto a quello della vita terrena. È forse Gesù in persona? Forse lo vedono solo in spirito? Gesù è forse vivo e reale? Come mai esiste una profonda continuità personale tra il corpo terreno e il corpo glorificato di Gesù, il loro Maestro e il loro Signore? I discepoli sono impauriti e nello stesso tempo increduli.

2. “«Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi”
Gesù risorto si fa riconoscere dai suoi discepoli e invita tutti loro a toccarlo e a guardarlo. Egli mostra ai suoi discepoli i segni della crocifissione: presenta loro le mani e i piedi. Ma i discepoli sono ancora increduli. Sono turbati. Ancora dubitano. Da una parte essi provano gioia, ma dall’altra parte sono pieni di stupore. È troppo bello per essere vero!

Allora, di nuovo, Gesù si fa riconoscere dai suoi discepoli. Egli chiede loro qualcosa da mangiare, ed essi - sottolinea il vangelo - gli portano un pezzo di pesce fritto. Ora non c’è più perplessità e non ci sono più dubbi. I discepoli fanno esperienza diretta del Risorto e credono nella vita nuova di Gesù, il loro Signore.

3. “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno (…). Di questo voi siete testimoni”
Nel dialogo con i discepoli è Gesù che prende sempre l’iniziativa. È Gesù che si mostra ai testimoni scelti da lui e si fa riconoscere da loro. È Gesù che apre la mente ai suoi discepoli e li aiuta a comprendere le Scritture che hanno parlato di lui, lo hanno preannunziato e si sono attuate nella sua persona. È Gesù il vero interprete delle Scritture che parlano della sua passione, della sua risurrezione dai morti il terzo giorno e della predicazione a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. E ora è sempre Gesù che incarica i suoi discepoli della sua stessa missione. L’annunzio dei suoi discepoli - che ha come contenuto il perdono dei peccati - avrà come punto di partenza Gerusalemme, e da qui, nel nome di Gesù, dovrà raggiungere tutta l’umanità, per provocare la conversione, il ritorno a Dio.

I discepoli sono testimoni di tutto ciò che hanno sentito e hanno visto. Essi sono testimoni di quella pace trasmessa loro dal Signore risorto, pace che indica il dono escatologico ottenuto da Gesù sulla croce, con la sua morte. Da quell’incontro, lo sguardo dei discepoli, fissato sul corpo di Gesù, testimonia per sempre sia l’identità del Crocifisso con il Risorto, sia la realizzazione in Gesù di tutto ciò che le Scritture avevano predetto. E la loro testimonianza sarà per tutti quelli che non hanno fatto l’esperienza diretta di Gesù, il Signore.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che nella gloriosa morte del tuo Figlio,
vittima di espiazione per i nostri peccati,
hai posto il fondamento della riconciliazione e della pace,
apri il nostro cuore alla vera conversione
e fa’ di noi i testimoni dell’umanità nuova,
pacificata nel tuo amore”.

I miei pensieri
I discepoli sono testimoni di quella pace trasmessa loro dal Signore risorto, pace che indica il bene escatologico ottenuto da Gesù sulla croce, con la sua morte.
Da quell’incontro, lo sguardo dei discepoli, fissato sul corpo di Gesù, testimonia per sempre sia l’identità del Crocifisso con il Risorto, sia la realizzazione in Gesù di tutto ciò che le Scritture avevano predetto.
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