sâmbătă, 25 iulie 2015

Prese i pani - XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

IL MESSIA
“Prese i pani”
2Re 4,42-44; Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15

C’è un vero esodo.
Una grande folla,
che ha visto già i segni sugli infermi,
cerca ancora Gesù.
E avrà parte
di uno dei più significativi segni:
la moltiplicazione dei pani.
Ci sarà del pane in abbondanza, per tutti,
è avanzerà pure dodici cesti,
e la gente capirà che Gesù è il Messia.



Il contesto: la moltiplicazione dei pani
Non manca tanto fino alla grande festa della Pasqua. Una grande folla, dai villaggi e dalle città della Galilea, trovandosi sulla Via del Mare già in cammino verso Gerusalemme, desidera incontrare Gesù, il famoso maestro di Nazareth. Nelle varie città e nei pressi di Betsaida, ha ascoltato gli insegnamenti di Gesù è ha visto i segni che ha fatto sugli infermi, cioè le guarigioni. Ora, la gente lo cerca anche sull’altra riva del Mare di Galilea, nel luogo dove si è ritirato con i suoi discepoli, sulla montagna. Gesù guarda attorno e vede la gente venire verso di lui. Il sole è quasi al tramonto, dove trovare da mangiare per tutti? Questa domanda è per Filippo, perché egli conosce questa zona geografica. La situazione, invece, supera totalmente le possibilità del discepolo. Allora interviene Gesù. Egli prende il poco portato proprio da un ragazzo - i cinque panni d’orzo e i due pesci secchi - rende grazie e lo distribuisce alla gente. E compie il grande miracolo. Ora c’è pane per tutti. E avanza pure.
Gesù è il Messia. Egli benedice i cinque panni d’orzo e i due pesci e sfama una grande folla.

Alla sorgente della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema Gesù, il Messia.
  • Nella prima lettura il profeta Eliseo sazia cento persone con venti pani: «Così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
  • Nella seconda lettura Paolo - sottolineando la comunione con Gesù, comunione che si alimenta dell’unico pane eucaristico - esorta: “Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti”.
  • Il vangelo presenta il contesto in cui si trovano Gesù e la gente, racconta il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e annota la reazione dei presenti: “La gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!»”.

La prospettiva: “una grande folla”, “prese i pani”, “questi è davvero il profeta”

1. “Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi”
È passato già più di un anno da quando Gesù ha iniziato il suo ministero pubblico e sta avvicinandosi, per la seconda volta, la grande festa della Pasqua. Lasciando i pressi di Betsaida, insieme ai suoi discepoli Gesù attraversa il Mare di Galilea, sbarca sull’altra sponda e sale sul monte.

Quelli che hanno visto i segni fatti da Gesù sugli infermi, cioè le guarigioni compiute in Galilea, cercano Gesù. E sono veramente in tanti. Un vero esodo. Ma perché lo cercano con tanta insistenza? Il Maestro si è ritirato sulla montagna solo con i suoi discepoli. Forse egli desidera ammaestrare i suoi discepoli o stare in preghiera con loro o dialogare con Dio, suo Padre. Perché la gente lo cerca con ostinazione? Che cosa desidera da lui?

2. “Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano”
Gesù alza gli occhi e vede la gente venire verso di lui. Egli sa che viene da lontano e che tanti sono da giorni in viaggio, diretti a Gerusalemme in occasione della festa di Pasqua. Si attiva immediatamente. Guarda Filippo - il discepolo che è da queste parti - e domanda a lui dove è possibile comprare del pane per sfamare la gente che ha davanti. Ci sono nella borsa solo duecento denari, si rende conto Filippo. Ed è veramente poco. Insufficiente. Non basta un pezzetto di pane a ciascuno. Andrea, il fratello di Simon Pietro, interviene ed esprime chiaramente il suo parere. C’è un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci secchi, ma con poco, umanamente, non si può fare nulla per sfamare tanta gente.

Allora Gesù prende l’iniziativa. Egli chiede ai discepoli di far sedere tutta la gente sull’erba e poi prende i pani. Secondo la tradizione del suo popolo, prima egli rende grazie a Dio e poi, spezzando i pani, li distribuisce insieme ai pesci a quelli seduti sull’erba. Tutti mangiano a sazietà. Il pane benedetto avanza e rimane ancora. Alla fine, Gesù chiede ai discepoli di raccogliere i pezzi avanzati.

3. “La gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!»”
Il prezioso pane benedetto da Gesù, in stretto collegamento col famoso “pane del cielo” ricevuto una volta nel deserto, non deve mai essere sprecato. Perciò, dopo il grande miracolo del pane, i discepoli riempiono con i pezzi di pane avanzato dodici ceste piene. Sicuramente, avranno tanto bisogno di questo pane, donato dal grande profeta escatologico, offerto dal tanto atteso Messia.

L’evangelista Giovanni racconta ciò che egli e gli altri discepoli hanno vissuto in quei giorni. Ha attraversato il mare insieme al suo Maestro e ai suoi compagni. È salito sul monte. Ha mangiato insieme a migliaia di persone il pane benedetto e spezzato da Gesù stesso. È stato meraviglioso. Tutti hanno riconosciuto nella persona di Gesù il profeta escatologico e il Messia atteso, colui che dona “il pane del cielo”, pane che sfama, e avanza in abbondanza.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che nella Pasqua domenicale
ci chiami a condividere il pane vivo disceso dal cielo,
aiutaci a spezzare nella carità di Cristo
anche il pane terreno,
perché sia saziata ogni fame
del corpo e dello spirito”.

I miei pensieri
Il pane non va mai sprecato.
Dodici ceste piene con i pezzi di pane avanzati! C’è tanto bisogno ancora di questo pane, donato dal grande profeta escatologico, offerto dal tanto atteso Messia. 
Gesù è il vero “pane disceso dal cielo”, il pane della vita, il pane per tutti.
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