sâmbătă, 1 august 2015

Disceso dal cielo - XVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

IL PANE DI DIO
“Disceso dal cielo”
Es 16,2-4.12-15; Sal 77; Ef 4,17.20-24; Gv 6,24-35

Si tratta di un dialogo
veramente significativo ed esigente.
Parte dal pane benedetto,
ricorda la manna del deserto
e riflette sul pane della vita,
il pane di Dio, disceso dal cielo.
Colui che segue Gesù e crede in lui
ha il pane della vita
e non avrà più fame
e non avrà più sette.

Il contesto: il discorso del pane della vita
Mentre Gesù si ritira sul monte da solo, verso la sera dello steso giorno in cui ha fatto il miracolo del pane, i discepoli non aspettano Gesù, ma, per propria scelta, decidono di salire in barca e si avviano verso l’altra riva del mare, in direzione di Cafàrnao. C’è ormai tanto buio. Gesù non li ha ancora raggiunto ed essi hanno un certo dispiacere per il rifiuto del loro Maestro di diventare re. Durante la notte, il mare diventa sempre più agitato e il vento sempre più forte. Allora Gesù, camminando sulle acque, si avvicina alla barca dei discepoli. Che spavento e che paura! Egli parla con loro, si presenta e subito la barca raggiunge la riva. Il giorno dopo, nella sinagoga di Cafarnao, Gesù inizia una lunga conversazione con la gente, con i giudei e con i discepoli. Qui egli spiega alla gente il significato del segno miracoloso che ha visto, cioè la moltiplicazione dei pani, e la aiuta a scoprire in esso la scelta da fare. Non è sufficiente mai solo cercare lui e chiedere nuovamente del pane.
Gesù è il Messia. Egli è il pane di Dio, colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo.

Alla sorgente della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema Gesù, il pane della vita.
  • La prima lettura racconta il mormorio degli israeliti nel deserto, contro Mosè e contro Aronne, a causa della mancanza di cibo, e presenta l’intervento potente e paterno di Dio che, attraverso Mosè, dice al popolo: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio”.
  • Nella seconda lettura Paolo chiede agli efesini di non comportarsi più come i pagani, con i loro vani pensieri, ed esorta: “Rinnovate lo spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità”.
  • Il vangelo presenta il discorso di Gesù nel quale evidenzia il significato della moltiplicazione dei pani e sottolinea chi è il pane di Dio: “Rispose loro Gesù: «Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». (…) «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»”.

La prospettiva: “alla ricerca di Gesù”, “il pane di Dio”, “dacci sempre questo pane”

1. “La folla salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù”
La sera, tardi, quelli che hanno mangiato dal pane benedetto si rendono conto che solo i discepoli sono partiti con la barca. La mattina seguente, presto, si accorgono che anche Gesù non si trova sul posto, neanche nelle vicinanze. Capiscono immediatamente che hanno attraversato il lago. Allora una parte di essi salgono in alcune barche di pescatori e partono alla volta di Cafarnao. E qui, molto sorpresi, trovano Gesù nella sinagoga e gli chiedono: “Rabbì, quando sei venuto qua?”

Gesù non risponde alla domanda, ma svella ai suoi interlocutori il loro interesse, cioè il fatto che essi cercano solo il vantaggio materiale: vedere dei miracoli e avere del pane. Non è sufficiente mai solo mangiare del pane. Sì, c’è bisogno certamente di provvedere del pane per conservare questa vita. Nello stesso tempo, invece, c’è bisogno di un impegno particolare, per procurare il cibo che dura per la vita eterna. E solo il Figlio dell’uomo, ossia il Messia, colui che è stato consacrato e mandato dal Padre, può dare il cibo che non perisce.

Nella sinagoga di Cafarnao, tra i presenti e Gesù, si avvia un dialogo significativo. Mentre essi chiedono cosa devono fare di particolare per compiere le opere di Dio, Gesù sposta l’attenzione dalle opere prescritte dalla legge e da qualcosa di nuovo da compiere, alla fede in colui che Dio Padre ha mandato. Egli dice loro che il cibo che non perisce non si ottiene facendo qualcosa, bensì credendo nel Figlio dell’uomo mandato da Dio. Allora i presenti intuiscono che l’opera che devono compiere è la fede nel Messia. Perciò, immediatamente, chiedono a Gesù di fare davanti a loro un segno straordinario, per avere fiducia in lui. Se vedranno un nuovo miracolo, crederanno in lui. Magari un miracolo simile a quello della manna, fatto nel deserto, da Mosè. Il Messia ha il potere di far scendere la manna dal cielo. Quindi essi chiedono una garanzia del fatto che lui, Gesù, sia il rappresentante di Dio.

2. “Rispose loro Gesù: «Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo»”
Gesù risponde alla richiesta dei presenti nella sinagoga di Cafarnao, quella di vedere un segno straordinario, e allo stesso tempo corregge la loro interpretazione sulla manna. Egli dice loro che non è stato Mosè a dare la manna, ma il Padre, e specifica il fatto che proprio ora si compie il tempo messianico, il tempo in cui il Padre dà il vero pane del cielo.

Il pane della vita non è un pane, come la manna. Non è un pane che si raccoglie e di cui si può disporre. Il pane disceso dal cielo, il pane di Dio, è una persona. È il Figlio dell’uomo. È il Messia, colui che dà la vita al mondo. Chi crede in lui ha la vita eterna.

3. “Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane»”
Quelli che hanno visto la moltiplicazione del pane, un segno veramente grande, e che credono al segno della manna, il noto miracolo dell’esodo, ora desidera avere da Gesù il pane che non perisce. Capiscono che si tratta di un pane molto importante, ma chiedono sempre un pane materiale.

Tutti i presenti nella sinagoga di Cafarnao hanno sentito Gesù dicendo: “Io sono il pane della vita”, ma chi può dire quanto sia stato difficile a loro capire veramente le parole sul pane di Dio e la grande rivelazione sul Figlio dell’uomo? Sono grandi questi misteri! Potevano essi avere la capacità di comprendere che il Padre dà il pane della vita per mezzo del Figlio dell’uomo? Sì, essi hanno sentito le parole di Gesù, ma a loro non è stato facile comprendere che seguire lui significava colmare la loro fame di Dio e credere in lui significava raggiungere l’amicizia con Dio. A loro non è stato facile accettare che stavano vivendo proprio il compimento del tempo messianico.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che affidi al lavoro dell’uomo
le immense risorse del creato, fa’ che non manchi mai il pane
sulla mensa di ciascuno dei tuoi figli,
e risveglia in noi il desiderio della tua parola,
perché possiamo saziare la fame di verità
che hai posto nel nostro cuore”.

I miei pensieri
Il vero pane disceso dal cielo, il pane di Dio, è una persona. È il Figlio dell’uomo. È il Messia che dà la vita al mondo. Chi crede in lui ha la vita eterna. 
Tutti i presenti nella sinagoga di Cafarnao hanno sentito Gesù dicendo: “Io sono il pane della vita”, ma chi può dire quanto sia stato difficile a loro capire veramente le parole sul pane di Dio e la grande rivelazione sul Figlio dell’uomo?
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