duminică, 9 august 2015

Il corpo di Gesù - XIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

IL PANE DELLA VITA
“Il corpo di Gesù”
1Re 19,4-8; Sal 33; Ef 4,30-5,2; Gv 6,41-51

Una volta, nel deserto,
durante il grande esodo,
tutti hanno mormorato contro il Signore.
E nessuno di loro
è entrato nella terra promessa.
Ora si compie il tempo messianico
e nessuno rischia di nuovo.
Il pane di Dio,
il pane vivo disceso dal cielo, il Cristo,
offre se stesso per la vita di tutti.

Il contesto: il discorso del pane della vita
Il giorno successivo al grande segno del pane, nella sinagoga di Cafarnao, Gesù afferma che il Padre dà il vero pane dal cielo per mezzo del Figlio dell’uomo. Questo pane è il pane di Dio, disceso dal cielo, cioè è lui stesso, il Cristo. Chi viene da lui e crede in lui non ha più fame, non ha più sete. Purtroppo le parole di Gesù sono fraintese. I suoi ascoltatori non comprendono il messaggio. E quindi mormorano. Seguono la stessa via dei loro antenati ai tempi dell’esodo. Essi pretendono di conoscere abbastanza bene Gesù, affermando che è uno di loro, il figlio di Giuseppe, ma in realtà non lo conoscono. Allora interviene Gesù. Egli corregge il modo di pensare dei suoi ascoltatori. Chi si lascia ammaestrare da Dio, colui accoglie l’attrazione della fede, accetta la rivelazione di Cristo e ascolta lui. Quindi viene da lui e crede in lui. Il pane della vita eterna è lui, il Cristo mandato dal Padre, che ora sta parlando con loro.
Gesù è il Cristo. Egli è il pane vivo, disceso dal cielo, pane offerto per la vita del mondo.

Alla sorgente della Parola
I testi liturgici mettono in risalto il tema Gesù, il pane della vita.
  • La prima lettura racconta la fuga di Elia che, minacciato di morte dalla regina Jesabel, arriva a Berseba di Giuda, e là interviene Dio, mandandogli pane dal cielo: “Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb”.
  • Nella seconda lettura Paolo esorta gli efesini: “Fratelli, fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore”.
  • Il vangelo continua il discorso del pane della vita, sottolineando il mormorio dei presenti e l’affermazione centrale di Gesù quale pane vivo, disceso dal cielo: “Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

La prospettiva: “si misero a mormorare”, “il pane della vita”, “la mia carne”


1. “In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo»”
I giudei mormorano contro Gesù. Proprio perché sanno che è il figlio di Giuseppe e di Maria, reagiscono. Come può avere Gesù la pretesa di essere il pane disceso dal cielo? Uno di loro può pretendere di essere il mediatore finale della salvezza? Essi mettono in discussione le parole di Gesù. Le considerano sproporzionate. Eccessive. Come può affermare che viene da Dio dal momento che è uno di loro?

È questo il tempo della nuova alleanza, dice Gesù ai suoi interlocutori. È questo il tempo in cui tutti saranno ammaestrati da Dio, come ha profetizzato Isaia. Dio stesso interviene nella storia, agisce sul cuore dell’uomo con la sua parola e illumina con la sua grazia la strada di coloro che credono in lui. Perché allora mormorare, chiede Gesù ai giudei? Perché sono scontenti? Chi ha la fede e accoglie il suo messaggio, colui si lascia ammaestrare da Dio. Colui viene sicuramente da lui, il Cristo, e ha il dono della salvezza, cioè la vita eterna.

2. “Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia
Di nuovo, Gesù si presenta come il pane della vita che proviene dal Padre e dice chiaramente ai giudei che tutti coloro che vengono da lui e credono in lui hanno la vita vera. Già da adesso. Una vita nuova. Una vita diversa da quella dei loro padri che, nel deserto, hanno mormorato contro il Signore e non hanno accolto le sue parole. Di conseguenza, durante il grande esodo, tutti sono morti nel deserto e neanche uno di quelli che sono usciti dalla schiavitù egiziana è entrato nella terra promessa. Neanche Mosè. Tutta quella generazione che ha mangiato la manna è morta nel deserto. Per tutti quelli che hanno mormorato contro il Signore e non hanno dato ascolto alla sua voce, l’esodo è stato un grande fallimento.

Perché rischiare un nuovo fallimento? Perché non fare ora la scelta di entrare nella pienezza della libertà? Chi accoglie il pane vivo disceso dal cielo e mangia di questo pane, ossia ascolta la voce di Cristo e abbraccia lui e il suo messaggio, colui ha la vita senza fine e non conosce la morte.

3. “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”
Il discepolo Giovanni, anche lui presente nella sinagoga di Cafarnao, testimonia nel vangelo che Gesù, il suo Maestro che segue e ascolta, è il pane vivo, disceso dal cielo. È lui il pane di Dio, presente in mezzo agli uomini per la vita del mondo. Quanto grande è questo mistero! In quel momento, nella sinagoga di Cafarnao, chi poteva comprenderlo con la mente? I discepoli e i giudei stavano vivendo proprio il compimento delle profezie e l’arrivo del tempo messianico, si trovavano davanti al Cristo e ascoltavano proprio il suo messaggio. Come accogliere tutta questa novità? Come abbracciare il mistero?

Presente ai piedi della croce insieme a Maria, Giovanni ha visto come il suo Maestro, Gesù il Cristo, ha immolato la sua carne sulla croce - la sua persona umana - e come ha dato la sua vita in riscatto per la vita del mondo. Ma non comprenderà in quel momento, sul Calvario, il grande mistero che stava vivendo. Lo comprenderà con l’aiuto dello Spirito Santo, ma solo più tardi.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Guida, o Padre, la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
sostienila con la forza del cibo che non perisce,
perché perseverando nella fede di Cristo
giunga a contemplare la luce del tuo volto”.

I miei pensieri
Dio stesso interviene nella storia, agisce sul cuore dell’uomo con la sua parola e illumina con la sua grazia la strada di coloro che credono in lui. Chi ha la fede e accoglie il suo messaggio, colui si lascia ammaestrare da Dio. Colui viene sicuramente da Gesù, il Cristo, e ha il dono della salvezza, cioè la vita eterna.
Presente ai piedi della croce insieme a Maria, Giovanni ha visto come il suo Maestro, Gesù il Cristo, ha immolato la sua carne sulla croce - la sua persona umana - e come ha dato la sua vita in riscatto per la vita del mondo.
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