sâmbătă, 15 august 2015

Il pane della vita - XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

LA CARNE DEL FIGLIO DELL’UOMO
“Il pane della vita”
Pr 9,1-6; Sal 33; Ef 5,15-20; Gv 6,51-58

Gesù può procurare del pane
per tutti e in abbondanza.
Questa è la convinzione della gente
che ha partecipato sul monte al miracolo
della moltiplicazione del pane e dei pesci
e che ora cerca Gesù per avere più pane.
La sorpresa sarà ancora più grande.
Gesù si presenta come il vero pane,
la Parola discesa dal cielo.
Il suo corpo offerto sulla croce
è dono totale di amore per la vita del mondo.


Il contesto: il discorso eucaristico
Dopo la moltiplicazione dei cinque pani d’orzo e dei due pesci, Gesù va a Cafarnao insieme ai suoi discepoli e qui, nella sinagoga, inizia un lungo discorso sul pane della vita. La gente che ha visto il miracolo cerca Gesù e lo trova. Ha capito che egli può dare alimento a tutti, come Mosè una volta, e quindi vuole più pane. Ma Gesù cerca di aprire gli occhi di quelli che lo cercano e chiede loro di lavorare per il vero cibo e di fare la volontà del Padre. In questo modo, aprendosi a Dio, essi accettano lui - il vero pane disceso dal cielo - e la sua nuova proposta che invita a passare dal miracolo della moltiplicazione alla comprensione del grande dono del pane della vita. I presenti reagiscono. Sono colpiti. Essi non capiscono Gesù che sta parlando del suo corpo offerto per la vita del mondo. Alla fine saranno in molti che lo abbandoneranno.
Gesù è il pane disceso dal cielo. Egli offre se stesso per la vita del mondo.

Alla sorgente della Parola

I testi liturgici mettono in risalto il tema del pane disceso dal cielo.
  • Nella prima lettura la sapienza di Dio invita a un banchetto per acquisire l’intelligenza: “A chi è privo di senno ella dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate l’inesperienza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza»”.
  • Nella seconda lettura Paolo esorta gli efesini: “Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo”.
  • Nel vangelo Giovanni presenta il discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, in cui dice che egli è il pane vivo: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

La prospettiva: “discutere aspramente”, “la carne del Figlio dell’uomo”, “questo pane”

1. “I Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?»”
Il vangelo ha consegnato il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e quel momento preciso in cui Gesù ha detto alla gente che egli è il pane della vita. La gente desiderosa di più pane cerca Gesù. Avendo assistito al miracolo e avendo mangiato del pane, ha capito bene che egli può procurare del pane per tutti, in abbondanza. E questo è quanto può desiderare e sperare.

Il pane è simbolo della vita. È insieme dono del cielo e frutto di lavoro. È alimento che dà forza e crea comunione tra coloro che lo mangiano. Non è la vita, alimenta la vita. È un segno che fa parte dell’esperienza di ogni giorno. Gli ascoltatori di Gesù conoscono benissimo questo ruolo del pane ed è per questo che, al sentire Gesù che dice “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”, cominciano a discutere aspramente tra di loro. Mormorano. Vedono un uomo, sanno che viene da Nazaret e non accettano il fatto che venga da Dio. Litigano. Come può dare Gesù il suo corpo per la vita del mondo? Per loro è molto difficile accettare che la vita divina venga da Gesù, che egli sia insieme Figlio dell’uomo e Figlio di Dio.

2. “Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita»”
Gesù fa un salto di qualità nel suo insegnamento e sostituisce la parola pane con le parole corpo, carne e sangue e scambia poi i verbi mangiare e bere con il verbo credere. Il pane della vita è Gesù stesso, la Parola diventata carne. Ora egli è il pane vivo disceso dal cielo, in questo momento preciso della storia, e si trova in mezzo agli uomini.

Il discorso di Gesù è pregno di significati pasquali. Gesù guarda in avanti e sa che il pane che egli darà è strettamente collegato al suo sacrificio pasquale. Quando sarà giunta la sua ora, egli, l’agnello di Dio, darà la sua carne e il suo sangue, appunto il suo corpo. Si tratta della sua offerta totale sulla croce, come dono totale di amore per la vita del mondo.

3. “Chi mangia questo pane vivrà in eterno”

Il discepolo Giovanni accoglie le parole del suo Maestro e testimonia che Gesù è il pane disceso dal cielo, è vero cibo ed è vera bevanda, segno del suo corpo offerto sulla croce. Gesù ha la forza di far partecipe alla risurrezione colui che mangia il suo corpo. Chi crede entra in una comunione di amore con lui e dimora in Gesù e Gesù dimora in lui. Si può dire che si realizza così una comunione di vita, specifica dell’amore, tra due che restano distinti.

Grande è il mistero del pane disceso dal cielo che comunica all’uomo la vita eterna. Pur svelato da Gesù stesso, rimane mistero. È il mistero eucaristico. Solo più tardi i giudei e i discepoli comprenderanno che il pane d’orzo che avevano mangiato sul monte era molto di più della manna del deserto. Solo con l’aiuto dello Spirito Santo essi crederanno che quel pane era un segno transitorio del sublime dono del corpo di Gesù, che si offrirà sulla croce per la vita di tutti coloro che sono in cammino verso il Padre.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio della vita, che in questo giorno santo
ci fai tuoi amici e commensali,
guarda la tua Chiesa che canta nel tempo
la beata speranza della risurrezione finale,
e donaci la certezza di partecipare
al festoso banchetto del tuo regno”.

I miei pensieri

Il pane è simbolo della vita. È insieme dono del cielo e frutto di lavoro. È alimento che dà forza e crea comunione tra coloro che lo mangia. Non è la vita, alimenta la vita. È un segno che fa parte dell’esperienza di ogni giorno.
Il pane della vita è Gesù stesso, la Parola diventata carne. Egli è il pane vivo disceso dal cielo, in quel momento memorabile della storia, e ora si trova in mezzo agli uomini come dono totale di amore per la vita del mondo.
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