sâmbătă, 28 noiembrie 2015

Con grande potenza - I Domenica di Avvento (Anno C)

IL FIGLIO DELL’UOMO
“Con grande potenza”
Ger 33,14-16; Ps 24; 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36

Sta arrivando un tempo nuovo.
Il vangelo, rifiutato dal popolo d’Israele,
sarà annunziato a tutte le nazioni.
Prima ci sarà il peso delle persecuzioni,
ma dopo arriverà il Figlio dell’uomo.
Coloro che seguono il Cristo,
pieni di speranza,
alzeranno la testa,
perché si avvicinerà la loro redenzione.

Il contesto: i segni premonitori
Gesù si trova a Gerusalemme. Egli insegna e ha dei dibattiti in cui esprime la sua compassione per la durezza del cuore dei farisei, degli scribi e dei sadducei. Piange realmente la bellezza e la grandezza del tempio e della città di Gerusalemme e preannunzia i tempi della loro distruzione. Quanta incredulità! Gli abitanti di Gerusalemme non riconoscono i segni dei tempi. Di quello che si vede, “non sarà lasciata pietra su pietra”. Il Signore ha visitato questo luogo, ma non è stato accolto. Allora i discepoli chiedono al loro Maestro: “Quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?” Il vangelo di Luca presenta la risposta di Gesù nel “discorso escatologico” e mostra i segni premonitori della venuta del Figlio dell’uomo. Il discorso escatologico si conclude poi con la parabola del fico. Ognuno stia attento!
Gesù è il Maestro. Egli svela i segni premonitori della venuta del Figlio dell’uomo.

Alla sorgente della Parola
I testi liturgici mettono in evidenza la venuta di Gesù il Cristo.
  • Nella prima lettura il profeta Geremia preannunzia: “Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra”.
  • Nella seconda lettura l’apostolo Paolo esorta i tessalonicesi: ”Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi”.
  • Il vangelo presenta una parte del discorso escatologico, in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti (…). Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria”.

La prospettiva: “vi saranno segni”, “vedranno il Figlio dell’uomo”, “state attenti”

1. “Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti»”
Gesù si trova nel tempio di Gerusalemme. È arrivato oramai alla fine del suo lungo viaggio e la sua attività pubblica è conclusa, ma la folla dei suoi discepoli gli fa ancora ressa attorno per ascoltare i suoi discorsi. Mancano solo pochi giorni alla sua passione e morte in croce.

Il vangelo annota lo stupore di alcuni che parlano della bellezza grandiosa del tempio e poi, svoltando la pagina, cambia prospettiva. Cambierà tutto! Non resterà pietra su pietra. Gesù preannunzia la distruzione del tempio e tra i discepoli si fa presente un silenzio di piombo. Attoniti, i discepoli chiedono: Maestro, quando accadrà questo? Quale sarà il segno?

Pian piano il velo del silenzio si allontana e il lamento di Gesù si dispiega in parole. Quanta ostinata incredulità di Gerusalemme! La guerra si vede già alle sue porte. La sua devastazione e la sua distruzione sono imminenti. Sta arrivando il giudizio di Dio sulla città santa e su tutto il paese, perché non hanno riconosciuto il tempo in cui sono stati visitati dal Messia. Ci saranno sconvolgimenti sulla volta celeste – nel sole, nella luna e nelle stelle – e sulla terra ci sarà un terribile sconvolgimento del mare e dei flutti. Tutti questi fenomeni cosmici e terrestri faranno nascere angoscia e ansia in tutte le nazioni.

2. “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria”
I segni premonitori precedono l’evento finale della storia, la venuta del Figlio dell’uomo. Al vedere questi segni, i discepoli di Gesù devono cambiare il loro atteggiamento: mettersi dritti e alzare la testa. La venuta imminente del Figlio dell’uomo con grande potenza e gloria è causa di gioia e di liberazione e segna il trionfo di coloro che sono rimasti fedeli. Sta avvicinandosi la loro redenzione. L’evento escatologico del Figlio dell’uomo porta a compimento le promesse fatte da Dio al suo popolo.

Saper riconoscere i segni presenti nella storia – sottolinea la parabola del fico – significa saper cogliere il disegno salvifico di Dio. E Gesù stesso sottolinea la veridicità di tutto ciò che ha predetto e il vangelo annota che anche se il cielo e la terra passeranno, le sue parole non passeranno.

3. “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”
La caduta di Gerusalemme e la sua devastazione segnerà l’inizio di un tempo nuovo in cui il vangelo sarà annunziato a tutti i popoli. Già prima che tutto accada, Gesù esorta i suoi discepoli a stare attenti e a non abbandonare mai la fede. Il giorno della fine arriverà improvvisamente.

La nuova comunità di fede, la Chiesa, particolarmente nei primi secoli, vivrà pienamente i tempi predetti nel discorso escatologico tenuto da Gesù nel tempio di Gerusalemme. I primi cristiani, pur vivendo tempi di grandi persecuzioni, impareranno a mettersi dritti e levare il capo, avendo sempre presente che sono associati alla passione e alla morte di Gesù Cristo. La loro situazione di vita, molto difficile, non sarà mai causa di terrore, ma di grande speranza. Essi crederanno continuamente che la loro liberazione è vicina.

In mezzo alle sventure e attenti ai segni dei tempi, i cristiani vegliano a testa alta. Rivolgendo il loro sguardo verso il Cristo - giudice e salvatore che assimila i credenti alla sua risurrezione - essi attendono con gioia il suo ritorno glorioso. In ogni momento, evitano il rilassamento dei costumi e pregano: “Vieni, Signore Gesù!”

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Padre santo, che mantieni nei secoli le tue promesse,
rialza il capo dell’umanità oppressa da tanti mali
e apri i nostri cuori alla speranza,
perché sappiamo attendere senza turbamento
il ritorno glorioso del Cristo, giudice e salvatore”.

I miei pensieri
I primi cristiani, pur vivendo tempi di grandi persecuzioni, impareranno a mettersi dritti e levare il capo, avendo sempre presente che sono associati alla passione e alla morte di Gesù Cristo, l’unico salvatore.
La venuta imminente del Figlio dell’uomo con grande potenza e gloria è causa di gioia e di liberazione e segna il trionfo di coloro che sono rimasti fedeli.
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