duminică, 25 decembrie 2016

Il Verbo si fece carne - Natale del Signore (Messa del Giorno)

IL FIGLIO UNIGENITO
“Il Verbo si fece carne”
Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

La festa del Natale,
nell’ascolto della testimonianza dell’apostolo Giovanni
descritta nell’inno di lode alla Parola,
invita ogni uomo a scoprire
chi è Gesù,
chi è il Padre
e chi è l’uomo stesso.
L’apostolo testimonia quello che ha visto,
quello che ha sentito e ha toccato,
e crede a colui che si è proclamato Figlio di Dio,
Parola che da sempre è presso il Padre,
che è Dio,
e che “si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi”.
Chi ascolta e accetta che Gesù è il Figlio unigenito
riceve il potere di diventare figlio di Dio.



Il contesto: inno alla divinità del Verbo
Alla scuola di Gesù e alla luce dell’evento pasquale, Giovanni contempla il mistero di Gesù Cristo. Egli è l’apostolo che ha la possibilità di veder splendere la luce nelle parole e nei gesti di Gesù. Più tardi egli fa un riassunto che presenta in un bellissimo inno alla Parola e che mette all’inizio del suo vangelo, inno in cui parla del “Verbo” (la Parola) presso Dio e del suo ruolo nella creazione e nella redenzione, del suo diventare carne in Gesù e della sua rivelazione sul Padre.
Gesù è il Figlio unigenito. Giovanni testimonia tutto quello che egli stesso ha visto e ha creduto.

La liturgia della Parola
I testi liturgici sono un inno alla Parola che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
  • Nella prima lettura Isaia profetizza: “Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio (…). Il Signore ha consolato il suo popolo”.
  • Nella seconda lettura l’autore della lettera agli Ebrei dice: “Dio, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo”.
  • Nel vangelo Giovanni presenta l’inno di lode alla Parola: ”E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

La prospettiva: “il Verbo”, “si fece carne”, “grazia su grazia”

1. “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”
Nel tempo dell’avvento abbiamo incontrato “un uomo inviato da Dio”, Giovanni Battista, che annuncia la luce che sta per venire nel mondo e, tra la gente che veniva a battezzarsi, testimonia la presenza di Gesù, colui che è la luce attesa. Più tardi, alla scuola di Gesù questa volta, l’apostolo Giovanni ha la possibilità di veder splendere proprio questa luce, Gesù, ogni volta quando lo ascolta, lo segue, mangia insieme con lui e sta in sua compagnia.

Giovanni sente le parole di Gesù e mette la sua fiducia in lui; vede i gesti, i miracoli che egli fa, e crede e scopre la Parola creatrice, la Sapienza eterna e la Gloria di Dio nella persona di Gesù. L’apostolo rimane stupefatto ogni volta quando Gesù rivela, passo dopo passo, la sua identità di Figlio eterno di Dio, sceso in mezzo agli uomini, per portare un messaggio di gioia e di speranza e per riconciliare tutto e tutti con il suo Padre celeste.

Dopo anni di esperienza diretta e di rapporto effettivo con Gesù, alla luce della sua meditazione profonda e della sua contemplazione silenziosa, e guidato dalla grazia divina, Giovanni mette per iscritto il bellissimo inno alla Parola (in greco “logos”), che presenta come luce e vita di tutto, che da sempre è presso il Padre ed è Dio, che è venuta in mezzo agli uomini per compiere la promessa e per portare la salvezza.

2. “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”
Ogni uomo avverte dentro di sé la luce della Parola, testimonia Giovanni. L’uomo sente nel suo cuore un richiamo interiore, appunto quello della luce, che ispira al bene, illumina la mente, nutre e libera il cuore, incessantemente. È il desiderio insaziabile di attingere alla sorgente della vita e da vivere con amore e in verità. Questa luce si trova in ogni uomo.
La Parola rivolta a tutti come luce di vita, nonostante sia desiderata, non è accolta proprio perché non è riconosciuta. Accoglierla, ecco, diventa questione di vita e di morte. Questa Parola, che è Dio, fa entrare ogni uomo in dialogo con Dio e dà “il potere di diventare figli di Dio”.
La Parola “si fece carne” per rivelarci il volto del Padre. Questo è il mistero del Natale, il dono di Dio per ogni uomo. Chi contempla la luce che brilla sul volto della Parola fatta carne contempla il volto del Figlio di Dio, venuto “ad abitare in mezzo a noi”.
Il totalmente altro, Dio, “piantò la tenda” (nel greco “eskénosen”, che richiama l’ebraico “shekinah”, “la dimora di Dio tra gli uomini”) e manifesta la sua bellezza unica. In Gesù, la Parola eterna è diventata visibile. È una vera epifania. Gesù è la visibilità della gloria del Figlio, che è la stessa del Padre. Una volta per tutte, l’attesa si compie e Dio trova casa “in mezzo a noi”, nella persona di Gesù, luogo della presenza e della gloria divina.

3. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia”
L’apostolo Giovanni dà la sua testimonianza e canta questo inno di lode e gloria perché tutti riconoscano la luce della vita, Gesù il Figlio del Padre, affinché accolgano la pienezza del suo dono e arrivino a conoscere la verità.
La festa di Natale invita ogni uomo a ricevere grazia dopo grazia. Certamente, vedere Dio è impossibile. È assolutamente vietato farsi immagini di Dio. Gesù, con la sua vita, i suoi gesti e le sue parole, Gesù che è in intimità assoluta con il Padre, è colui che ci rivela il Dio invisibile.
Questa è la bellezza del Natale: chi ascolta la Parola diventata carne, contempla il volto di Gesù e, con la sua grazia, vede chi è Dio e scopre il suo infinito amore per gli uomini.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine,
e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio,
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”.

I miei pensieri
La Parola “si fece carne” per rivelarci il volto del Padre. Questo è il mistero del Natale, il dono di Dio per ogni uomo.
Chi contempla la luce sul volto di Gesù, contempla il volto del Figlio di Dio e scopre il suo infinito amore per gli uomini.
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