sâmbătă, 5 decembrie 2015

La via del Signore - II Domenica di Avvento (Anno C)


GIOVANNI BATTISTA
“La via del Signore”

“La parola di Dio venne su Giovanni,
figlio di Zaccarìa, nel deserto...
«Voce di uno che grida:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!»
(Ger 33,15)




Posizione chiave
Dove volgere lo sguardo nella seconda domenica di Avvento? Questa domanda “orienta” la ricerca di fede e la colloca nella direzione di Dio, appunto nel suo piano per l’umanità. Dio stesso si incarica a preparare la strada di ritorno verso Gerusalemme. Il profeta Baruc annunzia che solo il Signore può ridare la speranza agli esiliati, perché ognuno di essi intraveda la luce nel buio più profondo e percepisca la ricostruzione della città santa nel caos della devastazione. Fra qualche secolo, nel deserto di Giuda, lo sguardo incontra Giovanni Battista e il suo messaggio forte: “Preparate la via del Signore. Convertitevi!” Sotto la guida dell’apostolo Paolo, lo stesso sguardo di fede incontra la carità sempre più forte dei filippesi che, ricolmi del frutto di giustizia, si preparano per essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.
Dio guida la storia. Sulla strada della vita, la misericordia, la salvezza e la giustizia sono i mirabili doni di Dio, doni che adornano ogni pellegrino in cerca di Messia. Le profezie si compiranno tutte al momento stabilito, e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.

Alla sorgente della parola
I testi liturgici mettono in risalto il tempo e la via del Messia.
  • Prima lettura: Bar 5,1-9. “Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio (…). Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio. Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui”.
  • Seconda lettura: Fil 1,4-6.8-11. “Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. Prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio”.
  • Il vangelo: Lc 3,1-6. “…La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»”

La prospettiva: “Dio ha deciso”, “la via del Signore”, “per mezzo di Gesù Cristo”
1. ”Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio”
La consolazione della città santa si trova al centro delle profezie di Baruc. È l’anno 582 a.C. Lontano da Sion, il profeta annuncia ai suoi fratelli - esiliati in Babilonia - un segno di speranza. Il suo sguardo attinge a visioni cariche di ottimismo che annunziano la fine dell’allontanamento.
Il Signore, L’eterno, prepara un futuro prospero per tutti gli abitanti di Gerusalemme. Egli è l’unico che può trasformare il lutto e la rovina, la miseria e la dispersione del suo popolo in allegria e splendore, benessere e comunione.
Dio ha deciso di chiamare i figli di Israele da oriente e da occidente e di ricondurre tutti loro “con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia”. La sua decisione è irrevocabile. Dio non si darà pace finché non avrà mostrato la sua gloria. Dio stesso preparerà tutto per l’arrivo del Messia.

2. “Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”
Il vangelo annota che le attese dei figli di Israele si compiono e le loro speranze messianiche si riaccendono finalmente all’apparizione di Giovanni nel deserto di Giuda e sulle rive del Giordano. Il principale evento religioso del tempo sta per compiersi: la parola di Dio scende su Giovanni, figlio di Zaccaria, e lo trasforma nel profeta del Messia atteso da tutti. L’evento viene molto bene inquadrato nella storia del mondo e nella storia di Israele. È situato in un luogo preciso, il dominio dell’imperatore Tiberio e del governatore Pilato ed è inserito in un tempo determinato, il tempo dei sommi sacerdoti Anna e Caifa.
Giovanni vive nella tenda come i beduini. Povero, lontano da ogni cosa inutile, circondato dal silenzio del deserto e attento ai segni dei tempi, è fiducioso nel compimento delle profezie. La sua è un’esperienza spirituale forte, la spiritualità del deserto. La parola di Dio lo assiste ed egli propone a tutti un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Ora è Giovanni la voce che grida: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”
Verso la fine della missione profetica, lo sguardo di Giovanni Battista incontra lo sguardo di Gesù di Nazareth, alle acque del Giordano. I due sguardi attestano in modo mirabile il compimento delle profezie e l’arrivo del tempo messianico e di una società nuova. Il tempo è compiuto! Ogni uomo può vedere la salvezza di Dio.

3. “… Essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio”
Gesù il Cristo ha fatto nascere una società nuova, appunto la comunità cristiana. Paolo, appostolo in questa comunità cristiana, scrive ai filippesi che il Signore stesso ha iniziato in essi un’opera buona e riconosce che essa è un grande dono di Dio. Volgendo con grande fiducia il suo sguardo alla nuova comunità, Paolo prega per essa. Egli prega perché il nuovo modo di vivere la vita in carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento.
Il mondo nuovo profetizzato da Baruc e inaugurato da Gesù è prima di tutto l’opera di Dio e solo dopo è costruzione dell’uomo. Conoscendo il grande dono di Dio fatto alla comunità di Filippi, il dono della fede in Gesù Cristo, Paolo indica il modo della costruzione della loro comunità. Egli ricorda che all’inizio c’è stato il primo momento in cui i filippesi hanno accolto l’annunzio evangelico. È stato il momento della conversione. Tutti loro sono stati neofiti. Hanno accolto con grande gioia il battesimo. Poi essi hanno espresso la loro fede viva ogni giorno e hanno vissuto il presente attraverso la loro carità verso tutti. E la loro comunità è cresciuta ed è conosciuta per la sua fede attiva. Ci sarà anche un punto di arrivo. Alla fine della storia, il Cristo ritornerà ed essi, ricolmi del frutto della fede e della carità, godranno con lui per sempre.

Fonti d’ispirazione
Voce di uno che grida nel deserto
Voce di uno che grida nel deserto: ”Preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio” (Is 40, 3).
Dichiara apertamente che le cose riferite nel vaticinio, e cioè l'avvento della gloria del Signore e la manifestazione a tutta l'umanità della salvezza di Dio, avverranno non in Gerusalemme, ma nel deserto. E questo si è realizzato storicamente e letteralmente quando Giovanni Battista, predicò il salutare avvento di Dio nel deserto del Giordano, dove appunto si manifestò la salvezza di Dio. Infatti Cristo e la sua gloria apparvero chiaramente a tutti quando, dopo il suo battesimo, si aprirono i cieli e lo Spirito Santo, scendendo in forma di colomba, si posò su di lui e risuonò la voce del Padre che rendeva testimonianza al Figlio: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo” (Mt 17, 5).
Di chi è figura, infatti, colui che reca liete notizie se non della schiera degli evangelizzatori? E che cosa significa evangelizzare se non portare a tutti gli uomini, e anzitutto alle città di Giuda, il buon annunzio della venuta di Cristo in terra?
Eusebio di Cesarea, Commento sul profeta Isaia, cap. 40, 3. 9; PG 24, 366-367.

Giovanni - Non temere
di Mons. Marco Frisina
Fonte: https://youtu.be

Pensieri
La conversione è prima di tutto il dono prezioso di Dio, una grazia, e solo dopo è risposta fiduciosa e coraggiosa dell’uomo, un cambiamento di mentalità e di azione. 
Lo sguardo di Gesù innesca un dinamismo di conversione e un cammino di rinnovamento in tutti coloro che lo incontrano. E una volta scoperto, rivela una via nuova e un mondo nuovo. La sua novità non cessa mai di affascinare. È uno sguardo ricco di misericordia, di pace, di gioia. Uno sguardo che colma le distanze tra terra e cielo.
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