sâmbătă, 27 mai 2017

Per loro chiedo - VII Domenica del Tempo Pasquale (Anno A)


LA PREGHIERA SACERDOTALE
“Per loro chiedo”
At 1,12-14; Sal 26; 1 Pt 4,13-16; Gv 17,1-11a

Il discepolo Giovanni
ha messo per iscritto nel vangelo
la preghiera più profonda
che Gesù ha fatto
prima del suo dono totale sulla croce.
Da quel momento, l
a via è unica e sicura:
la conoscenza di Gesù Cristo
porta alla conoscenza del Padre.
Al di fuori di Gesù
non c’è un’altra via.

Il contesto: la preghiera di Gesù per i suoi
Il discepolo amato, Giovanni, ha messo per iscritto nel suo vangelo dei testi veramente profondi. Uno di questi testi presenta proprio ciò che Gesù ha detto e ha fatto nell’ultima Cena pasquale. In quell’ultima sera, Gesù ha fatto vedere ai suoi discepoli la via maestra dell’amore (il donare di se stesso attraverso la lavanda dei piedi) e l’amore totale per i suoi (rappresentato nel pezzo di pane dato a Giuda, che lo stava tradendo). Ora, nella preghiera sacerdotale, alzando gli occhi al cielo, Gesù svela ai suoi cari la sorgente dell’amore: il mistero ineffabile del Figlio e del Padre. Poi, guardando verso i suoi discepoli, che ama chiamare amici e fratelli, prega il Padre per tutti loro.
Gesù è il Figlio di Dio. Egli svela ai suoi discepoli il suo mistero e prega per loro.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto i temi della preghiera e della conoscenza di Dio.
  • Nella prima lettura, Luca presenta il ritorno dei discepoli a Gerusalemme e il loro salire nella stanza superiore, dove, in preghiera, aspettano la discesa dello Spirito Santo: “Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui”.
  • Nella seconda lettura, Pietro parla dell’imminenza del ritorno di Cristo e ricorda ai cristiani come vivere nel tempo dell’attesa: “Se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio”.
  • Nel vangelo, Giovanni presenta la preghiera di Gesù per i suoi discepoli, pregando il Padre perché essi possano vivere da figli e fratelli: “Io per loro chiedo, non per il mondo chiedo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi”.

La prospettiva: “che conoscano te”, “il tuo nome”, “io per loro chiedo”

1. “Ora questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”
Si trovavano tutti, Maestro e discepoli, a celebrare la Pasqua nella sala superiore. E mentre il dialogo stava arrivando a un momento molto importante, Gesù ha aperto ai suoi discepoli un varco di luce sullo splendore di Dio e sulla sua identità in relazione col Padre. In quell’ultima sera, vissuta insieme ai suoi discepoli, egli ha aperto loro una finestra sia sull’ineffabile mistero del Figlio e del Padre, sia sulla loro vocazione di discepoli. Si può dire che quella “finestra” era il tramite che aiutava i discepoli a percepire con i loro sensi, e soprattutto con il loro cuore, l’intimo dialogo del loro Maestro col Padre.

Alzando gli occhi al cielo, sfera del divino, e chiamando Dio “Abba”, Padre, Gesù svela il mistero di una relazione totalmente particolare, in cui l’identità di Dio si rivela nell’essere Padre e l’identità del Cristo si manifesta nell’essere Figlio. Questa relazione sarà rivelata fra poco tempo, perché sta arrivando l’ora della manifestazione della Gloria di Dio, appunto l’ora in cui il Figlio di Dio sarà innalzato sulla croce. Di fronte a Gesù, che stava parlando della conoscenza dell’unico vero Dio e della missione del Figlio dell’uomo, che cosa avrebbero pensato i discepoli? In quel momento, potevano essi capire il donare totale di Gesù per gli altri, il valore del grande dono della vita eterna, il valore del Regno di Dio, e il senso della vocazione di vivere da figli e da fratelli?

2. “Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola”
Dopo aver detto ai discepoli che la vita eterna è conoscere il Padre - l’unico vero Dio - e il suo ineffabile amore per ogni uomo, Gesù ha cominciato a parlare della conoscenza del Padre. Ma arrivati a tale punto mai oltrepassato prima, l’argomento faceva saltare la ragione e sormontava la conoscenza. Si era veramente arrivati davanti al mistero e la domanda dei discepoli era inevitabile: “Come si fa a conoscere Dio come Padre?”

Nel vangelo, il discepolo Giovanni metterà per iscritto sia ciò che ha sentito da Gesù nel cenacolo, sia ciò che ha conosciuto dopo l’evento della croce e della risurrezione, con l’aiuto dello Spirito Santo. Egli testimonierà: conoscere il Padre è conoscere Gesù Cristo, inviato sulla terra, e conoscere Gesù è riconoscere nel Figlio dell’uomo il Messia, promesso nelle Scritture e venuto in mezzo agli uomini. Conoscere Gesù Cristo è conoscere ciò che egli ha fatto. E solo conoscendo Gesù si può arrivare alla conoscenza di Dio Padre. Infatti, tra gli uomini, è stato solo Gesù che ha glorificato il Padre e ha manifestato a tutti il suo divino amore con le sue parole e i suoi gesti e, particolarmente, con la sua vita offerta in dono. Attraverso la sua croce, Gesù ha fatto vedere agli uomini chi è il Padre e quanto grande è il suo amore per l’umanità.

3. “Io per loro chiedo, non per il mondo chiedo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi”
Gesù prega il Padre per quelli che sono stati affidati a lui, per quelli che hanno accolto la sua parola e hanno scoperto il volto del Padre sul suo volto. Gesù prega apertamente per i suoi discepoli, per tutti coloro che vivono da figli del Padre e si riconoscono come fratelli. Appartenendo alla stessa comunità, i discepoli sono arrivati alla conoscenza del Padre e del suo unico Figlio, Gesù Cristo. E attraverso la conoscenza, cioè attraverso l’amore vissuto e condiviso, essi hanno tolto la loro ignoranza e si sono avvicinati alla fede in Gesù.

Il vangelo testimonia che il desiderio di Gesù Cristo per i suoi discepoli è di conoscere il Padre e di diventare suoi figli. Il Figlio prega il Padre perché il suo desiderio si compia e perché il Padre custodisca i discepoli nella santità, nell’unità della fede e nell’osservanza della divina volontà.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“Ascolta, o Padre, la preghiera dei tuoi figli,
che professano la fede nel Cristo Salvatore,
asceso alla tua destra nella gloria, e fa' che, secondo la promessa,
sentiamo la sua presenza in mezzo a noi,
sino alla fine dei tempi”.

I miei pensieri
Solo conoscendo Gesù si può arrivare alla conoscenza di Dio Padre.
Attraverso la sua croce, Gesù ha fatto vedere agli uomini chi è il Padre e quanto grande è il suo amore per l’umanità.
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