vineri, 16 iunie 2017

Gratuitamente date - XI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

I DODICI DISCEPOLI
“Gratuitamente date”
Ex 19,2-6; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36-10,8

Mentre i farisei fanno fatica
ad avvicinarsi alla novità del vangelo,
Gesù stesso si fa presente
nei villaggi e nelle città
e affida ai suoi discepoli
la sua stessa missione:
annunciare la presenza di Dio
e portare la gioia del tempo messianico
in ogni casa e ad ogni uomo.

Il contesto: il discorso missionario
Nei versetti precedenti, il vangelo ha presentato la guarigione del paralitico e la chiamata di Matteo. E mentre i farisei pretendono che l’amore di Dio sia solo per i giusti, Gesù si siede alla mensa con i peccatori e i pubblicani. I farisei non possono capire che il Messia non viene a raccogliere i santi, ma a trasformare i peccatori in figli di Dio, e uno di questi peccatori è proprio Matteo. Allontanandosi dai vecchi schemi mentali, sociali e religiosi, Gesù innesca la sua novità nella realtà che vive. Attraverso i suoi miracoli, egli suscita l’entusiasmo della gente, da una parte, e scatena il dissenso dei farisei, dall’altra. In questo contesto, Matteo introduce il discorso missionario – il secondo dei suoi cinque discorsi – sottolineando, sin dall’introduzione, che i discepoli non hanno una missione diversa da quella del loro Maestro, e presentando i nomi dei dodici e la loro missione.
Gesù è il Maestro. Egli chiama per nome i suoi discepoli e affida loro la missione.

Alla sorgente della fede
I testi liturgici mettono in risalto i temi della chiamata e della missione.
  • Nella prima lettura, l’autore sacro presenta l’arrivo degli israeliti alla sacra montagna e la comunicazione da parte di Dio a Mosè e a tutto il popolo: “Voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”.
  • Nella seconda lettura, Paolo mette in luce la prospettiva escatologica della giustificazione e dice ai romani: “Siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo”.
  • Nel vangelo, Matteo presenta l’istituzione e l’invio dei dodici discepoli, sottolineando alcune direttive date loro da Gesù: “E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

La prospettiva: “la messe è abbondante”, “i suoi dodici”, “gratuitamente date”

1. “Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!»”
C’era un legame stretto tra il bisogno della gente e l’attività missionaria di Gesù. Aspettando il compimento del tempo messianico, i farisei, i discepoli di Giovanni e i giudei pii digiunavano e vivevano una vita di rinunce, per affrettare la venuta del Messia promesso e per disporsi ad accoglierlo. Immersi nelle loro pratiche, essi non si sono resi conto che era arrivato il tempo della festa, perché il Messia già era in mezzo a loro. Bastava guardare attorno e riconoscere i segni dei tempi.

Ma come far capire ai farisei la novità che essi stessi stavano vivendo? Cosa fare per riconoscere lo sposo che è in mezzo a loro e annuncia a tutti la buona notizia del vangelo? È arrivato, infatti, il momento per leggere i segni dei tempi con occhi nuovi e di cambiare “le botti e il vestito”. Dentro i vecchi schemi, come può stare la novità messianica? I gesti raccontano ciò che non si è mai visto in Israele: la donna che aveva perdite di sangue guarisce, quando Gesù le ha rivolto la parola, e da impura è diventata figlia; al tocco del Signore, la fanciulla del capo della sinagoga è ritornata alla vita; ai due ciechi che seguivano Gesù si sono aperti gli occhi e dal muto il demonio è scappato via alla presenza del Signore.

La fama dei miracoli si è sparsa in tutta la regione e tanta gente e gli ammalati correvano da Gesù per ascoltare la sua parola e per essere guariti. Allo stesso tempo, “andando per tutte le città e per tutti i villaggi”, Gesù non cessava di insegnare nelle sinagoghe e di proclamare il vangelo del regno, curando ogni malattia e ogni morbo.

2. “Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità”
Guardando attorno a sé, Gesù descrive la realtà usando un’immagine che risale ai tempi dei profeti: “Le folle sono stanche è oppresse come pecore senza pastore”. Di fronte a un popolo disperso, senza unità e senza una guida, egli prende la decisione di togliere le persone dalla solitudine e di portare loro la gioia, perché tutto è pronto e la mietitura, cioè la missione, è urgente. È arrivato finalmente il tempo della missione, e “la messe” è davvero abbondante.

Nel contesto della nuova missione, per la prima volta, l’evangelista Matteo presenta il gruppo dei dodici discepoli. Egli descrive sia la loro chiamata, sia la loro missione, e sottolinea fortemente che la loro vocazione è quella di portare avanti l’opera di Gesù: annunciare la presenza di Dio in mezzo agli uomini e guarire ogni malattia e ogni infermità.

3. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
Gesù manda tutti i suoi discepoli solo nei villaggi e nelle città d’Israele, e dà loro regole e ordini precisi. Per lui, in quanto Messia, il popolo d’Israele è il popolo eletto e comporta una priorità. In questo senso, il vangelo testimonia che Gesù stesso abbia limitato la sua missione a Israele, non assumendosi il compito di correre in ogni luogo, ma limitandosi a portare a compimento le promesse di Dio ai suoi connazionali.

Sull’esempio del loro Maestro, i discepoli porteranno avanti la missione a loro affidata. Prima di tutto, essi saranno portatori dell’amore di Dio ai loro connazionali, offrendo gratuitamente tutto ciò che hanno ricevuto in dono dal loro Maestro. E solo dopo la risurrezione, seguendo sempre il mandato del Signore, essi annunceranno ad ogni uomo la novità assoluta del vangelo e osserveranno fedelmente le norme sulla povertà, sull’annuncio chiaro e provocante della parola di Dio e, infine, sulla fiducia nella presenza del Signore in mezzo a loro, di fronte al male e ai pericoli.

Perché la vita sia vissuta
(La preghiera della colletta)
“O Padre, che hai fatto di noi
un popolo profetico e sacerdotale,
chiamato ad essere segno visibile della nuova realtà del tuo regno,
donaci di vivere in piena comunione con te
nel sacrificio di lode e nel servizio dei fratelli,
per diventare missionari e testimoni del Vangelo”.

I miei pensieri
Presentando insieme la chiamata e la missione dei dodici discepoli, Matteo sottolinea fortemente la loro vocazione come continuatori dell’opera di Gesù.
Sull’esempio del loro Maestro, i discepoli porteranno avanti la missione a loro affidata: annunciare la presenza di Dio in mezzo agli uomini e guarire ogni malattia e ogni infermità.

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